Tra i fiori. Ritratti di bambini

Tranquillo Cremona, Tra i fiori. Ritratti di bambini
Autore: 
Cremona, Tranquillo (1837-1878)
Titolo: 
Tra i fiori. Ritratti di bambini
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1871)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
99 x 74
Annotazioni: 
Firma (monogramma) in basso a sinistra: TC
Luogo di conservazione: 
Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Varese, Italia
Acquisizione: 
Donazione di Luigi Villa, 1993
Identificativo: 
603

Descrizione:

Nel dipinto figurano due bambini circondati da verzura. La bambina è in primo piano sulla destra, è coperta dai rampicanti, probabilmente caprifoglio, sino alle anche, è posta di tre quarti verso lo spettatore, con la mano sinistra afferra un fiore all'altezza del suo viso mentre lo sguardo è rivolto all'osservatore. Il bambino più indietro è quasi completamente nascosto dalle fronde, se ne osserva il viso e il corpo sino alla cintola. La tavolozza è complessivamente cupa e crea contrasto con il chiarore dei visi e mette in risalto la bambina con il suo abito rosa e la mantellina rossa. La composizione è armonica e costruita su linee di forza oblique.

Notizie storico critiche:

Il dipinto è un ritratto di Margherita e Luigi Villa, figli del collezionista e amico di Tranquillo Cremona, Carlo Villa. La tela in basso a sinistra riporta iniziali dell'autore "T. C.", ma le analisi hanno riscontrato la difformità da alcune sigle apposte dal pittore su altre tele autografe. Questo fa pensare che le cifre siano state tracciate successivamente dai Villa per certificare la validità e l'autografia del dipinto anche al di fuori dell'ambito familiare. Con ogni probabilità non si tratta di una commissione di Carlo Villa, ma piuttosto di un omaggio che il pittore volle fare ai bambini e al suo amico, che spesso e con piacere ospitava lui e altri artisti in casa propria. Nel 1955 Luigi Villa, figlio omonimo del Luigi Villa del ritratto, scriverà che la scena è ambientata nel boschetto in fondo al vicolo di Porta Nuova a Milano. L'intento ritrattistico è accurato, ma la pennellata è corsiva: Tranquillo Cremona, già avvezzo all'uso di pennellate materiche che frantumano le forme in tocchi vibranti, qui si concede una libertà giustificata dalla natura dell'origine del dipinto. Il ritratto viene presentato alla Promotrice di Torino nel 1871 con il titolo di "Schizzo dal vero" e solo successivamente, a un'esposizione presso l'Accademia di Brera, gli verrà dato il nome più evocativo con cui oggi è noto.

(fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it)