Marina a Castiglioncello

Sernesi, Marina a Castiglioncello.jpg
Autore: 
Sernesi, Raffaello (1838-1866)
Titolo: 
Marina a Castiglioncello
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1864 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
27,6 x 82
Luogo di conservazione: 
Collezione privata Eredi Giussani, Milano

Note storico critiche:

Ben poco si può aggiungere alla ricchissima letteratura critica di questo splendido dipinto, giustamente ritenuto uno dei vertici assoluti della ‘Scuola’, oltre che il capolavoro di Sernesi. Cominciò l’Ojetti, nel 1928, ad esaltare la qualità e soprattutto la novità del messaggio sernesiano, (ma già Signorini un anno dopo la morte dello sfortunato pittore aveva rivendicato l’importanza delle opere da lui eseguite a Castiglioncello verso il 1864): "In quella marina - scriveva Ojetti - egli sembra unire l’empito lirico dei Fattori nei paesi livornesi e maremmani e una finitezza stupenda, a una dovizia di colori, e anche a una sapienza di composizione che avrebbe fatto l’ammirazione del sapientissimo Costa. Sempre mi è parso impossibile che questo paese magistrale sia stato dipinto prima del 1866. A quella data non avrebbe, in Toscana e forse in Italia, confronti". La Emiliani-Dalai, riferendosi però al quadro Jucker, ha dato di questa composizione una delle interpretazioni critiche più profonde: ". . . il partito compositivo di respiro amplissimo evoca l’immota vastità dei campi ai limitare del lago (sic!): ma la commossa, stupefatta intensità della visione è nel timbro dei toni locali - dall’ocra dei prati ai grigi lontani, allo smeraldo liquefatto del lago (sic!), ai verdi cupi delle querce monumentali, plasmate dall’ombra e dal sole - è nell’accordo che le vela e fonde nella stessa, estiva luce". Ben a proposito, la studiosa aveva poco prima parlato della "rara facoltà d’invenzione cromatica" propria di Sernesi: facoltà che si dispiega al suo massimo proprio nel dipinto Giussani, di fattura più analitica, rispetto al quadro Jucker e più smaltata nella tavolozza. Insomma, i due dipinti stanno in proporzione come un brano di musica eseguito due volte al pianoforte alla distanza di un ottavo. Nel quadro Giussani la visione si accende, nitida, tersa, vitrea, diremmo, se potessimo togliere il senso di immobilità che tale aggettivo racchiude e che è del tutto contrario al palpito vitale che risuona - lo si sente - in ogni cosa animata e inanimata lì raffigurata. A correggere il grossolano errore topografico della Emiliani-Dalai, che ravvisò nella composizione una veduta del lago Trasimeno, pensò già il Durbè (1976): né oggi è più possibile confondere il familiare profilo della costa, che oltre il tipico leccio marino, più volte raffigurato anche da Borrani, si dispiega nella vasta insenatura del Porto Vecchio e poi ancora, oltre il Villone Berti, nel Monte della Rena e nella spiaggia di Vada.

Provenienza:

  • Enrico Checcucci, Firenze.
  • Camulo Giussani, Erba (Milano).

Mostre:

  • Roma, 1956, n. 72, p. 57.
  • Monaco, 1975/76, ii. 79, tav. 79.
  • Firenze, 1976, n. 85, p. 143.
  • Parigi, 1978/79, n. 44.
  • Lugano, 1979, n. 46, p. 47.
  • Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 102, p. 131.
  • Montecatini-Torino, 1986, cat. 43, pp. 162-163, tav. X.

Bibliografia:

  • Ugo Ojetti, I Macchiaioli toscani nella Raccolta Checcucci, Galleria Pesaro, Milano 1928, p. 13.
  • Agostino Mario Comanducci, I pittori italiani dell’Ottocento. Dizionario critico e documentario, Casa editrice Artisti d’Italia, Milano 1934, p. 672.
  • L. Bènèdite - G. Fogolari - G. Pischel - G. Fraschini, La Pittura dell’Ottocento Parte I. Pittura dell’Ottocento Italiano, Società Editrice Libraria, Milano 1942, p.173.
  • Agostino Mario Comanducci, Dizionario dei pittori italiani (1800/1900), Ed. II, S. A. Grafitalia, Milano 1945, p. 763.
  • Anna Franchi, I Macchiaioli toscani, Garzanti, Milano 1945, p. 133.
  • Gina e Giuliano Pischel, Pittura europea dell’Ottocento, Garzanti, Milano 1945, p. 154.
  • U. Galetti - E. Camesasca, Enciclopedia della Pittura Italiana, Milano 1951, p. 2276.
  • G. De Logu, Pittura Italiana dell’Ottocento, Bergamo 1955, p. 99.
  • Palma Bucarelli - Giovanni Carandente, I Macchiaioli, Editalia, Roma 1956, n. 72, p. 57.
  • Mario Borgiotti, Poesia del Macchiaioli, Martello, Milano 1958, p. 32.
  • Maria Drudi Gambillo, Poetica e fortuna dei Macchiaioli, in “Il taccuino delle arti”, n. 52, Roma, marzo 1960, p.5.
  • Pittri e Valori dell’800, a cura di U. Galetti, Istituto Editoniale Brera, Milano 1961, p. 266.
  • Dario Durbè - Giuliano Matteucci, Toskanische Impressionen, Monaco, ottobre 1975 - gennaio 1976, n. 79, tav. 79.
  • Dario Durbè, Fattori e Ia scuola di Castiglioncello, voll II, De Luca, Roma 1982/83, fig. 66, pp. 123, 124,118, 231.
  • Piero Dini, Giuseppe Abbati. L’opera completa, Ed. Allemandi, Torino 1987, tav. f.t., p. 82.