Sacco vuoto non sta in piedi

Giovanni Battista Quadrone, Sacco vuoto non sta in piedi
Giovanni Battista Quadrone, Sacco vuoto non sta in piedi [dettaglio]
Autore: 
Quadrone, Giovanni Battista (1826-1899)
Titolo: 
Sacco vuoto non sta in piedi
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1894
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
32 x 44
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: GBQuadrone / 94
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Torino, Eredi Matthieu di Pian Villard.
  • Torino, Collezione Donato Treves.

Mostre:

  • LIII Esposizione Società Promotrice di Belle Arti, Torino, 1894.
  • LXXXI Esposizione Nazionale Annuale di Arti Figurative, Società Promotrice di Belle Arti, Torino, 1922.
  • Giovanni Battista Quadrone, Galleria d’Arte Moderna, Torino, 2002.
  • Giovanni Battista Quadrone. Un iperrealista nella pittura piemontese dell’Ottocento, Fondazione Accorsi Ometto, Torino, 2014.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 32.

Bibliografia:

  • Catalogo della LIII Esposizione Società Promotrice di Belle Arti, Torino, 1894, n. 222, pag. 26.
  • Ricordo della LIII Esposizione Società Promotrice delle Belle Arti, Torino, 1894, pag. 8.
  • Catalogo della LXXXI Esposizione Nazionale Annuale di Arti Figurative, Torino, 1922, n. 50, pag. 25.
  • A. Dragone - J. Dragone Conti, I paesisti piemontesi dell’Ottocento, Milano, 1947, pag. 273.
  • M. Bernardi, Alberto Pasini e G. B. Quadrone, Torino, 1949, pag. XLVII.
  • M. Bernardi, A. Capri, Giovanni Battista Quadrone, Galleria Pirra, Torino, 1970, pagg. 11-12.
  • V. Montanari, L’Ottocento privato. Dipinti prestigiosi, Bologna, 1987, n. 48, pag. 121.
  • G. L. Marini, Quadrone. La vita i documenti, le opere. Catalogo ragionato, Torino, 1998, vol. I, tav. XLV, vol. II, num. 702.
  • G. L. Marini, Giovanni Battista Quadrone, Torino, 2002, tav. 73, pag. 111.
  • G. L. Marini, Giovanni Battista Quadrone. Un iperrealista nella pittura piemontese dell’Ottocento, Torino, 2014, num. 35.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Giovanni Battista Quadrone si formò artisticamente presso l’Accademia di Torino, allievo di Gamba e Ferri. Dedicatosi dapprima a temi storici e letterari, in seguito realizzò scene di genere, minuziose nella resa dei dettagli su influenza del linguaggio pittorico di Gèrome e Bonnat, che egli conobbe a Parigi nel 1870.
Dal 1880 circa cominciò ad affrontare i soggetti venatori di cui, nella storia della nostra pittura italiana, fu tra i maggiori rappresentanti accanto a Eugenio Cecconi e Pompeo Mariani, con le loro produzioni ambientate rispettivamente in Maremma e nella riserva della Zelata.
Le opere di Quadrone raccontano la partenza per la caccia, la ricerca della preda, il ritorno e illustrano scene di interni, popolate dai cacciatori e dai cani, interpretate con un vena narrativa personale e vivace e risolte con una particolare capacità di esecuzione che deriva dalla studio della pittura fiamminga e dalla conoscenza delle opere di Fortuny e Meissonier.
Sacco vuoto non sta in piedi, datato 1894, ha al suo attivo una nutrita bibliografia e una serie di esposizioni, non solo d’epoca ma risalenti anche a tempi relativamente recenti.
Il dipinto risulta essere esemplificativo dell’approccio ironico con cui spesso Quadrone raffigurava episodi di vita dei cacciatori; il titolo stesso, infatti, che allude ad un battuta di caccia dall’esito infelice, fa nascere spontaneamente un sorriso. In una sala di un’osteria descritta nei minimi dettagli, dalla resa puntuale degli oggetti sulla mensola del camino, ai tavoli modestamente apparecchiati, alla presenza delle ragnatele all’angolo del muro, i due cacciatori, la cui giornata venatoria ha avuto esiti opposti, si fronteggiano; l’uno con il suo nutrito carniere brinda ai suoi successi, l’altro, con il sacco vuoto per terra, si abbandona sulla sedia, deluso ed amareggiato. Nel frattempo, i cani si annusano per fare conoscenza.
La capacità narrativa di Quadrone si riassume nella descrizione della postura e delle espressioni dei due protagonisti. Il “vincitore”, disinvolto, seduto con la schiena appoggiata al muro, le gambe accavallate, il bicchiere in mano, l’espressione soddisfatta dipinta sul volto; “il perdente”, svuotato, come il suo sacco, privo di energia, sembra non volere osare nemmeno alzare lo sguardo. Con pochi particolari l’artista ci restituisce una godibile scena, interpretata con sottigliezze ed arguzia, caratteristiche tipiche del linguaggio di Quadrone, che ben sapeva riportare sulla tela la psicologia dei suoi personaggi ritratti e i comportamenti dei loro “compagni fedeli”, sempre sorpresi nelle loro più tipiche manifestazioni.

(fonte: Dunia Grandi - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)