Maternità (Madonnina)

Armando Spadini, Maternità (Madonnina)
Autore: 
Spadini, Armando (1883-1925)
Titolo: 
Maternità (Madonnina)
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1920 post)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
48,5 x 39,5
Annotazioni: 
Firma in alto a destra: Spadini
Sul retro reca cartiglio del Carnegie Institute of Pittsburgh
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

 

  • Carnegie Exhibition, Pittsburgh, Carnegie Institute, 1924.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 35.

Bibliografia:

  • A. Venturi e E. Cecchi, Armando Spadini, Milano, 1927, num. 428, pag. 64, ill. tav. 191.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Lillo, il bambino qui raffigurato, è l’ultimo figlio di Armando Spadini. La sua nascita, avvenuta nel 1920, aveva suscitato nel pittore il desiderio di dipingere nuovamente uno dei suoi soggetti più celebri, il Mosè salvato dalle acque, nella versione di proprietà Fiano ed entrata negli anni Trenta nella raccolta della Galleria d’Arte Moderna di Milano. Fin dal 1910 si era cimentato con questo tema di storia ottenendo, due anni dopo, il rinnovo del Pensionato artistico di Roma. Nelle due opere di grandi dimensioni la protagonista principale è Pasqualina, sua moglie, che interpreta la figlia del faraone e altri personaggi femminili raccolti attorno al bambino. Per il pittore toscano infatti era assolutamente usuale utilizzare i propri familiari come modelli delle sue opere. Come ricorda Arduino Colasanti, «i figli vivevano nello studio e posavano sempre per lui» [1].

Pittore eclettico, affascinato dai grandi del Cinquecento, Spadini è un artista fortemente moderno, fedele a se stesso e alla sua particolare espressione stilistica. È passato indenne attraverso gli stravolgimenti dei primi decenni del Novecento grazie alla ricerca della verità e al desiderio di fissare sulla tela un solo attimo reale, vero, delle istantanee di vita cariche d’amore per la moglie e per i quattro figli. I suoi quadri parlano di semplice quotidianità, di letture e di compiti, di amicizia tra un bimbo e un gatto, di confidenze dei figli alla propria madre. Una madre onnipresente, rimasta vedova presto, una donna provata dalla lunga malattia del marito. Qui la vediamo assorta nei suoi pensieri, abbracciata a un Lillo imbronciato, vestito con una camiciola leggera, il suo ciuffo ribelle sulla fronte, lo stesso raffigurato nel quadro coevo Anna e Lillo con i fiori. L’abito di Pasqualina è solo accennato, così come il fiocco che le tiene legati i capelli. Il colore del vivace incarnato utilizzato da Spadini è presente anche in questo ritratto e ne ravviva il dipinto assieme alle tonalità chiare degli indumenti.

Dipinta su sfondo neutro, la tela è uno studio del dipinto Madonna [2], un quadro di dimensioni maggiori montato in ovale per volontà del pittore, anche se è rettangolare. Entrambi i lavori provengono dalla collezione Malagodi di Roma, uno degli storici estimatori del pittore assieme al già citato Fiano e a Signorelli. La posa dei protagonisti è molto simile, ma non identica, come ad esempio il particolare delle dita che Lillo stringe nell’altra sua piccola mano. L’ovale inoltre è più rifinito nei dettagli degli abiti e delle stoffe. Al centro si trova Lillo con i piedi appoggiati sulle gambe della madre, alla sua destra fa capolino la sorella Anna, la primogenita, che cerca lo sguardo dei suoi cari. Il titolo rimanda a un presagio di sofferenza da cui Pasqualina vorrebbe proteggere il suo bambino sorreggendolo e tenendolo abbracciato come fa mentre veglia sul sonno innocente del piccolo ne Il riposo [3], una delle ultime opere del pittore.


1 A. Colasanti, Armando Spadini, Società Editrice d’Arte illustrata, Milano – Roma 1925?, p. 7.
2 A. Venturi, E. Cecchi, Armando Spadini, A. Mondadori, Milano 1927, n. 434, p. 64, ill. tav. 192. La tela misura cm. 99,5 x 77.
3 Colasanti, cit., tav. 46.

(fonte: Elisabetta Staudacher - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)