Giovane donna in rosa

Zandomeneghi, Giovane donna in rosa.png
Autore: 
Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
Titolo: 
Giovane donna in rosa
Altri titoli: 
Fanciulla con un mazzo di fiori
Jeune fille au bouquet de fleurs
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1895 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
47 x 38
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: FZandomeneghi
Luogo di conservazione: 
Collezione Intesa San Paolo / Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano
Identificativo: 
11394

Provenienza:

  • Banca Nazionale delle Comunicazioni.
  • Istituto Bancario San Paolo, Torino, pervenuto a seguito della fusione con la B.N.C.

Descrizione:

Il dipinto rappresenta una giovane donna con lunghi capelli bruni raccolti in un semplice chignon e vestita di abito rosa fiorato; lo sfondo è neutro, sfumato e indefinito.

Note storico critiche:

La Giovane donna in rosa è magnifica opera di Federico Zandomeneghi, pittore veneziano, ormai universalmente ritenuto come il migliore impressionista italiano. Zandomeneghi la realizzò durante la sua lunga permanenza parigina: la bruna modella raffigurata compare in molte altre tele del pittore, come pure la poltrona rossa, che faceva parte dell'arredo del suo studio parigino. L'opera evidenzia l'aderenza dell'artista alle novità della pittura impressionista, ma anche l'interesse per il divisionismo: i colori sono infatti intensi e vaporosi, la tecnica, a piccoli tocchi e filamenti di tonalità pure accostate le une alle altre, accentua la luminosità dell'insieme. Di sodo disegno e di compatto impianto costruttivo, permangono in essa echi della lezione macchiaiola assorbita in gioventù e, insieme, del gusto per la sinuosità della linea che preannuncia l'Art Nouveau. Il dipinto ha comunque come nota di maggior pregio proprio il colore, carico e succoso, la cui alta qualità è memore ancora della grande tradizione veneziana della pittura tonale e dorata e avvolge, iridescente e cangiante, ogni cosa.

È databile alla fine dell'Ottocento, presumibilmente verso il 1895, come si evince dal confronto con opere del periodo come La modista della collezione Zorzi di Venezia o La bouqueterie di collezione privata milanese, o ancora la Femme au miroir di collezione privata di Montecatini, firmata e datata 1898. Nelle opere dell'ultimo ventennio dell'Ottocento Zandomeneghi accentua progressivamente l'interesse per il tema domestico; le figure femminili assumono sempre maggior rilievo e diventano protagoniste rispetto agli elementi del paesaggio, dell'ambientazione, della scena. I dipinti di tale epoca, considerati i migliori della produzione dell'artista e come tali celebrati da mostre e collezionisti, testimoniano in modo preciso il passaggio alla pittura impressionista e al tempo stesso segnalano l'attenzione alle scene di vita quotidiana della borghesia. Zandomeneghi osserva gli ambienti, i gesti e le persone, studia gli effetti di nuove gamme cromatiche e originali punti di vista nella composizione: i quadri risultano pertanto molto accattivanti e adatti per il mercato. Lo portavano sicuramente in tale direzione sia l'influsso di Renoir e Degas, sia le pressioni del mercante parigino Paul Durand-Ruel, che, avendone compreso le innate doti pittoriche, lo aveva ingaggiato in esclusiva, finalizzandone la produzione in supplenza della scarsa produttività dei maggiori impressionisti del genere figurativo. Per il mercante francese Zandomeneghi eseguì oltre duemila tele, di qualità non sempre omogenea, tutte però molto vigili e partecipi dei fermenti innovativi della cultura artistica parigina della fecondissima stagione di fine secolo. LaGiovane donna in rosa, sfuggita alle pur attente catalogazioni di Piceni e Dini, pervenne alla Banca Nazionale delle Comunicazioni verso il 1970-72 e poi all'Istituto San Paolo, ed è stata oggetto di prima segnalazione solo in tempi recenti (1997).

Bibliografia:

  • Arabella Cifani, Franco Monetti, Il Palazzo dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino e le collezioni d'arte, Torino 1997, p. 39.

(fonte: Anna Coliva, a cura di, La Collezione d'arte del San Paolo, Gruppo Bancario San Paolo IMI / Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2003)