Paesaggio con stagno

Eugenio Gignous, Paesaggio con stagno
Autore: 
Gignous, Eugenio (1850-1906)
Titolo: 
Paesaggio con stagno
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato (1895 circa - 1900 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
120 x 70
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: E Gignous
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Palazzo Melzi d’Eril, Milano, Italia
Acquisizione: 
Acquisto, 31 ottobre 1984
Identificativo: 
p. 1546 | AH01469AFC

Provenienza:

  • Vendita, Finarte, Milano, asta n. 481 - Dipinti del XIX secolo, 31 ottobre 1984.

Bibliografia:

  • Catalogo dell'asta Finarte n. 481 - Dipinti del XIX secolo, Milano, 1984, p. 50, n. 162.
  • N. Colombo, Eugenio Gignous, Milano, 1985, p. 65, illustrazione n. 51.
  • Tesori d'arte delle banche lombarde, Milano, 1995, p. 260, illustrazione n. 498.

Commento:

La tela raffigura un paesaggio fluviale al tramonto difficilmente identificabile nella sua localizzazione geografica. Si tratta forse delle sponde del Toce, fiume che sfocia nelle acque del Lago Maggiore, luogo che ricorre in altre opere di Gignous. Nessun elemento permette inoltre di effettuarne un'identificazione sicura con quel Tramonto che nel 1898 l'artista presenta alle esposizioni annuali della Permanente di Milano e della Promotrice di Genova. Il dipinto può comunque essere datato verosimilmente alla seconda metà dell'ultimo decennio dell'Ottocento, quando Gignous si allontana dalla fedeltà rigorosa alla koinè naturalista della quale era stato uno degli interpreti più efficaci nel corso degli anni Ottanta. L'artista accentua la verticalità della composizione mediante la presenza dei tronchi d'albero e degli arbusti sulla sinistra, facendo del tramonto autunnale che riflette i suoi bagliori nelle acque il vero protagonista della scena. La stesura pittorica, apparentemente disinvolta e casuale, si rivela in realtà frutto di un'attenta regia. Infatti la pennellata assume una fisionomia diversa a seconda di ciò a cui intende dare vita: s'intrecciano e sovrappongono le une alle altre pennellate frante, a tacche, a filamenti, a tratto abbreviato, che complessivamente e a distanza restituiscono la visione di una natura vibrante e colta davvero en plein air nel suo divenire. In questo senso Gignous si avvicina alla pittura di Pompeo Mariani, specialmente alle scene ambientate sulle sponde del Ticino, presso la ben nota Zelata, datate o riferibili a questo stesso momento.

(fonte: Sergio Rebora - http://www.edixxon.com/fondcariplo/arte_800/02_opere/1099.html)

 

1.895 - 1.900; olio su tela
cm. 120 x 71
firmato in basso a destra: "E. Gignous"
Inventario: AH01469AFC
Provenienza: 1984, Milano, Finarte
Esposizioni: 2008-2009, Bergamo, s. n.; 2010, Monza, n. VII.6; 2017, Cremona, n. 31; 2017, Cremona, n. 31; 2017-2018, Legnano, n. 4

 

 

Entrato in collezione nel 1984, proveniente dal mercato antiquario, il dipinto rappresenta un soggetto ripetutamente affrontato dall’artista in diverse versioni. 
L’assenza di precisi riferimenti topografici e la condotta pittorica abbreviata, caratteristica delle opere mature, non permettono l’identificazione del paesaggio, verosimilmente eseguito en plein air nei pressi di Fondo Toce sul Lago Maggiore o alla Zelata sulle sponde del Ticino; luoghi molto amati dall’artista che vi si recava spesso a dipingere, talvolta insieme con gli amici e compagni di lavoro Uberto Dell’Orto e Pompeo Mariani.
Nella veduta dal taglio ampio e spaziato, Eugenio Gignous abbandona ogni intento descrittivo e sperimenta gli effetti di luce e i riflessi del cielo e della vegetazione sull’acqua. Impiega una tavolozza chiara di impasti trasparenti calibrando pennellate ricche e corpose a sottili velature, per tradurre con fresca spontaneità e piacevolezza l’atmosfera vibrante del tramonto sul fiume. Affermato caposcuola del naturalismo lombardo, nella maturità si dedica alla pittura di paesaggio raggiungendo esiti di straordinaria qualità tecnica ed espressiva.
L’ampiezza della produzione dell’artista, contraddistinta dalla ripetizione di soggetti ricorrenti, non permette una sicura identificazione dell’opera in Collezione, che secondo una recente ipotesi critica potrebbe coincidere con Tramonto, esposto alla Promotrice di Torino nel 1899.

Fonti:Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Patrimonio Cariplo, Opere d'arte. Atti d'acquisto ex Cariplo. Fald. 2/3, pratica n. 879 R/656

Bibliografia

Dipinti del XIX secolo, Asta 481, Finarte, Milano, 1984, n. 162, p. 50; 
Nicoletta Colombo, Eugenio Gignous, Electa, Milano, 1985, p. 65, ill. n. 51; 
Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 260, ill. n. 498; 
Sergio Rebora, Eugenio Gignous, Paesaggio con stagno, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1999, n. 99, pp. 179-180, ill.; 
Fernando Noris, a cura di, Ottocento tra realtà e sogno. Il lungo secolo della pittura italiana e lombarda, catalogo della mostra, Bergamo, Spazio Viterbi, 28 novembre 2008 - 22 febbraio 2009, Provincia di Bergamo - Fondazione Cariplo, Bergamo - Milano, 2008, ill. p. 33; 
Paola Segramora Rivolta, Eugenio Gignous, Paesaggio con stagno, in Fernando Mazzocca, a cura di, Il paesaggio dell'Ottocento a Villa Reale. Le raccolte dei musei lombardi tra Neoclassicismo e Simbolismo, catalogo della mostra, Monza, Serrone della Villa Reale, 20 marzo 2010-11 luglio 2010, Allemandi, Torino, 2010, n. VII. 6, p. 147, ill. p. 96; 
Giovanna Palamidese e Lucia Molino, a cura di, Il Dialogo Infinito con la Natura. Capolavori d'arte da Induno a De Pisis, da Morandi a Morlotti, catalogo della mostra, Legnano, Palazzo Leone da Perego, 2 dicembre 2017 - 4 marzo 2018, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2017, n. 4, pp. 34-35; 
Mario Marubbi e Lucia Molino, a cura di , Lo sguardo sul mondo. Vedute, capricci, paesaggi dalla Collezione Fondazione Cariplo e dalla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, catalogo della mostra, Cremona, Museo Civico Ala Ponzone, 24 marzo - 25 giugno 2017, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo , 2017, n. 31, pp. 88-89

Elena Lissoni