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    Il mattino

    Zandomeneghi, Il mattino | Le matin | The morning
    Zandomeneghi, Il mattino | Le matin | The morning
    Autore: 
    Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
    Titolo: 
    Il mattino
    Altri titoli: 
    Le matin
    The morning
    Periodo: 
    XIX-XX secolo
    Datazione: 
    non datato (1865-1917)
    Classificazione: 
    Disegno
    Tecnica e materiali: 
    Pastello su carta
    Annotazioni: 
    Firma in basso a sinistra: FZandomeneghi
    Luogo di conservazione: 
    Collezione Poscio, Domodossola (VB), Italia

    La toilette del mattino

    Signorini, La toilette del mattino.jpg
    Autore: 
    Signorini, Telemaco (1835-1901)
    Titolo: 
    La toilette del mattino
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    non datato (1898)
    Classificazione: 
    Dipinto
    Tecnica e materiali: 
    Olio su tela
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    120 x 175
    Luogo di conservazione: 
    Società di Belle Arti, Viareggio (LU), Italia

    Mostre:

    • Telemaco Signorini e la pittura in Europa, a cura di Giuliano Matteucci, Fernando Mazzocca, Carlo Sisi ed Ettore Spalletti, Fondazione Bano, Palazzo Zabarella, Padova, 19 settembre 2009 – 31 gennaio 2010.

    Note:

    Nel 1930, Toscanini, abbandonata la Scala dove si lasciava alle spalle uno dei periodi più illuminati che la storia di quel Teatro ricordi, assumeva un incarico altrettanto prestigioso: la direzione della Philharmonic Symphony di New York. Dopo quasi quarant’anni di continui e affannosi spostamenti nei diversi teatri del mondo, ritornava in America dove a breve distanza si sarebbe stabilito definitivamente. Iniziata una nuova era, avrebbe mantenuto il medesimo ritmo frenetico di Milano, in una condizione, però, più distensiva in ragione del diverso clima politico. Successivamente alla soddisfazione di ricevere nel mese di marzo, insieme al poeta Paul Claudel, la laurea ad honorem dall’Università di Washington, Toscanini sarebbe ripartito per una di quelle sue proverbiali tournée che insieme con l’intera orchestra lo avrebbero condotto in giro per tutta l’Europa. E’ proprio durante la tappa al Politeama di Firenze, che Ojetti avrebbe colto l’occasione per trascrivere una serie di vivaci impressioni su quel personaggio così singolare nei confronti del quale la stampa europea aveva continuato a destinare, sin dall’esordio come direttore, un’inesausta attenzione. Del resto Ojetti, protagonista indiscusso del giornalismo e della cultura italiana della prima metà del Novecento, era una conoscenza di vecchia data del Maestro, sin dai tempi del primo conflitto. Una personalità poliedrica, apprezzata e al contempo criticata in ragione delle scelte politiche. Anche Toscanini, nell’autunno del 1917, impegnato a dirigere concerti in onore dei soldati italiani nella zona del Monte Santo e a Cormons, per i quali sarebbe stato decorato con una medaglia d’argento al valore militare, aveva inviato a Grubicy una terzina canzonatoria espressamente rivolta al cririco fiorentino, nei confronti del quale aveva sempre mantenuto una certa distanza: “Se ancor a monte minaccia austriaca duri, tu varchi intrepido l’Isonzo, E una meraviglia splende a la tua faccia Ugo, di bronzo (Mart, Archivio del ‘900, Gru. 1.2.29).”
    L’acquisto della Toilette del mattino, nel gennaio del 1930, prima della partenza per New York coincise dunque con un periodo decisivo per il volgere della carriera del Maestro. Nei locali della Galleria Pesaro, quel quadro veniva posto in vendita insieme con gli altri rimasti dopo la morte del pittore nello studio fiorentino di piazza Santa Croce. Un dipinto senz’altro impegnativo e problematico, non solo per le inconsuete dimensioni, ma, soprattutto, per la scelta così esibita di un soggetto ritenuto ancora, all’inizio degli anni trenta, velatamente scomodo. Eppure, a maturare in Toscanini la decisione di acquistarlo, avrebbe contribuito indirettamente proprio Ojetti che, già nel 1911, tratteggiando il profilo di Signorini, ne riconosceva la grande qualità nella “grande scienza di saper scegliere anche pei suoi quadri di figura l’ora e la luce che meglio definiscono la scena e i tipi e i gesti raccolti in una scena” (cfr. op.cit., pp.72-73). A questo proposito citava la Toilette del mattino, esposta per la prima volta nel 1909 a Venezia nella quale, com’è noto, Signorini aveva raffigurato l’interno di una casa di tolleranza del centro storico di Firenze. Proprio alla lucida analisi di quel racconto bohémien, nei confronti del quale a distanza di vent’anni anche uno dei più raffinati conoscitori del melodramma come Luchino Visconti avrebbe colto un geniale spunto per Senso, Toscanini non si sarebbe mostrato indifferente, destinando ad esso un posto d’onore nella sua raccolta. Superato il disaccordo iniziale con la moglie insieme alla quale aveva sempre maturato ogni scelta, il Maestro non lo avrebbe tenuto nascosto agli occhi dei “borghesi benpensanti”. Contrariamente a Signorini che l’aveva sempre custodito rivolto a una delle pareti del proprio studio, egli collocò il quadro nel soggiorno della casa di via Durini. La grande tela costruita con quell’ostinata e tutta cerebrale impostazione prospettica dello spazio, e pervasa dal chiarore proprio di un mattino primaverile, in quella nuova collocazione campeggiava con grande vanto del collezionista che la esibiva con intimo orgoglio. A raccogliere le prime dichiarazioni del Maestro all’indomani dell’acquisto era ancora Ojetti che ne registrava le schiette e crude affermazioni destinate, con il tempo, a rappresentare il suo più fedele specchio: “(…) Il danaro? A che serve il danaro? A vivere in pace? Voglio dire senza fare niente? Che dite? La mia raccolta di quadri? State a sentire. A Milano, lo sai, mi sono comprato in un’asta la Toeletta mattutina di Telemaco Signorini. Quella luce dalle persiane verdi socchiuse, la donna che si pettina davanti allo specchio, l’amico che sbadiglia sul divano… Dovevo privarmi d’un quadro così? Mia moglie (lasciami dire tutto, che è la verità), mi ha rimproverato, m’ha fatto promettere in iscritto che avrei fatto due dischi. E’ vero o non è vero? Dunque ho ragione io. Le mie passioni sono tre: i quadri, quelli, s’intende che piacciono a me, le lettere di Leopardi, le lettere di Mozart” (cfr. pp. 203-204).

