Filosofia (Quadro di facoltà)

Gustav Klimt, Filosofia (Quadro di facoltà) | Philosophie (Fakultätsbild)
Gustav Klimt, Filosofia (Quadro di facoltà) | Philosophie (Fakultätsbild)
Autore: 
Klimt, Gustav (1862-1918)
Titolo: 
Filosofia (Quadro di facoltà)
Altri titoli: 
Philosophie (Fakultätsbild)
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1900)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
430 x 300
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: GVSTAV / KLIMT
Luogo di conservazione: 
Distrutto nell’incendio del castello di Immendorf, Austria, 1945

Provenienza:

  • Collezione Lederer, Wien, fino al 1938.
  • Österreichische Galerie im Belvedere, 1938 - 1943.
  • Castello di Immendorf, 1943 - 1945.

Bibliografia:

  • Fritz Novotny e Johannes Dobai, Friedrich Welz (curatore): Gustav Klimt, Verlag Galerie Welz, Salzburg 1967, n. 105.
  • Alfred Weidinger (curatore), Marian Bisanz-Prakken, Manu von Miller, Susanna Partsch, Sybille Rinnerthaler, Michaela Seiser, Alice Strobl, Eva Winkler: Gustav Klimt, Prestel Verlag, München 2007, n. 138.
  • Tobias G. Natter (curatore), Evelyn Benesch, Marian Bisanz-Prakken, Rainald Franz/Angelina Pötschner, Anette Freytag, Christoph Grunenberg, Hansjörg Krug, Susanna Partsch, Michaela Reichel: Gustav Klimt. Sämtliche Gemälde, Taschen Verlag, Köln 2012, n. 126.

I "Fakultätsbilder" di Gustav Klimt nel Salone delle feste dell’Università di Vienna. 1894-1903.

Oggi il soffitto del salone delle feste dell'edificio principale dell'Università di Vienna è decorato, tra l'altro, con tre grandi dipinti del famoso pittore liberty Gustav Klimt. Ma si tratta di riproduzioni, perché quando Klimt presentò i suoi dipinti all'Università di Vienna all'inizio del secolo, ci fu una massiccia critica pubblica, che portò a uno dei più grandi scandali artistici del XX secolo.

Punto di partenza e incarico a Klimt e Matsch

L'architetto dell'edificio principale dell'Università di Vienna sul Ring, Heinrich von Ferstel, aveva progettato grandi dipinti per il soffitto del salone da ballo che non furono realizzati, dopo l'apertura dell'edificio principale nel 1884, per motivi di ordine economico.
Solo dieci anni dopo, il 4 settembre 1894 il Ministero della Pubblica Istruzione dà incarico ai due artisti Franz Matsch e Gustav Klimt per la realizzazione dei dipinti ad olio. I pittori, che insieme avevano formato la Künstlern-Compagnie, avevano già progettato e realizzato negli anni precedenti importanti dipinti a soffitto per i teatri di Reichenberg, Karlovy Vary e Fiume, nonché per la Villa Hermes di Vienna e il Burgtheater.
La commissione artistica dell'Università decide di realizzare un dipinto centrale (Trionfo della luce sulle tenebre), affidato a Matsch, incorniciato da quattro dipinti più piccoli che avrebbero dovuto rappresentare allegoricamente le quattro facoltà dell'università. Matsch avrebbe dipinto la rappresentazione della facoltà di Teologia e Klimt le altre tre (Filosofia, Medicina, Giurisprudenza). Per i pennacchi della volta è prevista la realizzazione di 12 figure atte a rappresentare le scienze personificate (affidandone 6 ad ognuno dei due artisti).

Bozzetti e mutamento dello stile di Klimt

Matsch aveva già presentato le prime bozze per i dipinti del soffitto nel 1893. Klimt presenta una prima bozza per uno dei quadri nel 1894, che viene approvata; successivamente rielabora più volte i suoi dipinti - in questi anni lo stile di Klimt è passato dallo storicismo al simbolismo - così facendo, si allontana sempre di più dagli schizzi approvati, oltre che dalla sensibilità artistica e morale dei committenti. Nel 1898 Matsch e Klimt presentano i loro disegni alla Commissione artistica del Ministero e alla Commissione artistica dell'Università di Vienna. Mentre le opere di Matsch sono giudicate positivamente, numerosi professori rifiutano i disegni di Klimt a causa del loro stile e della rappresentazione di figure nude.

