Ritratto di signora

De Nittis, Ritratto di signora | Portrait d'une dame | Portrait of a lady
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884)
Titolo: 
Ritratto di signora
Altri titoli: 
Portrait d'une dame
Portrait of a lady
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1876)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su cartone pressato
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
7,5 x 6,5
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: De Nittis
Luogo di conservazione: 
Gallerie Maspes, Milano, Italia

Commento:

  • Collezione Angelo Sommaruga, Parigi.
  • Collezione privata, Milano.
  • Vendita, Porro & C., Milano, Palazzo Durini, asta Dipinti Antichi, Dipinti del XIX secolo, 14 maggio 2008, lotto 290, invenduto.

Bibliografia:

  • M. Pittaluga, E. Piceni, De Nittis, Milano 1963, n. 275, tav. XLVII.
  • E. Piceni, De Nitts. L’uomo e l’opera, Busto Arsizio 1979, n. 29.
  • P. Dini, G. L. Marini, De Nittis. La vita, i documenti, le opere dipinte, Torino 1990, vol. 1, p. 401; vol. 2, tav. n. 616.

Note storico-critiche:

Felice episodio non influenzato dalle richieste di mercato né, tanto meno, dall’ansia di ottenere l’approvazione di Manet e Degas, i due mentori che il pittore si era eletto a Parigi, questo piccolissimo quadretto, appartenuto in origine ad Angelo Sommaruga e datato dalla critica al 1876, ritrae quasi certamente Léontine Lucille Gruvelle, moglie di De Nittis, sposata a Parigi il 29 aprile 1869. Tutto sembra contribuire alla descrizione di un istante catturato dalla quotidianità della vita privata, quasi l’opera avesse un valore strettamente personale, compreso il vestito e il sobrio cappellino: un insieme più castigato dei vestiti da gala, da pomeriggio o da sera che “Titine” – come veniva affettuosamente soprannominata da De Nittis – poteva vantare in altri dipinti e che caratterizzavano il suo stile, decisamente all’avanguardia nella moda. D’altra parte la definizione dell’abito appare sommaria e l’accento cade quasi esclusivamente sul profilo del viso, caratterizzato da accorti tocchi e da attente velature che compongono con grande efficacia l’incarnato. La raccolta massa bruno-rossiccia dei capelli sembra sostenere il cappellino, appena definito, che spesso attrae la curiosità del pittore. Attento è l’utilizzo dei bianchi e dei grigi per il vestito della modella, dove le ombreggiature emergono con rapidi tocchi perlacei, mentre il collo di pelliccia accresce la sensazione di snellezza della figura. Notevole è poi il senso di vaporoso movimento dato ai nastrini di raso del cappello, resi con toni celesti stesi a tratti decisi di contorno sui margini svolazzanti, e più intensamente sul corpo, lasciando trasparire una base di poco più scura. Un dinamismo certo presente nei dipinti di De Nittis del 1876, ma che in questo olio appare ancora più accentuato. Anche la natura circostante rivela la potenzialità del segno, nel trattamento volutamente sommario conferito alle nuvole che ornano come un arabesco il cielo contro cui si staglia il profilo silenzioso di “Titine”. L’immediatezza del ritratto, con il volto della donna catturato in un mezzo sorriso, risulta diametralmente opposta al “colpo d’occhio” di impianto impressionista, puntando piuttosto sulla dimensione intimistica della fisionomia.

(fonte: Catalogo della vendita Porro & C., Milano)