    (E. Palminteri Matteucci in catalogo della mostra Biblioteca di via Senato, Toscanini tra note e colori, Milano, 31 marzo-7 ottobre 2007, pp. 114-115, n. 30)

    La toilette

    Federico Zandomeneghi, La toilette (Dopo il bagno) | La toilette (Après le bain) | Toilette (After a bath)
    Autore: 
    Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
    Titolo: 
    La toilette
    Altri titoli: 
    La toilette (Après le bain)
    Toilette (After a bath)
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    non datato (1885 post -1895 circa)
    Classificazione: 
    Disegno
    Tecnica e materiali: 
    Pastello su carta
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    73 x 40
    Annotazioni: 
    Firma a pastello in basso a destra: Zandomeneghi
    Luogo di conservazione: 
    Musei Civici, Pavia, Italia
    Acquisizione: 
    Donazione di Giulio Morone, 2001
    Inventario n.: 
    P 1622

    Note storico critiche:

    Il pastello, noto come Dopo il bagno, ma il cui titolo originale è La toilette (così come è indicato nella foto n. 2930 dell'archivio Durand-Ruel), fu esposto alla Biennale veneziana del 1914 (n. 27), in occasione della mostra personale dell'artista, fortemente voluta da Angelo Sommaruga e curata da Vittorio Pica, e poi ancora alla "Mostra commemorativa della Fondazione della Biennale" nel 1935. Enrico Piceni annota la data 1885, che tuttavia non si è potuta reperire dall'osservazione diretta dell'opera. Paola Favretto sposta la datazione, in accordo con la proposta di Mia Cinotti, alla fine del decennio o ai primi anni Novanta, in ragione soprattutto della tecnica adottata. Per affinità di tratto, La toilette è vicina, infatti, a La roussotte, opera datata al 1888 e dovrebbe quindi risalire allo stesso periodo.

    (fonte: Musei Civici, Pavia)

    Mostre:

    • Zandomeneghi, De Nittis, Renoir. I pittori della felicità, Barletta, Palazzo della Marra, Pinacoteca Giuseppe De Nittis, 31 marzo - 15 luglio 2007, n. 35.
    • L'impressionismo di Zandomeneghi, Padova, Fondazione Bano, Palazzo Zabarella, 1 gennaio 2016 - 29 gennaio 2017.

