Rossetti, Gabriel Charles Dante

George Frederic Watts, Dante Gabriel Rossetti
Cognome: 
Rossetti
Nome: 
Gabriel Charles Dante
Luogo di nascita: 
Londra
Data di nascita: 
1828
Luogo di morte: 
Birchington-on-sea
Data di morte: 
1882
Nazionalità: 
Inglese
Biografia: 

 

Charles Lutwidge Dodgson (Lewis Carroll), Dante Gabriel Rossetti [stampa all'albume, 1863]Il padre, esule carbonaro, era docente di italiano al King’s College e appassionato dantista. L’amore per Dante si trasmette a Rossetti e diviene elemento caratterizzante di una educazione nutrita con molte, precoci letture: Shakespeare, Goethe, Poe, Coleridge, Browning, per citare le piú influenti. Inevitabile, per un pittore e poeta affascinato da Dante, l’incontro (1845) con l’opera di W. Blake. Come pittore Rossetti, si forma prima alla Sass’s Drawing Academy (dal 1841) poi all’Accademia Reale (dal 1845). Nel 1848 è allievo di Madox Brown che lo introduce, tra l’altro, all’arte dei Nazareni.
La formazione pittorica procede di pari passo con le prime espressioni poetiche (La Donzella Beata, 1847) e non è quindi un caso che tra i primi impegni di Rossetti come artista figurativo vi siano le illustrazioni per i testi letterari piú amati.
Nel 1848 Rossetti fonda, con W. H. Hunt e J. E. Millais, la Confraternita Preraffaellita. Tuttavia, solo alcune sue opere rientrano propriamente nell’attività del gruppo (Adolescenza della Vergine, 1849; Ancilla Domini, 1850). Scosso dagli attacchi della critica, Rossetti si allontana dai confratelli intraprendendo un percorso artistico che comunque già si annunciava diverso.
Per un decennio Rossetti abbandona la pittura a olio e si dedica alla produzione di acquerelli, molti dei quali di tema dantesco, ispirati a episodi della Vita Nuova (Beatrice nega a Dante il saluto, 1852, 1855; Il primo anniversario della morte di Beatrice, 1853; Il sogno di Dante, 1856), o della Divina Commedia (Paolo e Francesca, 1855; Rachele e Lia, 1856). Non mancano, nella serie degli acquerelli e disegni a inchiostro di questi anni, altri temi cari a Rossetti: le illustrazioni shakespeariane (Amleto e Ofelia, 1858), le rivisitazioni del ciclo arturiano ispirate alla Morte d’Arthur di T. Malory (In cappella prima della lizza, 1857-64) e anche immagini di argomento classico (come la serie su Delia ispirata alla terza elegia di Tibullo).
Nel 1852 Rossetti lascia la famiglia per trasferirsi a Chatham Place con Elizabeth Siddal, allieva e modella ispiratrice che in seguito sposerà.
Nel 1854 Rossetti diviene amico di Ruskin, per alcuni anni suo consigliere e mecenate, il quale lo coinvolge anche nell’insegnamento al Working Men’s College.
Nel 1856 prende avvio il sodalizio di Rossetti con i discepoli W. Morris e E. Burne-Jones. La collaborazione dei tre artisti nella realizzazione degli Oxford Murals (1857, ispirati ancora a Malory) è stata spesso interpretata dalla critica come una rinascita del movimento preraffaellita. Rossetti collaborerà poi con la ditta di arti applicate fondata da Morris nel 1861. Di questi anni sono anche gli stretti rapporti di reciproca influenza con Pater e con C. A. Swinburne.
Alla fine degli anni Cinquanta Rossetti torna alla pittura a olio (che alterna comunque con altre tecniche come il pastello e il gesso) e avvia la lunga serie di ritratti femminili che costituiscono la sua produzione piú nota (Beata Beatrix, 1864; Reverie, 1868; Proserpina, 1874; Astarte Syriaca, 1877; Sogno a occhi aperti, 1878).
La tragica morte della moglie (1862) e la tormentata relazione con Jane Morris, moglie dell’amico William, sono dati biografici non secondari nel processo di ideazione delle figure femminili di Rossetti, che la critica ha spesso visto come un prototipo poi ripreso, su toni diversi, da artisti quali Burne-Jones, Whistler, Crane, Beardsley, Khnopff e Klimt.

