Ripassando la lezione

Tranquillo Cremona, Ripassando la lezione
Autore: 
Cremona, Tranquillo (1837-1878)
Titolo: 
Ripassando la lezione
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1877 circa)
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Acquerello su carta
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
48 x 29
Annotazioni: 
Firma (monogramma) in alto a sinistra: TC
Luogo di conservazione: 
Fondazione Lamberti, Codogno (Lodi), Italia
Identificativo: 
52

Mostre:

  • 1878, Milano, Catalogo delle opere, n. 88.
  • 1912, Venezia, X Esposizione Internazionale, n. 47.
  • 1912, Milano, Mostra postuma, n. 88.
  • 1929, Milano, Mostra commemorativa, n. 69.
  • 1935, Parigi, L’art italien, n.46.
  • 2004, Torino, La borghesia allo specchio, n. 36.
  • 2006, Rancate, Il segno della Scapigliatura n. 82.
  • 2016, Pavia, Tranquillo Cremona, n. 17.
  • L’Animo gentile. Arte e vita da Giovanni Agostino da Lodi a Vincenzo Irolli, Lodi, Palazzo Barni, 25 novembre 2017 - 31 gennaio 2018.

Bibliografia:

  • G. Dainotti, in Bossaglia 1994, n. 224, p. 191 (con bibliografia precedente).
  • La borghesia allo specchio 2004, n. 36, p. 180, ill. p. 126.
  • C. Migliavacca, in Il segno della Scapigliatura 2006, n. 82, pp. 258-259.

Note storico critiche:

Nel 1912, tra le 73 opere esposte alla retrospettiva dedicata a Tranquillo Cremona nell’ambito della X Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia, figuravano High Life, Le curiose e Testa di donna, tre acquerelli di proprietà del “sig. Carlo Lamberti di Codogno”. Ripassando la lezione, invece, era stato acquistato nel 1905 da Vittore Grubicy de Dragon presso gli eredi del collezionista inglese James Staats Forbes, e risultava ancora in suo possesso nel 1912, quando Antonio Fradelletto, segretario della Biennale, se ne interessò, senza riuscire a ottenerlo (Quinsac 2005, p. 177, nota 55). Soltanto dopo l’esposizione organizzata alla Permanente di Milano nello stesso anno, anch’esso entrò nella raccolta del collezionista e amatore d’arte Carlo Lamberti, certamente grazie alla mediazione e ai suggerimenti di Grubicy. Dopo il 1912 High life fu ceduto a quest’ultimo che, come noto, lo donò nel 1920 alle Civiche Raccolte di Milano, mentre Testa di donna fu ereditato da Giuseppe Novello nel 1961, per legato testamentario (Marubbi 1992, p. 31). Delle quattro opere di Cremona possedute da Lamberti, infine, soltanto Le curiose e Ripassando la lezione sono confluite nella Fondazione che porta il nome del donatore e che ha sede nel palazzo di famiglia in via Cavallotti a Codogno.

Caposcuola di quel gruppo di pittori irrequieti e anticonformisti che avevano sfidato le convenzioni accademiche, rifiutando soggetti storici e allegorici, e persino il paesaggio, Tranquillo Cremona ottenne la sua completa consacrazione con la mostra postuma allestita nel Ridotto della Scala nel 1878. In quell’occasione era stata esposta anche quest’opera, il cui titolo figurava in catalogo accanto all’indicazione “studio dal vero”. Il tema – una scena di domestica quotidianità – si inscrive in un repertorio di soggetti tratti dal mondo borghese molto frequentati dagli artisti scapigliati, tesi a illustrare la poetica degli affetti, spesso attraverso una ricercata corrispondenza sentimentale tra le figure.
Come in altre raffigurazioni degli ultimi anni di attività dell’artista - tra le quali High Life, Page boudeur (collezione privata), La visita al collegio (collezione privata) - i volumi dei corpi sono costruiti con una partitura vibrante, ottenuta con l’accostamento dei rapidi tocchi di tonalità scure in contrasto con i bianchi. “Questa pittura ricorda le vedute della lanterna magica” – commentava Camillo Boito nel 1871 – “quando non si è ancora trovato il giusto fuoco della lente, e la immagine già si distingue, ma immersa in un vapore e quasi diremmo aeriforme” (Boito 1871, p. 420). Una sperimentazione tecnica innovativa che, nei suoi esiti estremi, giunge fino a dissolvere le forme e lo sfondo in un unicum indeterminato e vaporoso, impiegando una continua variazione cromatica e luministica che già nel 1873 fece esclamare a un musicista amico di Carlo Dossi: “Qui la pittura è giunta ai suoi fini ultimi, al di là dei quali regna la musica”.

Elena Lissoni (http://www.artgate-cariplo.it)