Vasi di fiori

Bazille, Vasi di fiori.png
Autore: 
Bazille, Jean Frédéric (1841-1870)
Titolo: 
Vasi di fiori
Altri titoli: 
Pots de fleurs
Étude de fleurs
Fleurs
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1866
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
100,3 x 80,6
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: F. Bazille 66
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Comandante e signora Hippolyte Lejosne, Parigi, acquistato dall'artista intorno al 1868.
  • Famiglia Lejosne, Pau, per successione dai precedenti e fino ad almeno il 1952 circa.
  • Dr. F. Shöni, Zürich, acquistato dalla famiglia Lejosne.
  • Mr. e Mrs. John Hay Whitney, acquistato da Shöni, 27 ottobre 1960.
  • Greentree Foundation, Manhasset, New York (NY).
  • Vendita, Sotheby's New York, asta N07989 - Property of the Greentree Foundation from the Collection of Mr. and Mrs. John Hay Whitney: Impressionist and Modern Art, 5 maggio 2004, lotto 17, venduto per $5,328,000 (€4.380.682,00).

Mostre:

  • Paris, Palais de l’Industrie, Salon, 1868, n. 147, sotto il titolo Étude de fleurs.
  • Paris, Galerie Wildenstein, Bazille, 1950, n. 21, sotto il titolo Étude de fleurs.
  • Paris, Musée Jacquemart-André, Le Second Empire, 1957, n. 6, sotto il titolo Fleurs.
  • London, The Tate Gallery, The John Hay Whitney Collection, 1960-61, n. 2.
  • Washington, D.C., National Gallery of Art, The John Hay Whitney Collection, 1983, n. 1
  • Paris, Galeries Nationales du Grand Palais, New York, The Metropolitan Museum of Art, The Origins of Impressionism, 1994-95, n. 4, sotto il titolo Étude de fleurs.
  • Washington, D.C., The Phillips Collection, Impressionist Still Life, 2001-02, n. 1.

Bibliografia:

  • J. Ixe, Les artistes Montpelliérains au Salon de 1868: Lettres au Directeur du Journal de Montpellier, Journal de Montpellier, Montpellier, 23 maggio 1868.
  • Gaston Poulain, Bazille et ses amis, Parigi, 1932, n. 13, catalogato p. 213.
  • Gabrielle Sarraute, Catalogue de l’oeuvre de Frédéric Bazille (non pubblicato), Ecole du Louvre, Parigi, 1948, n. 19, p. 42.
  • Daniel Wildenstein, Le peintre de natures mortes, Arts, Parigi, 9 giugno 1950.
  • François Daulte, Frédéric Bazille et son temps, Geneva, 1952, n. 18, catalogato p. 173.
  • H.L.F., London’s public glimpse at the private J.H. Whitney Collection, Art News, New York, gennaio 1961, illustrato.
  • John Rewald, The History of Impressionism, New York, 1973, illustrato p. 113.
  • John Rewald, The History of Impressionism, New York, 1976, illustrated pl. 75
  • François Daulte, Une grande amitié: Edmond Maitre et Frédéric Bazille, L'Oeil, Parigi, aprile 1978, illustrato p. 38.
  • Judith Bumpus, Impressionist Gardens, Oxford, 1990, n. 33.
  • François Daulte, Frédéric Bazille et les debuts de l'Impressionnisme, catalogue raisonné de l'oeuvre peint, Parigi, 1992, n. 20, illustrato p. 161.
  • Valérie Bajou, Frédéric Bazille, Aix-en-Provence, 1993, illustrato p. 119.
  • Michel Schulman, Frédéric Bazille, 1841-1870, Catalogue raisonné, Parigi, 1995, n. 24, illustrato p. 141.

Note:
Ètude de fleurs di Frédéric Bazille del 1866 è tra i dipinti di natura morta più notevoli e belli nella storia del movimento impressionista. Dipinta nella serra della proprietà della sua famiglia a Méric presso Montpellier, l'artista realizza un quadro che è più di una convenzionale natura morta. Invece di un assemblaggio formalmente organizzato di oggetti, cacciagione, cibo o fiori recisi, l'artista di venticinque anni mette a fuoco i fiori in vasi di terracotta sul pavimento della serra. Mentre c'è un evidente debito al realismo di Gustave Courbet e le sue interpretazioni dei soggetti di fiori, Ètude de fleurs di Bazille si distingue come una composizione che rompe con il passato. Va aldilà delle idee tradizionali su simmetria, frontalità, equilibrio e materia. La disposizione dei vasi di fiori sembra completamente casuale e non pianificata. Esso è scevro delle nozioni di ordine e struttura compositiva che venivano insegnate nelle scuole d'arte come l'Ecole des Beaux-Arts. Bazille, come Monet, Renoir e Sisley, sono stati fortunati per aver potuto studiare pittura nello studio dell'accademico Charles Gleyre.
Nota Rewald « Gleyre era un uomo modesto, aveva avversione a dare lezione e tutto sommato era piuttosto indulgente; raramente prendeva un pennello per correggere il lavoro di uno studente. Renoir ebbe a dichiarare che Gleyre era stato 'di nessun aiuto per i suoi allievi', ma aggiungeva che aveva avuto il merito 'di lasciarli più o meno a se stessi'. Gleyre non aveva nemmeno preferenze per i soggetti e lasciava che i suoi studenti dipingessero quello che volevano. » (John Rewald, La storia dell'impressionismo, New York, 1961, pp. 72-74).
Se ci fossero opere che potrebbero aver ispirato direttamente Etude de Fleurs di Bazille, molto probabilmente sarebbero dipinti di fiori fatti dai suoi amici Monet e Renoir. Piante fiorite in vasi di terracotta svolgono un ruolo in ciascuno di loro e, come Gary Tinterow puntualizza nel catalogo per The Origins of Impressionism,« [nell'estate del 1864] Monet scrisse una lunga letteraa Bazille incoraggiandolo a fare una composizione floreale: 'Fanne uno, allora, perché esso è, credo, un ottimo soggetto da dipingere'. »
Continua Tinterow: « Dal momento che Bazille comincia a dipingere [Ètude de fleurs] nel 1866 ha avuto l'opportunità di studiare Fleurs de printemps di Monet del 1864 e l'analogo Fleurs de printemps di Renoir del 1864. Aveva anche guardato a lungo ed intesamente Nature morte di Manet nel 1865 in mostra presso la Galerie Martinet e presso Cadart...Quando Bazille inviò [Etude de Fleurs] come una scommessa al Salon del 1868, fu Manet ad essere citato come ... esempio di Bazille, dal momento che Monet e Renoir erano ancora praticamente sconosciuti » (p. 331).
Quando il dipinto fu esposto al Salon del 1868, venne attaccato da un critico conosciuto come J. Ixe che scriveva per il Journal de Montpellier. Ixe denigrava Bazille come un seguace di Manet, che era ampiamente riconosciuto come il leader de facto dell'avanguardia e l'origine di una vasta gamma di fallimenti artistici. Com'era prevedibile, il critico conservatore scorticava anche il disprezzo di Bazille per i principi della composizione e della tecnica accademica. Ma alla conclusione dei suoi commenti aggiungeva malvolentieri che Etude de Fleurs era « non senza carattere e larmonia del colore » (p. 331) . Per di più, il dipinto di Bazille sembra prefigurare un gruppo di notevoli dipinti di gerani in vasi di terracotta eseguito nel 1880 da Paul Cézanne.

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby's del 5 maggio 2004)