Studio per ’Il lutto’

Umberto Boccioni, Studio per ’Il lutto’
Autore: 
Boccioni, Umberto (1882-1916)
Titolo: 
Studio per ’Il lutto’
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1910)
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Inchiostro di china su carta
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
15 x 19 (carta)
36 x 46,5 x 4 (in cornice)
Annotazioni: 
Firma a china nell'angolo inferiore sinistro: Boccioni
Luogo di conservazione: 
FAI - Fondo Ambiente Italiano, Museo Villa Necchi Campiglio, Milano, Italia
Acquisizione: 
Dono di Claudia Gian Ferrari, 2008
Identificativo: 
C 1118

Descrizione:

Schizzo di studio con le linee dinamiche di forza di un gruppo di donne impegnate a sostenere la figura centrale abbandonata tra loro con le braccia levate al cielo.

Notizie storico-critiche:

L'opera donata da Claudia Gian Ferrari al FAI (Fondo Ambiente Italia) è la seconda versione di bozzetto che si trasformerà poi nel 1910 nell'opera "Il lutto" di Umberto Boccioni, oggi in collezione privata. Se la prima versione partiva da un'iconografia più tradizionale questa seconda versione mette al centro le donne piangenti intente a sorreggere la persona più disperata del gruppo, riversa all'indietro sulle altre con le braccia aperte quasi fino a distorcerle. Mettere al centro il punto di origine della disperazione permette a Boccioni di giocare su una composizione totalmente nuova, dilaniante, che deflagra dal centro dell'opera spazzando via tutto il resto: la bara che viene portata via nell'angolo in alto a sinistra, le due parti semivuote a sinistra e destra nel disegno che chiudono e serrano la composizione e che diverrano poi nella versione finale cuscini di fiori. Recenti studi (F. Fergonzi, Boccioni verso il 1910, qualche fonte visiva, in "L'uomo nero. Materiali per una storia delle arti della modernità ", I [2], 2004, pp. 15-37) hanno ricondotto lo schema e la resa de "Il lutto" alla conoscenza di opere grafiche di "Käthe Kollwitz" (in particolare un foglio del Bauernkrieg), per il motivo delle braccia levate delle donne, e di Félix Vallotton (il disegno "Le mauvais pas") per quello dei necrofori.

(fonte: www.lombardiabeniculturali.it)