Ritratto di Vincenzo Gioberti

Puccinelli, Ritratto di Vincenzo Gioberti.png
Autore: 
Puccinelli, Antonio (1822-1897)
Titolo: 
Ritratto di Vincenzo Gioberti
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1861)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
203 x 142
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Identificativo: 
8754 | [Accademia] 423 (1912/1932)

Provenienza:

  • Monastero di San Niccolò di Cafaggio.
  • Chiesa e monastero di San Niccolò di Cafaggio.
  • Galleria dell'Accademia, Firenze
  • Galleria degli Uffizi, Palazzo degli Uffizi, Deposito, Firenze
  • Palazzo Pitti, Galleria d'Arte Moderna, Deposito, Firenze, 29 marzo 1952.

Mostre:

  • I esposizione italiana agraria, industriale e artistica, Firenze, 1861
  • Centenario dell'Unità d'Italia, Torino, 1961.

Note storico critiche:

Il Puccinelli partecipò con questo dipinto al concorso Ricasoli bandito il 23 settembre 1859 (A. G. Affari Trovati, 1859/1860, f. 1, pos. 1; Il Monitore Toscano, 24 settembre 1859, p. 1), che prevedeva l'esecuzione di sei ritratti di italiani illustri morti nell'ultimo decennio. Su trentaquattro domande presentate dagli artisti la commissione scelse per l'esecuzione quelle dei pittori più famosi, fra i quali il Puccinelli, cui venne affidato l'incarico di eseguire il ritratto di Vincenzo Gioberti. Le dimensioni stabilite dal bando erano di braccia 5, 1/2 su 2, 1/2, le figure dal vero ed intere. Il prezzo fu fissato a 200 francesconi per ogni ritratto (Il Monitore Toscano, 18 ottobre 1859). I concorrenti dovevano presentare bozzetti e cartoni entro il febbraio 1860 (A. G., cit.). Il dipinto fu presentato all'Esposizione Italiana del 1861 a Firenze (Catalogo ufficiale, 1861, p. 221; Catalogo illustrativo, 1861, p. 13, n. 160; Yorick, 1861, p. 219). È documentato dal 1867 alla Galleria dell'Accademia; nel 1927 il Cecchi lo menziona nel corridoio vasariano (E. Cecchi, (1927), 1960, p. 138). Col riordinamento del 1976 è stato collocato nella sala X della Galleria d'Arte Moderna. Scarsissima è la letteratura sul dipinto, considerato "una delle sue più brutte opere".

(fonte: Polo museale fiorentino)