La carrozzella

De Nittis, La carrozzella.png
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884)
Titolo: 
La carrozzella
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Acquerello
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
24 x 35
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: De Nittis
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Raccolta di dipinti dell'Ottocento, a cura di Marco Bertoli, Modena, Palazzo Cremoinini, 18 febbraio - 10 marzo 2012 e Milano, Via sant'Andrea 17, 15 marzo - 5 aprile 2012.

Commento:

Il pittore barlettano adoperò la tecnica dell’acquerello probabilmente fin dagli anni della Scuola di Resina, quando di tanto in tanto si recò, ancora giovanissimo, nello studio di Gonsalvo Carelli e quando scoprì i magistrali acquerelli di Giacinto Gigante di cui fu, come sappiamo, un ammiratore sincero. Ma le sue prime prove sicure di questa tecnica risalgono al successivo periodo parigino, esattamente al 1869, e consistono in alcune scene in costume, quali Coppia settecentesca e Alabardiere (cfr. Piero Dini, Giuseppe Luigi Marini, De Nittis. La vita, i documenti, le opere dipinte, 2 voll., Torino 1990, nn. 256-257), realizzate alla maniera di Jean-Louis-Ernest Meissonier e Mariano Fortuny y Marsal, pittori di grande successo, che De Nittis in quei primi mesi parigini imitava, provocando l’ira dell’amico fiorentino Adriano Cecioni: “Ma che hai bisogno di copiare gli altri, tu?” (A. Cecioni, Scritti e ricordi, Firenze 1905, p. 368). Ma non solo scene galanti, moschettieri e altri soggetti spagnoleggianti caratterizzano l’opera denittisiana in quel periodo, l’artista si dedicò parimenti a tematiche paesaggistiche animate da motivi di genere come Barroccio e cavallo nel bosco e L’organetto, entrambi i quadri datati 1869 (cfr. Dini, Marini, cit., nn. 252, 255) e paragonabili all’acquerello in esame eseguito, senza dubbio, nello stesso momento. In particolare Barroccio e cavallo nel bosco con gli alberi alti e la fitta vegetazione offre vari punti di contatto, ridimensionati naturalmente dalla specifica tecnica dell’acquerello, la resa veloce, le macchie informali e la freschezza della pittura. Il cromatismo del nostro foglio è tutto giocato sulla gamma dei verdi e dei marroni, illu- minati qua e là dalla luce del sole che si posa sul tronco del grande albero e sulla carrozzella, vista da dietro e che sta per entrare nel bosco. La carrozzella aggiunge un nuovo tassello alla nostra conoscenza dell’attività acquerellistica di Giuseppe De Nittis, che si rivela sempre più consistente, più varia e di notevole qualità. Già Edgar Degas, quando visitò il Salon del 1877, rimase colpito dalla bellezza degli acquerelli dell’amico, esposti in quell’occasione: Le boulevard Haussmann e La place Saint-Augustin, commentandoli in una lettera a Léontine De Nittis con queste parole: “I due acquerelli del nostro pittore sono pezzi da maestro, senza adulazione. [...] non hanno pari. C’è una sala speciale dedicata agli acquerelli e sfido a poter opporre qualcosa a queste due meraviglie” (lettera cit. in Dini, Marini, p. 326).

Christine Farese Sperken