Chiesa a Cassone (Paesaggio con cipressi)

Gustav Klimt, Chiesa a Cassone (Paesaggio con cipressi) | Kirche in Cassone (Landschaft mit Zypressen) | Church in Cassone (Landscape with cypresses
Gustav Klimt, Chiesa a Cassone (Paesaggio con cipressi) | Kirche in Cassone (Landschaft mit Zypressen) | Church in Cassone (Landscape with cypresses
Autore: 
Klimt, Gustav (1862-1918)
Titolo: 
Chiesa a Cassone (Paesaggio con cipressi)
Altri titoli: 
Kirche in Cassone (Landschaft mit Zypressen)
Church in Cassone (Landscape with cypresses)
Gardaseelandschaft
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1913)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
110 x 110
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: GVSTAV / KLIMT
Luogo di conservazione: 
Collezione privata
Acquisizione: 
Acquisto, 3 febbraio 2010

Provenienza:

  • Viktor e Paula Zuckerkandl, Wien, acquistato dall'artista, 1914.
  • Amalie Redlich (née Zuckerkandl), Wien (sorella di Viktor Zuckerkandl, acquistato dall'eredità di questi, 1928 e posseduto almeno fino al 1939.
  • Galerie Welz, Wien, acquistato, 1947.
  • Hans Fritz, Gerlitzen.
  • Collezione privata, Graz, acquistato da Hans Fritz, 1962).
  • Collezione privata, acquistato dal precedente.
  • Vendita, Sotheby's, London, asta Impressionist & Modern Art evening sale, 3 febbraio 2010, lotto 13, venduto per £26,921,250 (€30.725.246,00).

Mostre:

  • Wien, Klimt Gedächtnisausstellung. XCIX Ausstellung der Vereinigung Bildender Künstler Wiener Secession, 1928, n. 56 o 59 (titolato Gardaseelandschaft).
  • Graz, Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum, Gedächtnis-Ausstellung aus Anlass des 100. Geburtstages von Gustav Klimt, 1962, n. 3, illustrato a colori sulla copertina del catalogo.
  • Wien, Österreichische Galerie Belvedere, Gustav Klimt. Landscapes, 2002-03, n. 44, illustrato a colori nel catalogo.

Bibliografia:

  • Verlag H.O. Miethke (a cura di), Das Werk Gustav Klimts, 1908-14, lot V, n. 10.
  • Marie-José Liechtenstein, 'Gustav Klimt und seine oberösterreichischen Salzkammergutlandschaften', in Franz Pfeffer & Wilhelm Jenny (a cura di), Kunst in Österreich 1851-1951. Beiträge zur österreichischen Kunstgeschichte des 19. und 20. Jahrhunderts, Linz, 1951, n. 42, p. 123.
  • Christian M. Nebehay (a cura di), Gustav Klimt, Dokumentation, Wien, 1969, n. 603, illustrato p. 473.
  • Fritz Novotny & Johannes Dobai, Gustav Klimt, Salzburg, 1975, n. 185, illustrato p. 358 e tav. 86.
  • Johannes Dobai, 'Die Landschaft aus der Sicht von Gustav Klimt. Ein Essay', in Klimt-Studien, Mitteilungen der Österreichischen Galerie, Wien, 1978-79, p. 264.
  • Anselm Wagner, 'Aspekte der Landschaft bei Gustav Klimt', in Inselräume. Teschner, Klimt & Flöge am Attersee, Seewalchen, 1989, p. 51.
  • Gerbert Frodl, Klimt, London, 1992, fig. 2, illustrato a colori p. 131.
  • Alfred Weidinger, 'Der Landschaftsmaler', in Gustav Klimt (catalogo della mostra), Kunsthaus, Zurich, 1992, illustrato p. 56.
  • Alfred Weidinger, Neues zu den Landschaften Gustav Klimts, Salzburg, 1992, p. 125
  • Gilles Néret, Gustav Klimt, Köln, 1993, illustrato a colori p. 76.
  • Klimt, Kokoschka, Schiele (catalogo della mostra), Fundación Juan March, Madrid, 1995, fig. 65, illustrato p. 33.
  • Sophie Lillie, Was einmal war. Handbuch der enteigneten Kunstsammlungen Wiens, Wien, 2003, menzionato pp. 657 e 1372; illustrato p. 918.
  • Stephan Koja, 'Frisch weht der Wind der Heimat zu...' Neue Beobachtungen zur Topographie von Klimts Landschaftsbildern', in Belvedere. Zeitschrift für Bildende Kunst, 2007, pp. 211-212.
  • Alfred Weidinger (a cura di), Gustav Klimt, Munich, Berlin, London & New York, 2007, n. 217, illustrato a colori pp. 164 e 298.
  • Gustav Klimt. The Ronald S. Lauder and Serge Sabarsky Collections (catalogo della mostra), Neue Galerie, New York, 2007-08, n. 38, illustrato a colori p. 74.
  • Tobias G. Natter (curatore), Evelyn Benesch, Marian Bisanz-Prakken, Rainald Franz/Angelina Pötschner, Anette Freytag, Christoph Grunenberg, Hansjörg Krug, Susanna Partsch, Michaela Reichel: Gustav Klimt. Sämtliche Gemälde, Taschen Verlag, Köln 2012, n. 205.

