La speranza II

Gustav Klimt, La speranza II | Hoffnung II | Hope II
Autore: 
Klimt, Gustav (1862-1918)
Titolo: 
La speranza II
Altri titoli: 
Die Hoffnung II
Hope II
Vision
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1907 - 1908)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio, oro e platino su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
110,5 x 110,5
Luogo di conservazione: 
Museum of Modern Art, New York, NY, USA
Acquisizione: 
Acquistato dal dr. Hans Barnas tramite la Galerie Beyeler, Basel, 13 giugno 1978
Identificativo: 
468.1978

Provenienza:

  • Gustav Klimt (1862-1918), Wien, fino al 1914.
  • Eugenia Primavesi, acquisto, dicembre 1914.
  • Neue Galerie (Dr. Otto Kallir), Wien. [Venduto dal Dr. Kallir nel 1937, o successivamente dalla signora Vita Künstler, alla quale ha trasferito la proprietà della Neue Galerie nel 1938.]
  • Collezione privata, entro il 1964.
  • Collezione privata, Wien, entro il 1969 / entro il 1975.
  • Dr. Hans Barnas, Wien, entro il 1977.

Commento:

Una donna incinta con la testa china e gli occhi chiusi, come se pregasse per la sicurezza del suo bambino. Da dietro il suo stomaco fa capolino un teschio, segno incombente del pericolo che deve affrontare. Ai suoi piedi, tre donne con la testa abbassata e le mani, presumibilmente anch'esse in preghiera - benché la loro solennità possa anche implicare il lutto, come se prevedessero la sorte del bambino. Perché, allora, il titolo del dipinto? Lo stesso Klimt chiamò quest'opera Visione, sebbene avesse intitolato un precedente dipinto correlato di una donna incinta La speranza. In associazione con il lavoro precedente, questo è diventato noto come La speranza II.
Klimt è stato tra i tanti artisti europei del suo tempo che sono stati ispirati da tradizioni culturali al di fuori del proprio ambiente. Ha vissuto a Vienna, crocevia tra Oriente e Occidente, e ha attinto a fonti come l'arte bizantina, la lavorazione dei metalli micenea, i tappeti persiani e le miniature, i mosaici delle chiese di Ravenna ed i paraventi giapponesi. In questo dipinto, la veste con motivi dorati della donna - disegnata piatta, come sono i vestiti nelle icone russe, sebbene la sua carne sia rotonda e dimensionale - ha una straordinaria bellezza decorativa. Qui nascita, morte e sensualità dei vivi convivono fianco a fianco, sospese in equilibrio.


A pregnant woman bows her head and closes her eyes, as if praying for the safety of her child. Peeping out from behind her stomach is a death’s head, a looming sign of the danger she faces. At her feet, three women with lowered heads raise their hands, presumably also in prayer—although their solemnity might also imply mourning, as if they foresaw the child’s fate. Why, then, the painting’s title? Klimt himself called this work Vision, although he had titled an earlier, related painting of a pregnant woman Hope. By association with the earlier work, this one has become known as Hope, II.

Klimt was among the many European artists of his time who were inspired by cultural traditions from outside their own milieu. He lived in Vienna, a crossroads of East and West, and he drew on sources such as Byzantine art, Mycenaean metalwork, Persian rugs and miniatures, the mosaics of the Ravenna churches, and Japanese screens. In this painting, the woman’s gold-patterned robe—drawn flat, as clothing is in Russian icons, although her flesh is rounded and dimensional—has an extraordinary decorative beauty. Here birth, death, and the sensuality of the living exist side by side, suspended in equilibrium.

(Estratto dal MoMA Highlights: 375 Works from The Museum of Modern Art, New York, New York: The Museum of Modern Art, 2019)

Mostre:

  • Gustav Klimt, Modernism in the making, Ottawa, National Gallery of Canada, 15 giugno 2001 - 16 settembre 2001.
  • Gustav Klimt. The Ronald S. Lauder and Serge Sabarsky Collection, New York, Neue Galerie, 18 ottobre 2007 - 30 giugno 2008.

Bibliografia:

  • Fritz Novotny e Johannes Dobai, Friedrich Welz (curatore): Gustav Klimt, Verlag Galerie Welz, Salzburg 1967, n. 155.
  • Alfred Weidinger (curatore), Marian Bisanz-Prakken, Manu von Miller, Susanna Partsch, Sybille Rinnerthaler, Michaela Seiser, Alice Strobl, Eva Winkler: Gustav Klimt, Prestel Verlag, München 2007, n. 188.
  • Tobias G. Natter (curatore), Evelyn Benesch, Marian Bisanz-Prakken, Rainald Franz/Angelina Pötschner, Anette Freytag, Christoph Grunenberg, Hansjörg Krug, Susanna Partsch, Michaela Reichel: Gustav Klimt. Sämtliche Gemälde, Taschen Verlag, Köln 2012, n. 178.