Testa di donna bionda

Zandomeneghi, Testa di donna bionda.png
Autore: 
Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
Titolo: 
Testa di donna bionda
Altri titoli: 
Tête de femme blonde
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
46,5 x 38,5
Annotazioni: 
Firma in alto a sinistra: FZandomeneghi
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Galleria Durand-Ruel, Parigi.

Mostre:

  • Raccolta di dipinti dell'Ottocento, a cura di Marco Bertoli, Modena, Palazzo Cremoinini, 18 febbraio - 10 marzo 2012 e Milano, Via sant'Andrea 17, 15 marzo - 5 aprile 2012.

Bibliografia:

  • E. Piceni, Zandomeneghi, Bramantre Editrice, Milano, 1967, n. 629.
  • E. Piceni, Zandomeneghi, Bramantre Editrice, 1991, n. 629.
  • M. Agnellini, Ottocento Italiano (1997-1998), De Agostini, Novara, 1997, tav. colori LXVII.

Commento:

Negli ultimi anni del XIX secolo la produzione di Zandomeneghi è quanto mai intensa e incrementata da un repertorio di immagini di grande raffinatezza ed eleganza, una poetica che si rinnova nei consueti temi di figure femminili colte all’interno di orizzonti domestici ed intimi, siano quelli della passeggiata o quelli delle camere e dei salotti. Vicino a Degas, sia per l’affinità delle scelte culturali e formative sia per l’autentica amicizia, il ritratto costituisce un’opera emblematica di quel senso di intima verità borghese che caratterizza gran parte della produzione del pittore veneziano. In anni in cui la ricerca prodotta da certo impressionismo aveva portato alla dissoluzione della forma, Zandomeneghi, con la sua costante tenuta formale di sintesi e di volumi definiti, si poneva in contrasto con queste tendenze attraverso il recupero dei valori della tradizione, che per altro l’artista non aveva mai abbandonato, consolidando una pittura, talvolta sfibrata da una pennellata impregnata di luce, dalla consistenza più compatta. Il ritratto si caratterizza per un linguaggio soffuso, in cui le pennellate fitte e spezzate delineano la materia ‘soffice’ dei capelli raccolti nello chignon che la donna porta arrotolato sul capo e la stola di pelo che le scopre le spalle. Un’impaginazione semplice come spesso accade nei dipinti del pittore veneziano, attratto dal gioco delle masse e dai modulati rapporti di colore, dove il naturale e al tempo stesso sapiente comporsi di superfici definiscono la figura. La grande abilità di ritrattista dell’autore, si manifesta anche nella scelta delle diverse tonalità pastello che caratterizzano la carta da parati, sfondo di un interno domestico e intimo utilizzato in diversi ritratti, che pone in rilievo i contorni della vigorosa e al contempo poetica figura femminile, di forte intensità espressiva, che rivolge al pittore e allo spettatore uno sguardo diretto, ma distaccato. Un delicato pizzo bianco che profila lo scollo di un abito color malva - le gradazioni violacee spesso sono protagoniste della tavolozza di Zandomeneghi - pone in rilievo il delicato incarnato del petto e del collo che si colora di una tinta più rosata sulle gote della giovane.

(fonte: Catalogo della mostra Raccolta di dipinti dell'Ottocento, a cura di Marco Bertoli)