(fonte: gil in Storia dell'Arte Einaudi)


Poeta e pittore (Londra 1828 - Birchington 1880), figlio di Gabriele, il quale gl'impose i nomi di Gabriel Carlo Dante, che furono da lui sostituiti dal 1852 in poi con quelli di Dante Gabriele.

Fondò nel 1848 la ‛ Fratellanza preraffaellita ' (Preraphaelite Brotherhood) con il fratello Guglielmo Michele, con Holman Hunt, John Millais, Thomas Woolner, George F. Stephens, James Collinson, proponendosi di combattere l'accademismo artistico con un ritorno alla semplicità espressiva dei pittori predecessori di Raffaello. Conobbe nel 1850 Elisabeth Eleonora Siddal, che molto predilesse come ispiratrice, modella, amica, moglie. Nel 1862 la Siddal si spense, e Dante Gabriele ne fu sconvolto al punto che inumò nella sua bara il manoscritto delle poesie che aveva composto per lei e che recuperò solo anni dopo, pubblicandole. Visse, quindi, tra polemiche artistiche, fervore creativo, malanni, allucinazioni, angosce, depressioni, amarezze e gloria.

Dal padre e dagli esuli italiani che frequentavano a Londra la casa paterna trasse l'amore per la civiltà italiana e per il suo maggiore poeta. Così fin dall'adolescenza cominciò a studiare con passione Dante e i maggiori poeti due-trecenteschi, traducendoli in inglese. Egli ritrovava nell'antica lirica italiana quella religiosa semplicità che poi auspicherà per il preraffaellismo. E a Dante egli è debitore dell'ispirazione e dello spirito che anima la sua più profonda e originale opera poetica in sonetti, House of life. Nel 1849 fece il primo bozzetto del quadro Dante sorpreso a disegnare un angelo, e l'anno successivo l'altro quadro Saluto di Beatrice. Nello stesso anno terminò la traduzione inglese della Vita Nuova che apparve nel 1861, col titolo Early Italian Poets e, che via via andò illustrando, non completamente, con acquarelli o olii, quali la Beata Beatrix (1863, ora nella National Tate Gallery), il Dantis Amor del 1865, che ripeté nel 1869, 1872 e 1877; il Sogno di Dante del 1872, ora nella Walker Fine Art Gallery di Liverpool; quindi Donna della finestra, Beatrice nega il saluto a Dante, Beatrice, Gli angeli portano al cielo l'anima di Beatrice, la Salutatio Beatricis; quest'ultima opera è rimasta incompiuta per la morte del pittore. Tutti questi quadri mirano a illustrare episodi della Vita Nuova, mentre gli altri due, Paolo e Francesca e il Saluto di Beatrice nell'Eden, raffigurano episodi della Commedia.

Sotto la grande ombra di Dante si svolse quindi il suo itinerario di poesia e di arte, ed egli ebbe coscienza (si veda il sonetto, Dantis tenebrae, dedicato alla memoria del padre) della spirituale tutela e dell'indiscutibile influsso che Dante, di cui orgogliosamente rinnovava il nome, esercitava su di lui.

Bibliografia:

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  • A. Graf, Preraffaelliti, simbolisti ed esteti, in Foscolo, Manzoni e Leopardi, Torino 1898.
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  • Pre-Raphaelite Diaries and Letters, a c. di W.M. Rossetti, ibid. 1900.
  • H. Cary, The Rossettis, New York 1900.
  • W. Holman Hunt, Pre-Raphaelitism and the Pre-Raphaelite Brotherhood, ibid. 1905.
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  • E. Rossetti-Angeli, D.G.R., Bergamo 1906.
  • A. Galletti, D.G.R. e il romanticismo preraffaellita, in Saggi e studi, Bologna 1915.
  • H. Dupré, Un italien d'Angleterre, le poète-peintre D.G.R., Parigi 1921.
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  • E. Waugh, R.: His Life and Works, Londra 1928.
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  • O. Doughty, D.G.R.: A Victorian Romantic, Londra 1949.
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  • R. Lo Schiavo, La poesia di D.G.R., Roma 1957.
  • G. Pedrik, Life with R., Londra 1964.
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(fonte: Pompeo Giannantonio in Enciclopedia Dantesca, 1970)