Note:

Eseguito nel 1913, il magnifico Chiesa a Cassone è uno dei migliori esempi di pittura paesaggistica di Klimt. Combinando il verde lussureggiante con le case digradanti verso la superficie del lago, unisce gli elementi naturali e architettonici in una composizione armoniosa, le loro forme ad incastro creano una superficie dinamica e scintillante. La tecnica innovativa dell'artista si unisce alla sua passione per i motivi e la decorazione, oltre che al fascino per la bellezza dell'ambiente circostante, rendendo questo un vero capolavoro dell'arte di Klimt.

Raffigurante il villaggio di Cassone sul Lago di Garda in Italia, questo paesaggio è stato dipinto durante la visita di Klimt nella regione nel 1913. Klimt soggiornò sul Lago di Garda con Emilie Flöge e la sua famiglia dalla fine di luglio fino a metà settembre, e durante questo periodo eseguì tre dipinti ad olio. Presero un alloggio sulla piccola penisola vicino al paese di Malcesine, dalla quale l'artista dipinse questa veduta di Cassone, situata diversi chilometri più a sud. Inoltre fecero delle gite in barca fino a Porto di Tremosine, sulla riva opposta, da dove Klimt dipinse una veduta di Malcesine (Malcesine sul lago di Garda) e Giardino italiano ora nella collezione della Kunsthaus di Zug. Poiché Malcesine sul lago di Garda è stato distrutto, Chiesa a Cassone è l'unico dipinto di Klimt rimasto che ritrae il lago di Garda e la sua architettura.

Scrivendo di questo lavoro, Alfred Weidinger ha osservato: “La chiesa è stata dipinta da una posizione vicino alla Villa Gruber a Dosso di Ferri, nella penisola di Val di Sogno a Malcesine. Come sul lago Attersee [Forsthaus in Weissenbach I (Landhaus am Attersee) e Litzlberg am Attersee], anche per quest’opera Klimt utilizzò anche un ausilio ottico, probabilmente un telescopio con ingrandimento a 10 potenze. [...] La prospettiva nelle immagini delle case di Klimt è creata dal sistema strutturale ortogonale, da un lato, e dalla tecnica pittorica orientata alla superficie, che conserva le relazioni spaziali all'interno di una singola silhouette senza considerare alcuna modifica, dall'altro. Ciò permette all'artista di formare una connessione tra tutto ciò che è unito da un contorno sullo stesso piano. L'edificio ottagonale della chiesa, costruito nel XVII secolo, che domina Cassone, si presenta come una grande superficie appena sezionata. I cipressi, a volte posti in modo ingegnoso davanti a chiari angoli di casa, sono utilizzati come elemento stilistico di supporto. Inoltre, le zone di luce e ombra fortemente accentuate distolgono l'attenzione dall'organizzazione della superficie”(A. Weidinger (a cura di), op. cit., 2007, p. 298).

In contrasto con le sue più meticolosamente pianificate composizioni di figure, per le quali generalmente eseguiva grandi gruppi di studi a matita, non ci sono quasi mai studi preparatori per i paesaggi. In quanto tali, essi testimoniano la risposta diretta di Klimt al mondo naturale e sono i suoi dipinti più intimi e privati. Klimt costruisce la sua visione di città attraverso un audace mosaico di colori tassellati, i toni freddi del blu e del verde punteggiati dal giallo e dal rosso acceso dei tetti. Come in molte delle sue opere successive, anche qui Klimt ha utilizzato forme geometriche e una prospettiva vertiginosa, simile ai paesaggi urbani di Krumau di Schiele. L'effetto è quello di un appiattimento del paesaggio urbano, creando una superficie riccamente strutturata che tuttavia conserva una grande profondità nella sua sottile e delicata modulazione del colore. Le case sembrano impilate l'una sull'altra, ergendosi in una prospettiva drammatica, le loro forme geometriche piatte riflettono la nuova estetica radicale della Wiener Werkstätte. In questo motivo di superficie, la Chiesa a Cassone di Klimt s’ispira forse alle tecniche dell’arazzo popolare e delle vetrate colorate in cui artisti tedeschi e austriaci hanno mostrato vivo interesse nei primi decenni del XX secolo.

