Signora napoletana

De Nittis, Signora napoletana.jpg
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884) (?)
Titolo: 
Signora napoletana
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1872-1879 ?)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
95 x 75
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Vendita, Sotheby's, Londra, asta L09134 - 19th Century European Paintings, 1 dicembre 1999, lotto 24, venduto per £70,000 ($111,727).
  • Collezione privata, Roma.
  • Vendita, Christie's, Londra, King Street, asta 7403 - 19th century european art, including spanish and orientalist art, 26 giugno 2007, lotto 166, venduto per £356,000 ($710,576) a Bartolomeo Tatò, Barletta, Italia.

Bibliografia:

  • P. Dini e G. L. Marini, De Nittis: La vita, i documenti, le opere dipinte, volume I, Torino, 1990, p. 406 e volume II, n. 733 (illustrato).

Note:

Quest'opera porta al confronto ravvicinato con la successiva ritrattistica di Giovanni Boldini, nella quale il soggetto accuratamente modellato viene enfatizzato dal contrasto con lo sfondo costruito con pennellate più vigorose, ma meno definite. De Nittis ha lavorato a Parigi e a Londra ed ha avuto, come Boldini, un immenso successo, muovendosi nei più alti circoli artistici e sociali. La fama dell'artista, però, poggiava meno esclusivamente sulla ritrattistica rispetto al suo connazionale; egli ha creato numerosi ritratti, su commissione o semplici studi di bellezza femminile, in cui l'identità della modella rimane sconosciuta.

Quanto alla attribuzione del quadro a Giuseppe de Nittis, in relazione alla offerta di vendita di esso al comune di Barletta fatta da Bartolomeo Tatò, che lo aveva acquistato all'asta di Christie's del 26 giugno 2007, una tra le più famose studiose di De Nittis, Christine Farese Sperken, docente di Storia dell'Arte Contemporanea all'Università degli Studi di Bari, ha rilevato, nel 2007, contrariamente alla opinione corrente, l'inattendibilità della paternità del quadro a De Nittis. Comunque, la Sperken ha aggiunto che il dipinto appartiene alla scuola di De Nittis, ma non può appartenere all'artista perché c'è l'uso di una pennellata troppo disordinata e una carnalità troppo accentuata che tradisce le velleità estetiche del pittore impressionista. De Nittis non avrebbe mai rappresentato una figura femminile senza i guanti e non le avrebbe neppure donato attributi fisici così corpulenti come le mani e il braccio della Signora napoletana, connotati che tradiscono l'idea di raffinata femminilità di un mondo borghese che ama vivere la vita con grande rispetto per l'estetica della quotidianità. Per questo la studiosa concludeva la sua dichiarazione invitando il comune di Barletta a non acquistare il dipinto, che resta pur sempre un bell'esempio di arte impressionista.
La polemica innescata dalla presa di posizione della Farese Sperken ha portato alla mancata acquisizione del dipinto da parte del comune di Barletta.