    La toilette del torero

    Astruc, La toilette del torero.png
    Autore: 
    Astruc, Zacharie (1835-1907)
    Titolo: 
    La toilette del torero
    Altri titoli: 
    La toilette du toréro
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    1880
    Classificazione: 
    Dipinto
    Tecnica e materiali: 
    Olio su legno
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    55,5 x 46
    Annotazioni: 
    Data e firma in basso a destra: Zacharie Astruc / 1880
    Luogo di conservazione: 
    Petit Palais, Musée des Beaux Arts de la Ville de Paris, France
    Acquisizione: 
    Acquisto da Elstir, 1991
    Inventario n.: 
    PDUT1879

    Mostre:

    • Taurus: From Myth to Ritual, 7 giugno - 5 settembre 2010, Museo de Bellas Artes Bilbao.
    • De Ingres a Cézanne. El siglo XIX en la coleccion del Petit Palais, 28 giugno - 19 settembre 2004, Museo de Bellas Artes Bilbao.

    Studio di nudo seduto (La toilette)

    Manet, Studio di nudo seduto.jpg
    Autore: 
    Manet, Édouard (1832-1883)
    Titolo: 
    Studio di nudo seduto (La toilette)
    Altri titoli: 
    Étude de nu assis (La toilette)
    Study of a seated nude (La toilette)
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    non datato (1862 circa)
    Classificazione: 
    Disegno
    Tecnica e materiali: 
    Gesso rosso su carta vergata color camoscio
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    28 x 20
    Annotazioni: 
    Firma in basso a destra, a matita: E. Manet
    Luogo di conservazione: 
    Art Institute of Chicago, Illinois, USA
    Acquisizione: 
    Dono della Joseph and Helen Regenstein Foundation, 1967
    Inventario n.: 
    1967.30

    Donna che fa toilette

    Caillebotte, Donna che fa toilette.jpg
    Autore: 
    Caillebotte, Gustave (1848-1894)
    Titolo: 
    Donna che fa toilette
    Altri titoli: 
    Femme à sa toilette
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    non datato (1873 circa)
    Classificazione: 
    Dipinto
    Tecnica e materiali: 
    Olio su tela
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    65 x 81
    Annotazioni: 
    Stampigliato in basso a sinistra: G. Caillebotte
    Luogo di conservazione: 
    Collezione privata, Los Angeles, California

    Bibliografia:

    • M. Berhaut, Caillebotte, Catalogue raisonné des peintures et pastels, La Bibliotèque des Arts, Parigi, 1994, n. 9.

    Davanti alla toilette

    Zandomeneghi, Davanti alla toilette.jpg
    Autore: 
    Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
    Titolo: 
    Davanti alla toilette
    Altri titoli: 
    Devant la toilette
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    non datato (1880 circa)
    Classificazione: 
    Dipinto
    Tecnica e materiali: 
    Olio su tela
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    81 x 65
    Luogo di conservazione: 
    Collezione privata

    Mostre:

    • Splendori dell'Ottocento ad Arona: da Fattori a Segantini, Museo d'arte contemporanea, Città di Arona, Villa Ponti, 19 aprile-29 giugno 2003.

    Il mattino

    Tranquillo Cremona, Il mattino
    Autore: 
    Cremona, Tranquillo (1837-1878)
    Titolo: 
    Il mattino
    Altri titoli: 
    Mattino
    Donna che si lava
    Donna alla toilette
    Toeletta
    Acquerello
    Donna alla toeletta
    Il mattino - Donna che si lava
    Donna che si lava (Mattina)
    Toletta
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    non datato (1877 circa)
    Classificazione: 
    Disegno
    Tecnica e materiali: 
    Acquerello su carta
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    50 x 23,5
    Annotazioni: 
    Firma (monogramma) in basso a sinistra: TC
    Luogo di conservazione: 
    Collezione privata

    Note storico critiche:

