Malinconia

Zandomeneghi, Malinconia.jpg
Autore: 
Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
Titolo: 
Malinconia
Altri titoli: 
Femme accoudée sur un fauteuil
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato (1865-1917)
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Pastello su carta
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
46 x 54
Luogo di conservazione: 
Collezione Sacerdoti - Ferrario, Milano

Mostre:

  • Federico Zandomeneghi. Impressionista Veneziano, Milano, Fondazione Antonio Mazzotta, 20 febbraio – 6 giugno 2004
  • Zandomeneghi, De Nittis, Renoir. I pittori della felicità, Barletta, Palazzo della Marra, Pinacoteca Giuseppe De Nittis, 31 marzo - 15 luglio 2007, n. 51.
  • L'impressionismo di Zandomeneghi, Padova, Fondazione Bano, Palazzo Zabarella, 1 gennaio 2016 - 29 gennaio 2017.

Notizie storico critiche:

Questo suggestivo pastello (Piceni 557) viene già pubblicato nel 1942 dallo studioso Enrico Piceni in un pregevole “libriccino” di pittura dell’Ottocento italiano intitolato Eterno femminino 800. Conosciuto anche come Femme accoudée sur un fauteuil, è la sintesi più autentica e toccante della tecnica zandomeneghiana. Il tema della figura colta in un momento di silenzioso raccoglimento è reso con i vibranti toni del pastello che si fondono con la plasticità dell’impianto. La figura femminile, ritratta in primo piano appoggiata a una poltrona, è immersa in un’atmosfera trasognata a cominciare dall’ambiente in cui è posta. Il fondo, dominato da tonalità blu mischiate all’ocra e all’arancio, comunica un senso di protettiva intimità che avvolge la donna in una grande quiete. L’espressione del viso è pervasa da una sottile malinconia forse proveniente dall’affiorare di un ricordo lontano che appartiene inevitabilmente al passato. È la memoria che con le sue emozioni viene a ricordare l’inesorabile scorrere del tempo. C’è un vago senso di struggente abbandono nello sguardo della donna, che appare comunque smorzato nel suo manifestarsi. Il pudore e un contegno “borghese” le impediscono di rivelare appieno il suo sentimento, ma al tempo stesso ne fanno un sublime esempio di silente e addolcito dolore.

(fonte: Catalogo della mostra Federico Zandomeneghi. Impressionista Veneziano)