La passeggiata

Nono, La passeggiata
Autore: 
Nono, Luigi (1850-1918)
Titolo: 
La passeggiata
Altri titoli: 
Mamma con bambino
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1891
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su legno
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
17,5 x 10,5
Annotazioni: 
Iscrizione a pennello, al recto, in basso a sinistra: All'amico Prof. Carlo Rosanelli
Firma e data a pennello, al recto, in basso a destra: IX° 91
Luogo di conservazione: 
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano, Italia
Acquisizione: 
Ordine dei Passionisti, 1971
Identificativo: 
8178

Provenienza:

  • Collezione Carlo Rosanetti.
  • Collezione Contardo Capitani, ? - 1971.

Bibliografia:

  • De Grada R. / Fiordimela C., "Ottocento Novecento. Le collezioni d'arte del Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" di Milano", Garbagnate Milanese, 2000, p. 58, fig. p. 61.
  • Serafini P., "Il pittore Luigi Nono 1850-1918. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni", Torino, 2006, p. 147, n. 456.

Commento:

Il dipinto fa parte della donazione fatta da Contardo Capitani, frate dell'ordine dei Passionisti, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica nel 1971.
La piccola tavola, in buone condizioni di conservazione, è da mettere in relazione con gli studi per il dipinto La passeggiata terminato da Nono nel 1891 e oggi Szepmuveszeti Muzeum di Budapest. Il dipinto è emblematico del ruolo della fotografia nella genesi delle opere del pittore, essendo note 17 fotografie, alcune quadrettate, sia della composizione generale sia dei dettagli. In queste, come nel dipinto, Nono ha ritratto ripetutamente la moglie Rina e la figlia Maria, in posa in una strada di campagna, alla ricerca della composizione per il dipinto, concentrandosi poi sui dettagli. Dalle fotografie ha realizzato quindi il dipinto, tanto che si conoscono anche due studi dipinti a olio direttamente sulle fotografie (Venezia, collezione eredi Nono), che andranno considerati come effettivi bozzetti per lo studio dei colori, più di questo che sembra essere piuttosto un piccolo d'après, fatto per conservare memoria dell'opera venduta, che Nono replicò nel 1892 e nel 1910 (entrambi collezione privata).
La dedica testimonia che l'opera venne data da Nono a Carlo Rosanelli (e non Rosanetti come fin qui creduto), medico e professore dell'Università di Padova.

(fonte: Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci)