Signora con manicotto

Gustav Klimt, Signora con manicotto | Dame mit Muff | Lady with muff
Autore: 
Klimt, Gustav (1862-1918)
Titolo: 
Signora con manicotto
Altri titoli: 
Dame mit Muff
Lady with muff
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1916 - 1917)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
50 x 50
Luogo di conservazione: 
Národní galerie v Praze, Czech Republic
Acquisizione: 
Prestito a tempo indeterminato da una collezione privata ceca

Bibliografia:

  • Fritz Novotny e Johannes Dobai, Friedrich Welz (curatore): Gustav Klimt, Verlag Galerie Welz, Salzburg 1967, n. 207.
  • Alfred Weidinger (curatore), Marian Bisanz-Prakken, Manu von Miller, Susanna Partsch, Sybille Rinnerthaler, Michaela Seiser, Alice Strobl, Eva Winkler: Gustav Klimt, Prestel Verlag, München 2007, n. 241.
  • Tobias G. Natter (curatore), Evelyn Benesch, Marian Bisanz-Prakken, Rainald Franz/Angelina Pötschner, Anette Freytag, Christoph Grunenberg, Hansjörg Krug, Susanna Partsch, Michaela Reichel: Gustav Klimt. Sämtliche Gemälde, Taschen Verlag, Köln 2012, n. 228.

Svelato a Praga ritratto di Klimt perduto.

Signora con manicotto di Gustav Klimt (1916-1917) fu esposta l'ultima volta a Vienna nel 1926 ed è stata a lungo considerata perduta. All'insaputa degli studiosi, dagli anni '30 del secolo scorso fa parte di una collezione privata ceca. Secondo ArtDaily, il proprietario anonimo della collezione si è recentemente fatto avanti e ha accettato di prestare il dipinto alla Galleria Nazionale di Praga, dove è stato presentato il 27 giugno. Si trova accanto ad altre due famose opere di Klimt, Schloss Kammer am Attersee I (1908) e La Vergine (1914).

Il dipinto raffigura una donna pallida ma civettuola che oscura una parte del viso con un grande manicotto nero. La donna ha un'espressione sognante ed è raffigurata su uno sfondo vorticoso dai colori vivaci con diversi volti astratti che la scrutano da dietro. Si dice che i sorprendenti rossi, rosa e verdi che compongono lo sfondo siano ispirati all'arte asiatica, di cui Klimt era un grande collezionista all'epoca.

"La Galleria Nazionale ha realizzato qualcosa che può essere definito un sogno di storia dell'arte", ha dichiarato al Prague Post Helena Musilová, direttrice della collezione d'arte moderna e contemporanea della Galleria Nazionale. "Spesso ci rapportiamo con persone che affermano di avere un dipinto certamente originale, ma questo spesso non si dimostra fondato", ha detto. Ha aggiunto che è estremamente raro che un'opera che si pensava perduta riemerga dopo tanti decenni. Il pezzo è in prestito al museo a tempo indeterminato.


Lost Klimt portrait unveiled in Prague.

Gustav Klimt‘s Lady with a Muff (1916-17) was last displayed in Vienna in 1926, and has long been considered lost. Unbeknown to scholars, it has remained part of a private Czech collection since the 1930s. According to ArtDaily, the anonymous owner of the collection recently came forward and agreed to loan the painting to the National Gallery in Prague, where it was unveiled on June 27. It sits alongside two other well-known Klimt works, Water Castle (1908) and The Virgin (1914).

The painting depicts a pale but coquettish lady obscuring part of her face with a large black muff. The woman wears a dreamy expression, and is depicted against a brightly colored, swirling background with several abstracted faces peering at her from behind. The striking reds, pinks, and greens that make up the background are said to be inspired by Asian art, of which Klimt was a growing collector at the time.

“The NG has achieved something that can be called an art history dream,” Helena Musilová, director of the National Gallery’s modern and contemporary art collection, told the Prague Post. “We are often addressed by the people claiming that they have certainly an original painting, but this is often not proven,” she said. She added that it is extremely rare that a work thought to be lost resurfaces after so many decades. The piece is on loan to the museum indefinitely.

(fonte: Cait Munro,  artnet@news)