    Negli ultimi anni della sua breve vita, Tranquillo Cremona si dedica con particolare entusiasmo all’acquerello, tecnica ottimale per catturare, con segno leggero e stempera to, stralci di realtà quotidiana senza lasciare spazio a certezze precostituite dalle quali gli artisti scapigliati rifuggono. Nascono così alcuni capolavori come Le curiose (1875-78) e Ripassando la lezione (1877) della Fondazione Lamberti di Codogno, Page boudeur (1876-77, collezione privata) e High Life (1876-78, Galleria d’Arte Moderna, Milano). Alla morte del pittore, quest’ultimo lavoro entra nella collezione del londinese James Staats Forbes assieme all’acquerello intitolato Il mattino, la prima versione del dipinto qui presentato. Commissionati entrambi nel 1877 dal facoltoso imprenditore lombardo e raffinato collezionista Giovanni Torelli, il primo acquerello viene subito ceduto al mercante Vittore Grubicy (1).
    La realizzazione da parte di Cremona dei due acquerelli è testimoniata anche da un appunto a matita di Luigi Conconi su un lembo del disegno Donna alla toeletta (2). In effetti le due versioni del Mattino sono identiche per soggetto, titolo e dimensioni. Entrambe infatti raffigurano una giovane donna che si accinge a lavarsi e avvicina la mano alla bacinella d’acqua appoggiata su un treppiede. Molto simile è anche l’ambientazione, un interno con sfondo neutro, ravvivato qua e là da qualche tocco di color lapislazzuli, mentre la pennellata del Mattino oggi in mostra risulta sicuramente più fluida. Questa scioltezza del tratto, se trascura la nitidezza dei dettagli, permette però una lettura immediata dei gesti e ne accresce l’istantaneità dell’attimo raffigurato.

    Rossana Bossaglia indica questa versione del Mattino come pendant del coevo La sera (3), il secondo acquerello qui esposto, una ragazzina sorpresa appena prima di coricarsi. In realtà i due soggetti non mostrano delle similitudini evidenti se non nella scelta di rappresentare, con estrema eleganza, frammenti di intimità femminili. Quello che li accomuna invece sono certamente le provenienze, a partire dalla committenza di Giovanni Torelli. Nel 1899, anno della preziosa pubblicazione di Pisa, prima monografia sul pittore, risultano entrambi nella collezione di Carlotta Cagnoli, vedova di Cremona (4). Alla morte dell’Avvocato Enrico Valdata (1934), suo secondo marito, li eredita il figlio Enrico Junior di Torino e dopo la guerra entrano nella collezione di Antonio Bertolotto assieme al capolavoro cremoniano In ascolto (1874 circa), sempre di Valdata, e alla Fiumana di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1898). Rimangono così nel capoluogo piemontese ancora per qualche decennio prima di ritornare in Lombardia. Nei primi anni ottanta infatti il collezionista torinese cede allo stesso acquirente La sera e, una decina d’anni più tardi, anche Il mattino. Più volte presentati insieme al pubblico, nel 1900 appaiono alla mostra sulla pittura lombarda dell’Ottocento organizzata alla Permanente di Milano e, dodici anni più tardi, vengono riproposti in quella stessa sede espositiva subito dopo la retrospettiva cremoniana allestita, in forma più ridotta, alla X Biennale di Venezia (5). Protagonista della Sera è una ragazzina che indossa solo una camicia da notte. Con una pennellata più curata e generosa di particolari rispetto a quella utilizzata nel Mattino, Cremona riesce a cogliere il candore sensuale della prima adolescenza. Assorta nei suoi pensieri, la fanciulla è seduta sul bordo del letto, i lunghi capelli biondo ramati sciolti sulle spalle, le gambe lasciate nude fino alle cosce, una mano che indugia, gli occhi chiusi, le gote rosate e quel tocco di lapislazzuli quasi a voler richiamare l’attenzione sull’altra mano, che rimane inerte.

    Il dipinto viene ascritto da Giorgio Nicodemi tra gli acquerelli in cui «la grazia di gesti e di atti femminili è glorificata con una soavità quasi inconsapevole» (6). Nel 1878, in occasione della prima esposizione a cui l’acquerello partecipa, il critico del “Corriere della Sera” Luigi Chirtani parla di una bella e bionda adolescente con «le forme piene, le carni sode, rosee, e siede in atto così inconscio di sé, della propria bellezza, della malizia, del male ed ha un’espressione di così illibata innocenza» che si può considerare «un miracolo di purità» (7). Anche della Sera, così come del Mattino, esiste un’altra versione coeva e di somiglianza notevole; questa però ha dimensioni più ridotte ed è realizzata a penna e bistro. Acquistata nel 1879 da Eugenia Schmutzinger, moglie di Giulio Mylius e cognata del più noto Federico, imprenditore filantropo e primo presidente della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, alla sua morte rimane nelle collezioni del Museo Mylius che andranno in asta nel 1929.


