Figura femminile

Luigi Conconi, Figura femminile
Autore: 
Conconi, Luigi (1852-1917)
Titolo: 
Figura femminile
Altri titoli: 
Visione romantica
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1887
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Acquerello e tempera su carta applicata su cartoncino
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
51 x 24,6
Annotazioni: 
Firma, data e luogo in basso a destra: L. Conconi 87 / Milano
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde / Palazzo Melzi d’Eril, Milano, Italia
Acquisizione: 
Acquisto, 1956
Identificativo: 
AH00261AFC

Provenienza:

  • Milano, Collezione Magda Martinelli Zago (nel 1956).

Mostre:

  • 2008-2009, Bergamo, s. n.
  • 2017-2018, Lodi, n. 29.

Bibliografia:

  • Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 241, ill. n. 451 (Visione romantica).
  • Sergio Rebora, Luigi Conconi, Visione romantica, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1999, n. 62, pp. 135-136, ill. p. 136.
  • Fernando Noris, a cura di, Ottocento tra realtà e sogno. Il lungo secolo della pittura italiana e lombarda, catalogo della mostra, Bergamo, Spazio Viterbi, 28 novembre 2008 - 22 febbraio 2009, Provincia di Bergamo - Fondazione Cariplo, Bergamo - Milano, 2008, ill. p. 64 (Visione romantica).
  • Elena Lissoni e Lucia Molino, a cura di, L’animo gentile. Arte e vita da Giovanni Agostino da Lodi a Vincenzo Irolli, catalogo della mostra, Lodi, Palazzo Barni, 24 novembre 2017 - 31 gennaio 2018, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2017, n. 29, pp. 90-91.

Note:

Originariamente nota con il titolo di Visione romantica, l’opera proviene dalla raccolta di Magda Martinelli, vedova dell’artista Luigi Zago, dalla quale viene acquistata il 4 febbraio 1956.

La figura femminile è tema centrale nell’opera pittorica e incisoria di Conconi ed è soggetto anche dell’altro dipinto in Collezione La rosa, rispetto al quale l’acquerello testimonia una fase precedente. L’opera è datata 1887, anno in cui il pittore ultima il dipinto Intermezzo presentandolo all’Esposizione nazionale artistica di Venezia, confermando il successo già ottenuto l’anno precedente, quando la tela, non ancora compiuta, appare alla mostra inaugurale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. L’opera è oggi dispersa ma alla morte del pittore poteva ancora essere ammirata in una delle sale del suo atelier, come documentano alcune immagini realizzate dal fotografo milanese Emilio Sommariva che in quegli anni svolgeva la propria attività in uno studio ubicato nel palazzo di via S. Paolo, sede dell’atelier dello stesso pittore. In Intermezzo e in altre opere coeve, Conconi rinnova profondamente l’iconografia femminile, conferendo alla donna un’eleganza ed una spontaneità spiccatamente moderne: in tal senso egli prosegue la lezione di Tranquillo Cremona e della Scapigliatura, ambito nel quale si forma e da cui muove per l’elaborazione di una pittura quanto mai personale.

Nella Figura femminile il pittore sovrappone pochi tocchi di tempera su magre stesure di acquerello lasciando trasparire il supporto in più punti, in particolare nel volto della giovane il cui candore risulta ora meno evidente a causa dell’ingiallimento della carta. Seduta in terrazza, contro lo sfondo di un lago e un cielo al tramonto, la donna gode le ultime luci del giorno avvolta in un elegante abito di seta bianca. Un mantello di velluto le ricade dalle spalle fino a terra, creando il medesimo movimento descritto nell’abito da sera indossato dal personaggio femminile di Intermezzo.

Il rapporto fra la donna e il paesaggio, qui appena accennato ma intensamente suggestivo, è un tema presente anche in altre opere del pittore, tra le quali ricordo Marina (collezione privata, riprodotta sul mensile Emporium nel gennaio 1897), esposta a Milano nel 1886 assieme a Intermezzo, e L’attesa (Milano, Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"), acquaforte eseguita prima del 1899, anno in cui è utilizzata per illustrare una serie di cartoline postali.

(fonte: Laura Casone in www.artgate-cariplo.it)