Profilo di donna

Lega, Profilo di donna
Autore: 
Lega, Silvestro (1826-1895)
Titolo: 
Profilo di donna
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1886 - 1888)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
43,5 x 31
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: SLega
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione F. Liuzzi, Firenze.
  • Galleria Nova, Milano (1940, n. 20, tav. 6).
  • Vendita, Sotheby’s, Milano, asta Dipinti e sculture del XIX secolo, 12 giugno 2007, lotto 73, venduto per €24.000,00.

Bibliografia:

  • G. Matteucci, Lega. L'opera completa, Firenze 1987, Vol. II, pag. 215, n. 248, illustrato in bianco e nero.

Note:

Il ritratto, conosciuto fino ad ora solo attraverso una vecchia fotografia pubblicata da Giuliano Matteucci nel suo Silvestro Lega L’opera completa, è stilisticamente riconducibile al gruppo di opere che Lega dedica all’analisi dell’universo femminile nel periodo che va dai suoi primi soggiorni nella villa di Luigi Tommasi e Maria Adelaide Bertolini a Bellariva, dal 1883, fino agli anni che l’artista trascorre nell’entroterra livornese del Gabbro, ospite della famiglia Bandini, dal 1885. Nel corso di quegli anni il ritratto diviene per il pittore di Modigliana un tema ricorrente, quasi al limite dell’ossessione, un momento di riflessione, un mezzo d’indagine psicologica su un mondo familiare a lui apparentemente vicino, ma dolorosamente irraggiungibile e, rispetto agli esempi della coeva ritrattistica borghese, acquisisce una valenza sensibilmente diversa, trasformandosi in un motivo costante di ricerca linguistica ed espressiva. Il taglio dell’immagine e il mezzobusto còlto prevalentemente di profilo contro uno sfondo di preferenza neutro – caratteristiche presenti in tutte le varianti della tipologia del ritratto di Maria Adelaide Bartolini successive al 1883-, oltre a rimandare ad antiche memorie quattrocentesche, hanno anche una precisa motivazione compositiva e Lega se ne serve, insieme all’uso di colori complementari, per definire schiettamente le forme della figura. Quel senso di solidità plastica che l’autore riesce ad esprimere attraverso una pennellata strutturale che definisce e costruisce le masse pittoriche, differenzia la presente opera rispetto ai dipinti più tardi del Gabbro, noti nella produzione dell’artista per una mano più libera e sciolta e per una pennellata più magra e corsiva e permette, dunque, di ipotizzare una data d’esecuzione intorno al 1886-88, quando Lega era solito inserire una nota di colore che vivacizzasse la composizione divenendone anche il fulcro luminoso, in questo caso ravvisabile con la leggera sciarpina bianca portata al collo dall’anziana signora.

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby’s del 12 giugno 2007)