    1. Si veda l’autentica di Vittore Grubicy: «Questo acquarello, che ho visto eseguire da Tranquillo Cremona nel 1877, per il sig. G. Torelli, fu rilevato dallo studio Grubicy e da questo venduto nel successivo anno 1878 al sig. J.S. Forbes esp. di Londra che lo possedette sino alla sua morte avvenuta nel 1904». Il lavoro è poi tornato a Milano ed è entrato nella collezione di Francesco Bordini Paletta. Bossaglia, 1999, n. 222, p. 190.
    2. «Disegno di T. Cremona / per i due acquarelli / stesso soggetto / L. Conconi». Lo studio a matita su carta, 30,3 x 19,1 cm., è custodito presso il Civico Gabinetto dei Disegni di Milano. Id, ivi, p. 191.
    3. Id, ibidem, n. 223, p. 191.
    4. Pisa, 1899, p. 68. Per approfondimenti su Carlotta Cagnoli e sul suo secondo marito, l’avvocato Enrico Valdata, si rimanda alla scheda precedente.
    5. Gli spazi della società promotrice milanese vengono utilizzati come punto di raccolta per l’invio dei lavori di Cremona a Venezia. Al loro ritorno, le opere sono presentate anche alla Permanente e incrementate. Sul catalogo della Biennale infatti, ne risultano 92 in meno rispetto a quelle esposte a Milano. Per la documentazione in merito a questa mostra si rimanda al materiale custodito nell’Archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano, fondo SBAEP, sezione MAA, 1912. In quello stesso fondo è conservato anche il materiale della mostra del 1900 (sezione MAA, 1900).
    6. Nicodemi, 1930, p. 79.
    7. L. Chirtani, 1878, riportato in Bossaglia, cit., p. 189.

    (fonte: Elisabetta Staudacher - Scheda in catalogo Collezioni d'autore 2014, Milano, Gallerie Maspes, 24 ottobre 21 dicembre 2014)

    Provenienza:

    • Milano, coll. Giovanni Torelli, commissionato nel 1877.
    • Milano coll. Grand’Uff. Avv. Enrico Valdata.
    • Torino, coll. Enrico Valdata Junior.
    • Torino, coll. Bertolotto.

    Mostre:

    • 1878, Milano, Teatro alla Scala, Mostra postuma delle opere di Tranquillo Cremona, n. 76.
    • 1900, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, La pittura lombarda nel secolo XIX, n. 367.
    • 1912, Venezia, Palazzo dell’Esposizione, X Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, Sala 21 Mostra Retrospettiva di Tranquillo Cremona, n. 45.
    • 1912, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Mostra Postuma T. Cremona, Sala IV, n. 92bis.
    • 1928, Venezia, Palazzo dell’Esposizione, XVI Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, Sale 7-14, Mostra della Pittura Italiana dell’800, n. 69.
    • 1929, Milano, Palazzo Reale Sala delle Cariatidi, Mostra commemorativa delle Opere di Tranquillo Cremona nel cinquantesimo anniversario della morte, n. 161.
    • 1938, Pavia, Castello Visconteo, T. Cremona e gli artisti lombardi del suo tempo, Sala VI, n. 152.
    • 2009, Milano, Palazzo Reale, Scapigliatura. Un “pandemonio” per cambiare l’arte, n. 67.

    Bibliografia:

    • Catalogo delle opere del defunto pittore Tranquillo Cremona esposte nelle sale del Ridotto del Teatro Comunale della Scala, catalogo della mostra, [Milano, Teatro alla Scala], Milano, 1878, p. 8.
    • G. Pisa, T. Cremona, Baldini e Castoldi, Milano, 1899, p. 68.
    • La pittura lombarda nel secolo XIX, catalogo della mostra, [Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente], Tip. Capriolo e Massimino, Milano, 1900, p. 112 (con il titolo Mattino).
    • Catalogo illustrato. X Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, catalogo della mostra (seconda edizione), [Venezia, Palazzo dell’Esposizione], Premiate Officine Grafiche C. Ferrari, Venezia, 1912, p. 63.
    • Catalogo. Mostra Postuma T. Cremona, catalogo della mostra, [Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente], Stab. Tip. R. Romitelli e C., Milano, 1912, p. 27 (con il titolo Donna alla toilette).
    • Catalogo Ufficiale illustrato. La Biennale, catalogo della mostra (Prima Edizione), [Venezia, Palazzo dell’Esposizione], Premiate Officine Grafiche Carlo Ferrari, Venezia, 1928, p. 37.
    • T. Cremona, catalogo della mostra, [Milano, Palazzo Reale Sala delle Cariatidi], Editore Luigi Alfieri, Milano, 1929, s.p. (con il titolo Donna che si lava).
    • U. Ojetti, La pittura italiana dell’Ottocento, Casa Editrice d’Arte Bestetti e Tumminelli, Milano Roma, 1929, p. 60, tav. 66 (con il titolo Toletta e con le misure 520 x 260 mm).
    • G. Nicodemi, T. Cremona, A. Mondadori Editore, Milano, 1933, p. 241 (la tavola non corrisponde al dipinto).
    • T. Cremona e gli artisti lombardi del suo tempo. Elenco delle Opere esposte nel Castello Visconteo di Pavia, catalogo della mostra (III Edizione), [Pavia, Castello Visconteo], Tumminelli & C. Editori, Milano/ Roma, 1938, p. 7 (con il titolo Donna alla toeletta).
    • Tranquillo Cremona e gli artisti lombardi del suo tempo. Catalogo delle Opere esposte nel Castello Visconteo di Pavia, catalogo della mostra, [Pavia, Castello Visconteo], Tumminelli & C. Editori, Milano/ Roma, 1938, p. 38.
    • G. Pischel Fraschini, La pittura italiana, in La pittura dell’Ottocento, Società Editrice Libraria, Milano, 1942, p. 65 (con il titolo Toeletta).
    • G. Pischel G. Pischel, Pittura europea dell’800, Garzanti, Milano, 1945, p. 225 ill. (con il titolo Acquerello).
    • M. Borghi, Da Fattori a Modigliani. Galleria di artisti italiani, Ed. “Rivista delle Province”, Roma, 1959, p. 58 (con i titoli Donna che si lava o Toletta).
    • A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, IV Edizione, Vol. II, Luigi Patuzzi Editore, Milano, 1971, p. 856 (con il titolo Donna che si lava o Toletta).
    • R. Bossaglia, Tranquillo Cremona. Catalogo ragionato, Federico Motta Editore, Milano, 1994, n. 223, p. 191 ill. (con il titolo Il mattino - Donna che si lava).
    • A.P. Quinsac, Scapigliatura, catalogo della mostra, [Milano, Palazzo Reale], Marsilio, Venezia, 2009, pp. 108 ill., 294 (con il titolo Donna che si lava Mattina).
    • A.P. Quinsac, La Scapigliatura, in “Art e Dossier”, n. 258, Giunti, Firenze, 2009, p. 15 ill. (con il titolo Donna che si lava Mattina).

    (fonte: Regesto delle opere in mostra - Collezioni d'autore 2014, Milano, Gallerie Maspes, 24 ottobre 21 dicembre 2014)

    La Touques, la mattina

    Boudin, La Touques, la mattina | La Touques, le matin | The touques, the morning
    Autore: 
    Boudin, Eugène Louis (1824-1898)
    Titolo: 
    La Touques, mattino
    Altri titoli: 
    La touques, le matin
    cow lying in profile
    Lavandières sur la Touques
    Periodo: 
    XIX secolo
    Datazione: 
    1889
    Classificazione: 
    Dipinto
    Tecnica e materiali: 
    Olio su tavola
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    25,1 x 20,2
    Annotazioni: 
    Firma e data in basso a destra: E. Boudin. 89
    Luogo di conservazione: 
    Musée des Beaux Arts, Reims, France
    Acquisizione: 
    Proprietà del comune di Reims, lascito di Henry Vasnier, 1907
    Inventario n.: 
    907.19.40

    Alla toilette

    Zandomeneghi, Alla toilette.jpg
    Autore: 
    Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
    Titolo: 
    Alla toilette
    Altri titoli: 
    À la toilette
    Periodo: 
    XIX-XX secolo
    Datazione: 
    non datato (1865-1917)
    Classificazione: 
    Dipinto
    Tecnica e materiali: 
    Olio su tela
    Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
    55 x 46
    Annotazioni: 
    Firma in alto a destra: FZandomeneghi
    Luogo di conservazione: 
    Collezione privata

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