Ricordo di un dolore (Ritratto di Santina Negri)

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Ricordo di un dolore (Ritratto di Santina Negri) | Memento of a pain (Portrait of Santina Negri)
Autore: 
Pellizza, Giuseppe alias Pellizza da Volpedo (1868-1907)
Titolo: 
Ricordo di un dolore (Ritratto di Santina Negri)
Altri titoli: 
Memento of a pain (Portrait of Santina Negri)
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1889
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
107 x 81
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Pellizza / da / Volpedo / 29-11-89
Luogo di conservazione: 
Accademia Carrara, Bergamo, Italia
Acquisizione: 
Collezione Fondo Carrara - Dono Giuseppe Pellizza da Volpedo, 1897
Identificativo: 
58AC00702

Notizie storico-critiche:

L'opera rappresenta il compendio della formazione ottocentesca del pittore prima della svolta divisionista alla fine del secolo, rappresentata dalla celebre tela di impegno sociale "Il Quarto Stato". Il motivo del dipinto fu la morte repentina della sorella Antonietta nel 1889 quando egli si trovava a Parigi per visitare l'Esposizione universale: appresa la notizia, rientrò immediatamente a Volpedo e volle rappresentare la sua sofferenza con la raffigurazione di una giovane donna (la modella Santina Negri) che, leggendo un piccolo libro (o una lettera) ricorda un fatto doloroso. Solo in un secondo momento il pittore aggiunse la rappresentazione di una viola del pensiero essiccata tra le pagine aperte in mano alla ragazza, come testimonia la fotografia scattata nello studio del pittore prima dell'aggiunta (foto di Davide Cicala, 1892 ca.). La pansé è il riassunto emotivo e cromatico dell'intera composizione fondendo in sé il beige della parete, l'azzurro della gonna e il giallo della fusciacca. Lo stesso Pellizza scriverà nel 1900 all'amico e critico Vittorio Pica ricordando l'episodio: "di ritorno, colpito dalla morte di una sorella, volli ricordare il mio dolore con una mezza figura intitolata appunto il 'ricordo di un dolore', il quale fu il primo di una serie di altri lavori". Alla chiusura della "Mostra di belle arti" che si tenne in Accademia Carrara nel 1897, Pellizza donò all'istituzione l'opera, presente in quell'esposizione, come ringraziamento per gli insegnamenti ricevuti nel 1888-1890 nel genere del ritratto sotto la direzione di Cesare Tallone (cfr. Giuseppe Pellizza da Volpedo. La nascita di un pittore. Gli anni della formazione (1880-1892), p. 57). Oltre alla solidità di Tallone, si fondono sulla tela gli insegnamenti dei Macchiaioli e le ricerche d'ambito psicologico compiute a Brera. La monumentalità della composizione insieme alla netta scansione dei volumi e alla pennellata vigorosa temperano il sentimentalismo della scena.

(fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it)