La rossa di Piazza delle Erbe, Verona

Angelo Dall'Oca Bianca, La rossa di Piazza delle Erbe, Verona
Angelo Dall'Oca Bianca, La rossa di Piazza delle Erbe, Verona
Autore: 
Dall’Oca Bianca, Angelo (1858-1942)
Titolo: 
La rossa di Piazza delle Erbe, Verona
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1890
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
107 x 59
Annotazioni: 
Luogo, data e firma in alto a sinistra e al centro: Verona 90 | A. Dall’Oca Bianca
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione privata.
  • Collezione Mondadori.
  • Trieste, Collezione Giorgio Georgiadis.
  • Milano, Galleria Lurati.
  • Vendita, Wannenes, Genova, asta Dipinti antichi e del XIX secolo, 28 maggio 2014, lotto 512.

Mostre:

  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 20.

Bibliografia:

  • E. Somarè, Raccolta Georgiadis, Galleria Lurati, Milano, 1930, tav. LVI, n. 233.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Reso celebre dalle vedute di piazza delle Erbe di Verona, Dall’Oca Bianca si impone come pittore di scene della vita moderna orientate soprattutto verso gli aspetti meno aulici della sua città natale, come la pratica quotidiana dei mestieri ambulanti e l’interesse per la figura femminile. Soggetti talvolta lontani da intenzionalità sociali, stemperati sul versante dell’idillio e del bozzetto. Il dipinto qui esposto, datato 1890 e appartenuto alla celebre raccolta dell’avvocato triestino Giorgio Georgiadis [1], è di notevole impegno per dimensioni e novità dell’impianto spaziale. Grazie alla presa diretta del taglio ravvicinato e leggermente decentrato, da cui sulla destra fuoriescono le figure in secondo piano, l’immagine acquista un senso di immediatezza e di profondità di campo accentuato dagli elementi rotatori inseriti nella scena, quali l’ombrello, l’ombrellone e la figura centrale ruotata su se stessa. Quest’ultima, una giovane e vivace fioraia di piazza delle Erbe popolarmente chiamata “la rossa dei fiori”, acquista un carattere di monumentalità e diviene il punto focale della composizione. Nella sua posa quasi statuaria, in piedi e voltata di tre quarti, e nel suo tradizionale abbigliamento campagnolo - i capelli raccolti in un rosso fazzoletto, lo scialle con frange incrociato sul davanti, la sottana arricciata in vita e gli zoccoli in legno -, è un topos che ricorre frequentemente nel linguaggio pittorico di Dall’Oca Bianca. A dimostrazione delle sue abilità di regista cinematografico ante litteram egli, com’è noto e con esiti diversi rispetto a quelli raggiunti da Michetti o Sartorio, con l’ausilio della fotografica, più che un’idea autonoma, rintracciava soggetti definiti e ben individuabili per poi variamente trasporli nella pittura [2].
L’impostazione della figura deriva da un piccolo studio su tavola, Acquisto in piazza Erbe, datato 1882, del quale è nota almeno una variante diversamente intitolata La rossa dei fiori [3]. L’antica Tribuna che fa da quinta architettonica alla tavoletta è ora sostituita dalla sagoma verticale della fontana trecentesca cosiddetta “Madonna Verona”, allegoria della città che si staglia contro il muro del portico circostante da cui spicca il giallo violento della tenda di fondo, vero motivo cromatico della composizione. La vivace scena è animata, sulla destra, dalla figura più volte reiterata dell’acquirente chino in avanti per scegliere l’oggetto del suo acquisto mentre richiude il suo ombrello. Tutt’intorno, com’era tradizione, sono disposti a terra e lungo il bacino della fontana i vasi di fiori a comporre un tripudio di verdi intensi e di colori ancora più splendenti per effetto delle gocce della pioggia appena cessata. Se la cromia vivace e brillante è di matrice favrettiana, i diffusi riverberi dell’acqua sul selciato e sulla fontana e il senso atmosferico del rapido cambiamento di tempo restituito dalle delicate trasparenze della luce che quasi alleggeriscono la pittura in brevi tocchi di pennello, specialmente nell’ombrellone e nel ritaglio quadrato del cielo, sembrano annunciare un primo passo verso il cromatismo divisionista delle sue opere più tarde.
A distanza di due anni il nostro soggetto sarà reinterpretato in una tela di grandi dimensioni, presentata all’Esposizione Nazionale Italo-americana di Genova del 1892 e lì acquistata dalla Galleria d’Arte Moderna di quella città, per il cospicuo valore di 5000 Lire [4]. Il centro compositivo si sposta ora sulla statua monumentale che sormonta la fontana e che da il titolo alla composizione, Madonna Verona. Svettante in altezza contro il cielo luminoso, essa è affiancata dai gruppi pittoreschi delle venditrici di fiori: a destra, la giovane fioraia con i suoi bambini guarda dritta verso l’osservatore, mentre sul lato opposto si ripresenta il nostro gruppo di figure a chiudere la scena.
Indicativi della pratica di Dall’Oca Bianca di replicare ambienti e figure con varianti narrative possono essere i confronti con l’Acquisto in piazza Erbe, per l’analoga figura dell’acquirente di fiori, e con La fioraia della Galleria d’arte moderna di Verona e I maldicenti, dove il modello della nostra giovane donna è riproposto, nella prima, alla maniera favrettiana di un rapido abbozzo, nella seconda, in modo speculare e al centro di una scena di corteggiamento galante [5].


1 Somarè 1930, tav. LVI, n. 233.
2 F. Lomartire, Fotografia e pittura, in Lomartire-Saracino 2002, pp. 19-24.
3 M. Saracino, La fioraia, in Lomartire-Saracino 2002, pp. 32-33, figg. 1 e 2.
4 D. Arich, “Scoperte e massacri”: alterne fortune di Dall’Oca Bianca, in Lomartire-Saracino 2002, p. 26; M. Saracino cit., pp. 32-33, figg. 1 e 2. 5 M. Saracino cit., pp. 32 e 34-35, figg. 3, 5 e 11.

(fonte: Stella Seitun - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)