Figura femminile con copricapo (Sogni)

Enrico Lionne, Figura femminile con copricapo (Sogni)
Autore: 
Della Leonessa alias Lionne, Enrico (1865-1921)
Titolo: 
Figura femminile con copricapo (Sogni)
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1913 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
77,5 x 115
Annotazioni: 
Firma in alto a destra: E. Lionne
Luogo di conservazione: 
Società di Belle Arti, Viareggio (LU), Italia

Note storico critiche:

Nel secondo decennio, all’aprirsi della stagione delle Secessioni Romane, nonostante l’esplosione futurista, il cézannismo invocato da Soffici e gli echi austriaci o gauguiniani di Ca’ Pesaro, la parabola del divisionismo non poteva dirsi ancora conclusa. Lo dimostra l’ambiente romano, nel quale la coesistenza di varie declinazioni del movimento – che vanno dal divisionismo prefuturista di Balla, Boccioni, Severini, Sironi, alla variante di Baccarini, Cambellotti, Prini, venata di simbolismo e centrata su temi sociali, fino alla versione intimista e mondana di Lionne, Innocenti, Noci, Terzi – appare segno evidente della mobilità di una situazione complessa e multiforme qual era quella vissuta al tempo dall’arte italiana. Fra questi differenti divisionismi, spesso in conflitto fra loro, il più rappresentato alle Secessioni sarà quello di Lionne, Innocenti e Noci, tutti presenti negli organi direttivi della Secessione e accesi fautori del distacco dalla Società degli Amatori e Cultori, la vecchia Promotrice romana che fin dal 1908 dimostrava bisogno di svecchiamento. Enrico Lionne (pseudonimo per Enrico della Leonessa), napoletano, chiamato a Roma come illustratore del “Giornale di Roma” da Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio e divenuto poi «uno dei più ferventi, studiosi e convinti campioni che il divisionismo abbia in Italia», è tra i capofila di questa tendenza. Sogni, pur non figurando fra le opere esposte alla Prima Secessione, condivide con Violette, ora alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma, un’atmosfera assai simile. Oltre alla modella, la stessa in entrambi i dipinti, in posa nello studiato gesto alla Khnopff e con lo sguardo aureolato dal cappello a larga tesa, è un identico segno-colore, acceso da dissonanze fauves, a intessere in entrambe le opere un continuum brulicante e materico di figura e ambiente, memore della pittura di Mancini, ed equivalente «tattile e sensuale» del soggetto.

S. Ragionieri in catalogo della mostra, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, Prima e dopo la Secessione Romana. Pittura in Italia 1900-1935, Viareggio, 20 luglio – 3 novembre 2013, p. 63

Mostre:

  • Prima e dopo la Secessione Romana. Pittura in Italia 1900-1935, Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, 20 luglio - 3 novembre 2013, p. 68, n. 10.

Bibliografia

  • S. Ragionieri, in catalogo della mostra (Viareggio, 2013), p. 63.

(fonte: www.sba.it)