Il pollo morto

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il pollo morto
Autore: 
Pellizza, Giuseppe alias Pellizza da Volpedo (1868-1907)
Titolo: 
Il pollo morto
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1893
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
71 x 60
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Pellizza da Volpedo 1893
Luogo di conservazione: 
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano, Italia
Acquisizione: 
Lascito di Guido Rossi, 1957

Descrizione:

Dipinto a olio di piccole dimensioni Giuseppe Pellizza da Volpedo, raffigurante un gallo bianco, appeso per zampe ad un muro intonacato di giallo.

Notizie storico critiche:

Il dipinto è giunto al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica nel 1957, con il lascito di Guido Rossi, che possedeva un nucleo di cinque opere di Pellizza da Volpedo (nn. Inv. 1818, 1781-1784). 
Il dipinto è datato 1893 e fu inviato dal pittore alla mostra della Società Promotrice di Firenze del 1895, all'Accademia Carrara a Bergamo nel 1897 e nel 1901 al principato di Monaco, ma alla sua morte era ancora nel suo studio, come testimonia l'inventario del 1907 e la firma, sul retro, di Felice Abbiati, tutore legale delle figlie del pittore. 
Pellizza aveva già affrontato il tema nel 1890 in una natura morta raffigurante una gallina bianca appesa, venduta nel 1892 all'avvocato Peola di Alessandria. Qui tuttavia il tema naturalista, che vantava molti esempi nella tradizione lombarda recente (da Filippini a Segantini al maestro di Pellizza, Tallone) viene sviluppato attraverso un'applicazione libera ma coerente della tecnica divisionista, di cui il restauro eseguito nel 2011 da Giovanni Rossi in occasione dell'invio alla mostra La meraviglia della natura morta (Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona) ha restituito una sorprendente freschezza, eliminando l'intonazione giallastra con cui era noto. 
Dipinto con pennellata apparentemente rapida -tanto che a Firenze fu esposto come studio- ma attenta agli effetti della luce e dei riflessi, il piumaggio del volatile è caratterizzato da toni azzurri, che rendono la fredda brillantezza delle penne bianche, rialzato da tocchi di colore diviso mentre la pennellata mostra una condotta ora più soffice -come nel piumaggio- ora più materica e ricca -come nelle zampe legate- ora più rapida e compendiaria -come nel muro, in cui i bianchi rendono l'intonacatura e le striature di un muro finito a calce.

(fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it)