Valérie

Zandomeneghi, Valerie.png
Autore: 
Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
Titolo: 
Valérie
Altri titoli: 
Femme à la mantille
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
41 x 33
Annotazioni: 
Firma in alto a destra: FZandomeneghi
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Durand-Ruel, Parigi.
  • Collezione privata, Milano.

Mostre:

  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano, 1977, tav. 2.
  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano, 1984, tav. 9.
  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano, 1994.
  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano, 2002, pp. 58, 59.
  • Raccolta di dipinti dell'Ottocento, a cura di Marco Bertoli, Modena, Palazzo Cremoinini, 18 febbraio - 10 marzo 2012 e Milano, Via sant'Andrea 17, 15 marzo - 5 aprile 2012.

Bibliografia:

  • E. Piceni, Zandomeneghi, Bramante, 1967, tav. 601.
  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano, 1977, tav. 2.
  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano, 1984, tav. 9.
  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano,1994.
  • Zandomeneghi, Galleria Sacerdoti, Milano, 2002, pp. 58, 59.

Commento:

L’universo di figure femminili, dai tratti morbidi, dai colori pastello e dai gesti di una disarmante e nel contempo sensuale quotidianità, fatta di semplici movenze come il pettinarsi, l’aggiustarsi il cappello o i guanti, farsi la toeletta o dormire, sono i motivi ricorrenti nella poetica di Zandomeneghi. I profili avvolgenti di queste donne, colte sempre con delicatezza nell’intimità della loro vita quotidiana, nei gesti del risveglio come ne Le calze nere del 1896 e della toeletta in Donna che si asciuga del 1896-98, o nei gesti tipici della moda, come l’indossare i guanti o muovere il ventaglio in Serata di gala realizzato tra il 1889 e il 1893 e ne Il té del 1892-93, rivelano una sensibilità ed umanità ben diversa rispetto all’aulica bellezza delle bagnanti di Renoir o della sensualità esplicita di Degas e comunque sono lontane dalla dimensione della vita mondana delle élite parigine delle donne ritratte da Boldini e De Nittis negli stessi anni. La sinteticità delle forme e del disegno, marcato da un preciso contorno lineare su questo fondo così intenso e piatto, sembra preludere all’elemento moderno di tante copertine e réclame pubblicitarie a partire dall’esempio delle opere dell’amico Toulouse-Lautrec. Il dipinto, soffuso di poesia quattrocentesca che coniuga compostezza formale, raffinatezza cromatica ed eleganza, conferma la grande abilità dell’autore nella ritrattistica che si manifesta anche nella scelta dell’esuberante tonalità rossa dello sfondo che pone in rilievo il profilo della giovane donna, dall’incarnato rosato ed inquadrato dai capelli corvini che le scendono sulla tempia, coperti a loro volta dalla mantiglia di pizzo bianco. Ad una semplicità della posa e della costruzione del dipinto molto essenziale ed immediata, rispetto ad altre composizioni sapienti di certi ritratti in interni, fa da contraltare la ricercatezza dei particolari che è evidente nella descrizione dell’elaborato pizzo. Come nella maggior parte delle opere, Zandomeneghi riserva un grande studio all’abbigliamento, puntuale è la descrizione non solo degli abiti, ma anche delle pettinature e degli accessori, da ricollegarsi all’attività di disegnatore di figurini che il pittore svolse a Parigi in un periodo compreso tra il 1877 e il 1893.

(fonte: Catalogo della mostra Raccolta di dipinti dell'Ottocento, a cura di Marco Bertoli)