In riva alla sorgente del Gorgazzo

Luigi Nono, In riva alla sorgente del Gorgazzo
Autore: 
Nono, Luigi (1850-1918)
Titolo: 
In riva alla sorgente del Gorgazzo
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1915
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
37,5 x 26
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: L. IX°. 1915.
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione privata

Mostre:

  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 30.

Bibliografia:

  • P. Serafini, Il pittore Luigi Nono (1850-1918). Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni, vol. II, Torino 2006, num. 696, e vol. I, tav. 106, pag. 216.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Il dipinto In riva alla sorgente del Gorgazzo, datato 1915, si colloca nella produzione tarda del veneto Luigi Nono, che alla fine della propria carriera dedica alcune composizioni a figure isolate immerse nel paesaggio - come La raccolta delle foglie (1913) o I novembre (1915) -, suggerendo l’idea di un mistico raccoglimento. Il quadro è ambientato presso l’omonima fonte friulana, tuttora famosa per la sua pura acqua cristallina, che già aveva ispirato l’autore negli anni giovanili. In questo caso, però, il paesaggio non fa più da sfondo all’elegante coppia sulla piccola imbarcazione, raffigurata ne La sorgente del Gorgazzo (1872), ma ospita una giovane donna, profondamente assorta nei propri pensieri, seduta sulla sponda dello specchio d’acqua. La ragazza, che appoggia meditabonda il mento sul palmo della mano, indossa una lunga e vaporosa tunica rosa pallido dalla foggia classicheggiante, che arriva fino a terra coprendole i piedi. I capelli castani sono raccolti dietro la nuca in una raffinata acconciatura, su cui è appuntato un fiore. Il polso è cinto da tre bracciali dorati e dal lobo pende un piccolo orecchino. La figura è ambientata in una vegetazione lussureggiante e rigogliosa, tipica della tarda primavera o dell’inizio dell’estate, resa con ampie e corpose pennellate. La roccia carsica sullo sfondo, popolata da un verdeggiante sottobosco, si specchia nel turchese intenso del laghetto in una continua scomposizione di forme e di colori. I raggi del sole, invece, filtrando attraverso le fronde delle piante con giochi di luci iridescenti, creano sfumature irreali sull’incarnato eburneo della giovane. Questa natura panica, pervadendo ogni cosa, sembra quasi prendere parte ai sentimenti della protagonista. Che il pensiero della giovane sia probabilmente rivolto alla persona amata lo svela un altro quadro di poco anteriore (Il caro nome, 1914). In quest’opera la stessa modella, con il medesimo vestito e la medesima acconciatura, sta incidendo il nome dell’innamorato sulla corteccia di un albero nato sulla riva della fonte. In entrambe le opere l’atmosfera sospesa e senza tempo richiama alla mente numerosi racconti mitologici che narrano il triste destino di amanti infelici. L’esistenza di una fotografia quadrettata, conservata dagli eredi del pittore, mostra come il quadro sia stato realizzato con l’ausilio del mezzo fotografico. Non era, infatti, inusuale per l’autore fotografare composizioni create ad hoc da qui trarre, tramite una griglia geometrica, il dipinto finale [1].


1 In merito all’uso che Nono fa della fotografia si veda P. Serafini, Il pittore Luigi Nono (1850-1918). Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni, vol. I, Allemandi, Torino 2006, pp. 264-265.

(fonte:  Giuditta Lojacono - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)