Oreste e le Erinni

Franz von Stuck, Oreste e le Erinni | Orestes und die Furien
Franz von Stuck, Oreste e le Erinni | Orestes und die Erinnyen | Orestes and the Erinyes
Autore: 
Stuck, Franz von (1863-1928)
Titolo: 
Oreste e le Erinni
Altri titoli: 
Orestes und die Erinnyen
Orestes and the Erinyes
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1905
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
229 x 207
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: FRANZ / STVCK / 1905
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Acquisto dello Stato alla Esposizione Internazionale di Roma, 1911
Identificativo: 
Codice ICCD 12 00490941

Descrizione:

Oreste, dopo aver ucciso la madre Clitennestra, fugge inseguito dalle tre Erinni vendicatrici dei crimini.

Notizie storico-critiche:

Questo dipinto costituisce un caso esemplare della predilezione di von Stuck per i temi della classicità e per il simbolismo pagano. Sono ancora evidenti le influenze di Bocklin e il legame con il Simbolismo tedesco, caratterizzato dalla sintesi tra allegorizzazione idealistica del tema e resa formale naturalistica e accademica. L'opera è la seconda versione con varianti del dipinto "Die Furien" del 1896, esposto a Maonaco nel 1897 e alla Biennale di Venezia del 1901 (cfr. von Ostini, tav.56). Inoltre, la figura della prima Erinni a destra ripete specularmente il nudo femminile del dipinto "Bacchanale" del 1905 (cfr. Von Ostini, tav,115), figura a sua volta improntata alla nuda del "Baccanale" tizianesco al Prado. Il dipinto è stato più volte ripreso da von Stuck, a partire da una versione originaria del 1896 intitolata La cattiva coscienza e ridipinto in vari momenti, nel 1900, nel 1902, fino al 1905. Alla stessa firma è stato aggiunto in un momento successivo al 1905 il titolo nobiliare "von", ricevuto solo nel 1906. Tale modalità di continue riprese sul medesimo dipinto resta un caso rarissimo nella sua produzione: una delle ragioni additate dalla critica è l'elemento autobiografico del motivo, che sarebbe stato ispirato all'artista dal senso di colpa in relazione alla figlia Maria Franziska, nata fuori dal matrimonio proprio nel 1896 (cfr. Tiddia 2006, p. 148). Anche i titoli del quadro mutarono nel tempo, da quello originario della Cattiva coscienza del 1896, a quello di Furie nel 1900, fino alla titolazione definitiva in rapporto con la figura mitologica di Oreste del testo di Euripide. Il motivo delle furie era stato già affrontato da von Stuck nel dipinto Die Furien del 1891, oggi di ubicazione ignota. Sono noti alcuni studi preparatori (cfr. von Ostini 1909, p. 66; Bierbaum 1924, pp. 98-99; H.W. Singer, Zeichnungen von Franz von Stuck, Meister der Zeichnungen, vol. 3, Leipzig 1912, p. 44).

(fonte: Catalogo Generale dei Beni Culturali)