Scandalo dei "quadri di facoltà" di Klimt

Gustav Klimt presenta al pubblico la prima versione del quadro della facoltà di filosofia in occasione della 7.a mostra della Secession 1900. Per Klimt il dipinto rifletteva la sintesi della sua visione del mondo.
Nel catalogo della 1.a Wiener Secession l'artista aveva osservato: "A sinistra, gruppo di figure: il nascere, l'essere fecondo, il morire. A destra: il globo come mistero del mondo, sotto emerge una figura illuminante: la conoscenza" (Catalogo della 1.a Wiener Secession, Vienna 1898, cit. da: Gilles Néret, Klimt, Köln 2016, pag. 27f).
Con questo, come con i suoi dipinti successivi, Klimt crea nuove opere simboliste, che esprimono una visione pessimistica delle scienze, al posto delle tradizionali rappresentazioni allegoriche e non esita ad affrontare argomenti tabù come ad esempio: la cura della malattia, la decadenza fisica, la povertà in tutta la sua bruttezza, mentre fino ad allora era consuetudine nobilitare, sorvolare e idealizzare la realtà.

Il risultato è una massiccia critica pubblica e, in particolare, una opposizione veemente dei professori dell’Università di Vienna: 87 membri del Collegio dei Professori firmano una petizione al Ministro dell’Istruzione Wilhelm von Hartel, manifestando la loro opposizione all’installazione del dipinto nell’Università. Alla opinione dei professori si associa anche il noto pubblicista Karl Kraus. Il Ministero non risponde alla petizione e sui media intervengono numerosi sostenitori di Klimt (oltre ai secessionisti, lo scrittore Hermann Bahr e il critico d'arte Ludwig Hevesi) difendendo l'opera di Klimt. Nello stesso anno - 1900 - Filosofia vince la Medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi.

Il 1901, con l’allegoria della Medicina presentata nella Secession, Gustav Klimt provoca ancora una volta uno scandalo, oltre ad attacchi al Ministro dell’Istruzione ed una interrogazione parlamentare. Klimt ha progettato il dipinto in linea con il suo concetto della vita e delle sue forme di espressione erotiche come lotta tra Eros e Thanatos.
«Il flusso della vita porta con sé i corpi strappati dal destino. In esso sono riunite tutte le fasi della vita, dalla nascita alla morte, soggette all'estasi o al dolore.» (Catalogo della 1. Wiener Secession, Vienna 1898, citazione da: Gilles Néret, Klimt, Köln 2016, S. 27f)

La realizzazione artistica di Klimt dovette avere un effetto umiliante sui professori universitari, poiché l'opera sottolineava l'impotenza della medicina di fronte alle forze incontrollabili del destino, invece di celebrarla come forza salvifica.

Un anno dopo la presentazione del Fregio di Beethoven, anch'esso oggetto di controverse discussioni, l'ultima delle tre opere commissionate dall'Università di Vienna - Giurisprudenza - è esposta per la prima volta al Künstlerhaus nel 1903. Klimt ha concepito questo dipinto in modo ancora più aggressivo del progetto originale e ovviamente allude alla ricerca di Sigmund Freud sulla sessualità e l'inconscio. Il quadro mostra un condannato sotto il controllo di tre Furie: Verità, Giustizia e Legge. Le Furie sono raffigurate come Eumenidi circondate da serpenti, che puniscono la loro vittima con l'abbraccio mortale di una piovra.
Giurisprudenza riceve un'accoglienza altrettanto ostile da parte del pubblico e i committenti rimangono scioccati dalla bruttezza e dalla nudità delle figure. Klimt viene accusato di "pornografia" e di "eccesso di perversione”.

Nel 1903 i quattro "quadri di facoltà" sono mostrati insieme per la prima volta. La Commissione artistica dell'Università critica i dipinti di Klimt, ma ;denuncia anche la scarsa qualità della Teologia di Matsch. Soprattutto, secondo la Commissione, i dipinti dei due artisti non sono compatibili. Il contrasto tra il quadro di Matsch e quello di Klimt è vistoso e simboleggia allo stesso tempo la dissoluzione del gruppo di lavoro Klimt-Matsch. Nel 1904 il Ministero dell'Istruzione, in qualità di committente, proibisce a Klimt di esporre i "quadri di facoltà" all'Esposizione Universale di St. Louis. Nello stesso anno, lui, per reazione, delega a Matsch l’esecuzione dei 6 pennacchi della volta.

Annullamento dell’ordine

Nel 1905, per motivi economici, viene rifiutata l’installazione a titolo di prova dei quattro "quadri di facoltà" nel Salone delle feste e alla fine viene autorizzata solo l'installazione del grande quadro centrale e delle figure dei pennacchi della volta eseguiti da Matsch. Gustav Klimt, nell’aprile del 1905, comunica al ministero le sue dimissioni dall’intero incarico e la rinuncia al suo compenso. In un'altra lettera, Klimt spiega le sue motivazioni e critica il finanziamento statale per le arti e la sua influenza sulla libertà artistica:

"Con innumerevoli allusioni, il ministero mi ha fatto capire di essere diventato un imbarazzo per esso. Ora non c'è situazione più imbarazzante per un artista [...] di un mecenate che non sostiene pienamente l'artista con il suo cuore e la sua comprensione per creare opere e prendere soldi da lui per esse.
Questo genere di cose non mi piace affatto […] dopo la sfortunata "Commissione di Stato", le persone a Vienna hanno preso l’abitudine di accusare il ministro von Hartel di essere responsabile di ogni altro tipo di lavoro che faccio. E, a poco a poco, il ministro dell'Istruzione sembra aver davvero immaginato di avere una tale responsabilità. Ecco perché in molte mostre sono perplesso in un modo inaudito [...] con il passo che sto facendo ora, supero una volta per tutte lo strano protettorato che è cresciuto intorno a me. Non parteciperò mai, certamente non sotto questo ministero, a una mostra ufficiale a meno che i miei amici non mi costringano a farlo. Basta con la censura. Faccio da me. Voglio andarmene. Voglio uscire da tutte queste sgradevoli prese in giro che ostacolano il mio lavoro e tornare alla libertà. Rifiuto ogni aiuto governativo, rinuncio a tutto".

Il ministero, inizialmente ostile alle dimissioni di Klimt, alla fine, dopo un rinnovato dibattito pubblico, cede. Con l'aiuto dell'industriale e collezionista d'arte viennese August Lederer e di sua moglie Serena, rimborsa gli anticipi già riscossi del suo compenso di 30.000 corone. Filosofia entra così in possesso dei Lederer. Successivamente la coppia acquista anche Giurisprudenza e Il fregio di Beethoven. Gustav Klimt non accetterà mai più commissioni pubbliche.

Nel giugno 1905 Il quadro centrale del soffitto e le figure dei pennacchi eseguiti da Matsch vengono installate nel Salone delle feste. L'incarico a Matsch di dipingere gli altri tre "quadri di facoltà" è ritirato dall'Università di Vienna dopo la presentazione delle bozze iniziali. I quattro campi sul soffitto a cui i quadri erano destinati rimangono vuoti.

Le versioni finali dei "quadri di facoltà" di Klimt furono esposte nel 1907 alla Galleria Miethke di Vienna e alla Galleria Keller & Reiner di Berlino. Successivamente Medicina entra in possesso della Österreichische Galerie. Il 1928, nel decimo anniversario della morte di Klimt, si tiene a Vienna la Klimt-Gedächtnis-Ausstellung, in cui sono nuovamente mostrati insieme i tre "quadri di facoltà".

"Arianizzazione" e distruzione dei "quadri di facoltà"

Mentre Teologia di Franz Matsch è ancora oggi di proprietà dell'Università di Vienna, dei tre "quadri di facoltà" di Klimt, esistono ancora solo poche bozze e fotografie in bianco e nero degli originali.

Dopo l’Anschluss dell'Austria nel 1938, la famiglia Lederer, che possedeva i due dipinti Filosofia e Giurisprudenza, viene perseguitata dai governanti nazionalsocialisti a causa delle loro radici ebraiche e la loro proprietà - inclusi dieci dipinti di Klimt - è confiscata e "arianizzata" nel 1939.

All'inizio del 1943 i dipinti sono esposti nella retrospettiva di Klimt su iniziativa del Reichstatthalter Baldur von Schirach nella Secession e poi trasferiti al castello di Immendorf nella Bassa Austria per la durata della guerra, insieme ad altri dipinti e disegni. Su suggerimento del professore universitario Richard Meister e del rettore Eduard Pernkopf, Baldur von Schirach si è “assicurato" i quadri Filosofia e Giurisprudenza, acquistandoli per l'università con fondi ministeriali.

Il castello di Immendorf, utilizzato come deposito d'arte, è incendiato dalle unità delle SS in ritirata l'8 maggio 1945 per non lasciare alcuna opera d'arte alle truppe sovietiche in avvicinamento e brucia completamente con le opere d'arte ivi conservate.

Ricostruzione delle pitture del soffitto del Salone delle feste

Nell'ambito della mostra Die nackte Wahrheit – Klimt, Schiele, Kokoschka und andere Skandale, il Museo Leopold, in collaborazione con l'Università di Vienna, installa il complesso di quadri (fig. 1) sotto forma di riproduzioni in bianco e nero sul soffitto del Salone delle feste dell’Università di Vienna. Nell'occasione viene restaurato l'unico dipinto originale della Teologia di Franz Matsch. I "quadri di facoltà" non sono mai stati esposti nella loro destinazione originaria dopo essere stati respinti dalla Commissione artistica dell'Università.

(traduzione dal tedesco dell'articolo di Baris Alakus e Katharina Kniefacz: Die Fakultätsbilder von Gustav Klimt im Festsaal der Universität Wien. 1894-1903. in https://geschichte.univie.ac.at/de/artikel/die-fakultaetsbilder-von-gust...)

Soffitto del Salone delle Feste dell'Università di Vienna  fig. 1