Il Vesuvio

De Nittis, Il Vesuvio.jpg
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884)
Titolo: 
Il Vesuvio
Altri titoli: 
Mount Vesuvius
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1872 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
18,5 x 31,5
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: De Nittis
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Paolo Stramezzi, Crema, dal 1951.
  • Vendita, Semenzato, Venezia, asta 02VED4 - Sedici dipinti del XIX e XX secolo, 12 maggio 2002, lotto 1, con il titolo Il Vesuvio, venduto per €40.000,00.
  • Collezione privata, acquistato nella vendita precedente.
  • Vendita, Christie's, Londra, King Street, 7863 - Old Master & 19th century paintings, drawings and watercoulors, 7 luglio 2010, lotto 245, con il titolo Mount Vesuvius, venduto per £75,650 ($114,307).

Mostre:

  • Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente (etichetta su retro, data sconosciuta).
  • Roma, VI Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma, dicembre 1951 - maggio 1952.

Bibliografia:

  • E. Piceni, De Nittis, catalogo generale dell'opera, Busto Arsizio, 1982, vol. 2, n. 93, illustrato.
  • P. Dini e G. Marini, De Nittis, La vita, i documenti, le opere dipinte, Torino, 1990, vol. 1, p. 388 e vol. 2, n. 336, illustrato.

Note:

Questo studio all'aperto del Vesuvio fa parte di una serie di circa 60 dipinti del vulcano eseguiti da De Nittis tra il 1871 e il 1873. Esso si distingue per l'inventiva tecnica che permette all'artista di rendere un'opera di straordinaria atmosfera con grande economia di mezzi. Il dipinto di De Nittis è reso in una ristretta e sottile armonia tonale di neri, grigi e bianchi, in contrapposizione alla venatura del legno nudo che descrive la massa del vulcano. Il pittore definisce solo i calanchi, una piccola parte del primo piano e il mare e il cielo dello sfondo. Il risultato della composizione è quasi astratto e profondamente moderno, sia per aspetto che per sensibilità, senza mai perdere la spontaneità che è l'essenza di una pittura all'aperto. Infatti, il senso della luce, per il quale De Nittis è così famoso, qui è, allo stesso tempo, immediato e sorprendente, gettando il sole la sua luce sulla montagna dalla parte superiore a destra, come è chiaro dai punti d'ombra proiettati attraverso i calanchi.
De Nittis ricorda nelle sue memorie le lunghe camminate fatte ogni giorno per registrare le sue impressioni sul monte: "per quasi un anno ho scalato il Vesuvio per lavorare. E ogni giorno si occorrevano sei ore a cavallo per andare e tornare e per fare la salita finale verso il cratere sulle spalle delle nostre guide". Una volta sul posto, ha dipinto i suoi schizzi su piccoli pannelli, di dimensioni simili a quelle di questo lavoro, ognuno dei quali condivide lo stesso senso di immediatezza. Alcuni di questi sono stati elaborati in tele più grandi e più rifinite, due di esse sono state presentate da De Nittis al Salon di Parigi del 1872.