La lettrice

Zandomeneghi, La lettrice [1865].jpg
Autore: 
Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
Titolo: 
La lettrice
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1865)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
37 x 30
Luogo di conservazione: 
Collezione Piero Dini, Montecatini Terme

Provenienza:

  • Collezione Toniolo, Venezia.
  • Aldo Furlanetto, Venezia.
  • Enrico Piceni, Milano.

Note storico critiche:

Eseguito durante il documentato soggiorno del 1865 ed esposto alla Promotrice torinese nella primavera del 1866 con il titolo ‘La lettura’, questa splendida tavola è la più raffinata e intensa interpretazione che Zandomeneghi ci abbia lasciato della serena e solare atmosfera di Castiglioncello. Nel raffigurare Teresa Fabbrini, compagna di Diego Martelli, il pittore abbandona d’un tratto ogni velleità ritrattistica, attratto e affascinato invece dal candido riverbero di luce che la sagoma della giovane donna emana, immersa nel tepore della calda giornata di primavera. L’assorto profilo di Teresa, ravvisabile nel raffronto con una fotografia Alinari di quello stesso anno, riconduce al clima di affetti che caratterizzò le riunioni di amici alla Villa Martelli nel corso degli anni sessanta e anche oltre, quando Teresa e Diego furono i generosi ospiti di pittori, letterati e uomini di cultura, attratti dalla bellezza primitiva dello scenario naturale di Castiglioncello e dalla colta e piacevole compagnia che lo animava.

Di un tal clima di perfetta sintonia tra uomo e natura, è testimone Zandomeneghi proprio con questo suo piccolo capolavoro, raro, oseremmo dire unico, esempio pervenutoci della prima attività svolta a Castiglioncello dal maestro veneziano, particolarmente assiduo, invece, dopo il 1870: una calda armonia di luce diffusa investe uniformemente ogni elemento raffigurato, dalla veste chiara di Teresa a pieghe corpose e lumeggiate - sensibile esempio dell’influenza esercitata dagli studi di Abbati sugli effetti luminosi dei bianchi - al muretto in pietra riverberante calore, al bianco ombrellino imbevuto di sole. Il tutto è pittoricamente ottenuto con l’uso di una tavolozza chiara, contenuta tra il bianco e l’ocra e modulata da un delicato gioco di mezze ombre, della figura sul terreno, del parasole sul profilo della donna. Al di là del muricciolo, il familiare profilo della campagna di Castiglioncello, che al suo brullo aspetto alterna il verde intenso della macchia mediterranea, degrada in lieve pendio fino al mare.