Il golfo di Napoli

De Nittis, Il golfo di Napoli.jpg
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884)
Titolo: 
Il golfo di Napoli
Altri titoli: 
The bay of Naples
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1879-1880)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
18,4 x 31,4
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: De Nittis
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Vendita, Christie's, Londra, 9 dicembre 1998, lotto 151.
  • Proprietà di diversi soggetti.
  • Vendita, Bonhams, New York, asta 18545 - European paintings, 4 maggio 2011, lotto 68, con il titolo The bay of Naples, venduto per $30,500.

Mostre:

  • Raccolta di dipinti dell'Ottocento, a cura di Marco Bertoli, Modena, Palazzo Cremoinini, 18 febbraio - 10 marzo 2012 e Milano, Via sant'Andrea 17, 15 marzo - 5 aprile 2012.

Commento:

Nel primo periodo napoletano e pugliese di De Nittis, gli studi di nuvole, del cielo, dei fiumi e soprattutto del mare, sono particolarmente numerosi, come se egli avesse voluto esercitare e raffinare la sua percezione visiva e la sua, quasi da sempre finissima, sensibilità cromatica. Anche durante la lunga permanenza in Italia (1870 - ini- zio 1873), a causa della guerra franco-prussiana, notiamo un ritorno dell’artista ad interessi paesaggistici, espressi in modo eccelso in quella straordinaria serie di studi vesuviani che ritraggono il minaccioso monte in aspetti inediti e in condizioni atmosferiche e di luce diversissime, durante tutte le ore del giorno. Accanto agli studi vesuviani sono le marine a stimolare continuamente la creatività di De Nittis, che fino agli ultimi soggiorni a Napoli e a Barletta non si stanca mai di rievocarli. La nostra bellissima tavoletta, concepita come una armoniosa, quasi classica composizione dei vari elementi, risale molto probabilmente al periodo 1879-1880, lo stesso momento del dipinto Capo Posillipo (cfr. Giuseppe De Nittis, catalogo della mostra, a cura di R. Bossaglia, Ch. Farese Sperken, G. Matteucci, R. Monti, Artificio, Firenze 1990, p. 87, n. 24), una veduta di grande forza espressiva, realizzata con pennellate larghe e sintetiche, senza nessun cedimento al gusto descrittivo. Lo stesso fare artistico, lo stesso stile pittorico, si notano nella lingua di terra che si estende nel mare in primo piano di La baia di Napoli. Tipico per De Nittis il motivo della cittadina a sinistra su un promontorio, immersa in una luce rosea e abbozzata con tocchi di pennello materici, in alcuni punti addirittura in rilievo. L’effetto dorato poi, di diverse zone, in particolar modo in primo piano, deriva dal modo ingegnoso dell’artista di usare il colore della tavoletta senza preparazione, di una calda tonalità di marrone, come base coloristica. La stessa maniera, originale e moderna, si può incontrare in numerose tavolette dei macchiaioli.

Christine Farese Sperken