Sull’aia

Sernesi, Sull'aia
Autore: 
Sernesi, Raffaello (1838-1866)
Titolo: 
Sull’aia
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1865)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
19 x 51
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: R. Sernesi
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Acquisizione: 
Legato Martelli, 1896
Identificativo: 
[Comune] 82 - [Catalogo Generale] 168

Provenienza:

  • Diego Martelli, Firenze.
  • Legato Martelli al Comune di Firenze.

Mostre:

  • Milano, 1865, n. 25.
  • Roma, 1930, n. 9, sala XXI.
  • L’Aia, 1972, n. 41.
  • Firenze, 1974, n. 10.
  • Monaco, 1975, n. 77.
  • Firenze, 1976, n. 83.

Bibliografia:

  • D’Ancona, 1947, p. 1089.
  • Intersimone, 1968, tav. LXIV.
  • Italiaansc, 1972, tav. 19.
  • DurbèMatteucci, 1975, tav. 77.
  • Durbè-Pinto, 1976, p. 142.
  • Daddi, 1977, tav. XXXII, pp. 144-145.
  • Dini, 1978, p. 54.
  • Durbè, 1983, fig. 97, pp. 160, 161, 233.

Note storico critiche:

Collocato da Durbè (1976) tra le primissime cose eseguite da Sernesi a Castiglioncello, per "certa aria ‘naive’, quasi uno stupore del luogo" che permea questa veduta delle immediate adiacenze della Villa Martelli; ad una più corretta datazione si è giunti avendo preso atto del preciso riferirsi di Martelli (Dini, 1975, p. 205) a questo dipinto come a "l’ultima cosa di Sernesi". In effetti, Sull’aia fu eseguito nell’estate del 1865, l’ultima trascorsa a Castiglioncello prima della morte, avvenuta il 9 agosto 1866. Esposto nel settembre dello stesso 1865 alla Promotrice di Milano, entrò a far parte della collezione di Martelli, donde è giunto alla sede attuale. Proprio quella ‘ingenuità’, che ha indotto taluni ad anticipare la cronologia del dipinto, appare a noi più consona alla tarda attività di Sernesi, caratterizzata da una certa stanchezza nell’ideazione. Non mancano elementi nuovi, sia nella stesura che si avvale di una fitta trama di pennellate sottili e varie, con esiti di notevole corposità; sia nell’ordito luminoso, che determina il carattere straordinariamente nitido della composizione. L’invenzione del cane (presente anche nel coevo Grano maturo anch’esso dipinto a Castiglioncello, nelle due note versioni) che irrompe sull’aia, dove sonnecchiano immobili i due bovi bianchi, mettendo in fuga le schiamazzanti galline, introduce una nota dinamica in un tema tradizionalmente statico. Nonostante queste considerazioni, il risultato artistico ci appare poeticamente inferiore a quello della grande Marina.

(fonte: Polo museale fiorentino)