Un'altra importante fonte di influenza visibile nel presente lavoro è l'arte dei cubisti attivi a Parigi a quel tempo. Discutendo del dipinto di Klimt eseguito durante il suo viaggio in Italia, Stephan Koja ha commentato: “I dipinti Chiesa a Cassone e Malcesine sul Lago di Garda mostrano senza dubbio la reazione di Klimt al cubismo che aveva sperimentato durante il suo viaggio a Parigi nel 1909, e, in particolare alle opere di Egon Schiele. I due artisti discussero sicuramente del nuovo fenomeno del Cubismo, soprattutto perché Schiele aveva avuto l'opportunità di vedere dipinti cubisti nella Galleria Goltz di Monaco di Baviera nel 1912 e, inoltre, aveva chiamato uno dei suoi paesaggi cittadini "Città cubista" su una cartolina che aveva scritto in quel periodo. Entrambi gli artisti hanno tradotto questo nuovo stile in una forma di piattezza. Non era più la tridimensionalità ad interessare, ma la suddivisione in forme geometriche regolari. Klimt costruì i suoi dipinti del lago di Garda a partire da singoli strati piuttosto che da blocchi. Anche se in questi dipinti le case sono rappresentate in modo più spaziale del solito, sono sempre subordinate a un concetto di planarità generale" (S. Koja in Gustav Klimt. Landscapes (catalogo della mostra), op. cit., p. 116).

Adottando il formato quadrato per le sue tele, e quasi abbandonando la linea dell'orizzonte, Klimt ha sfidato la nozione tradizionale di pittura di paesaggio con un primo piano e uno sfondo. Ha invece trasformato la tela in un piano decorativo, costruendo una composizione simile a un mosaico con piccole pennellate di colore brillante, che conferisce al dipinto una qualità simile a un gioiello. La mancanza di cielo e la continuità del motivo conferiscono all'opera un carattere autonomo e, nonostante l'ambientazione esterna, la scena ha un carattere chiuso e autonomo. Il grande risultato di Klimt è stato quello di creare paesaggi di una qualità eterea e meditativa, con l'obiettivo di catturare lo stato d'animo o di evocare uno stato d'animo, e di permettere alle sue opere di raggiungere la qualità di un oggetto di meditazione oltre che di una visione soggettiva della natura.

Discutendo lo sviluppo del formato quadrato da parte dell’artista, Johannes Dobai scrisse: “Klimt utilizzava questa forma di immagine, suggerendo, come fa, un senso di quiete, dal 1898 ... preferendola per le sue composizioni figurative ed anche per i suoi dipinti e ritratti simbolisti. In queste opere, tuttavia, non lo utilizzava in modo così coerente come nei suoi paesaggi, che, da quel momento in poi, sarebbero stati sempre di forma quadrata. Tutti i suoi paesaggi hanno qualcosa in comune, che sembra essere simboleggiata dalla loro forma, indipendentemente da qualsiasi variazione stilistica, tutti i paesaggi sono resi fondamentalmente comprensibili come oggetti di meditazione attraverso questo semplice espediente” (J. Dobai, Gustav Klimt Landscapes, Londra, 1988, p. 11). È interessante notare che Claude Monet ha iniziato ad utilizzare la tela quadrata per le sue raffigurazioni di ninfee più o meno nello stesso periodo. Come Monet, Klimt ha utilizzato questo formato per negare le nozioni tradizionali di prospettiva e linea dell'orizzonte; gli ha permesso di trattare l'intera tela come una superficie piana continua e di utilizzare le case e gli alberi come uno strumento per creare uno motivo ritmico attraverso la composizione. Abbandonando la linea dell'orizzonte e sfumando la distinzione tra figura e sfondo, entrambi gli artisti hanno introdotto un approccio radicalmente nuovo alla pittura.

Chiesa a Cassone un tempo faceva parte di una delle più grandi collezioni di opere del primo Klimt, quella del magnate e collezionista del ferro austro-ungarico Viktor Zuckerkandl (1851-1927) e di sua moglie Paula. Viktor Zuckerkandl ed i suoi fratelli e sorelle furono tra i più grandi mecenati delle arti nella Vienna di fine secolo, e la coppia acquisì diversi dipinti estremamente importanti, tra cui quest’opera, direttamente dall'artista. Erano membri della cerchia di intellettuali, scrittori e collezionisti che includeva luminari come Ferdinand e Adele Bloch-Bauer, August e Serena Lederer e Gustav Mahler. Viktor fu anche un mecenate dell'architetto secessionista Josef Hoffmann, a cui conferì l’incarico di progettare il capolavoro architettonico Wiener Werkstatt, il Sanatorium Purkersdorf, che Viktor fondò e gestì alla periferia di Vienna. Paula Zuckerkandl fu dipinta da Klimt nel 1912, in un olio monumentale probabilmente distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Quando gli Zuckerkandl morirono senza figli nel 1927, parte della loro straordinaria collezione fu venduta e il resto passò alla famiglia di Viktor. Chiesa a Cassone entrò nella collezione di sua sorella Amalie Redlich, che, insieme alla figlia Mathilde, fu deportata a Lodz nel 1941 e non se ne ebbe più notizia. Dopo l'Anschluss nel 1938, aveva fatto in modo che i suoi dipinti fossero conservati da una compagnia di navigazione. Pagò al caposquadra della compagnia una forte tangente di 2.000 Reichsmark per garantire la custodia delle casse, ma anche se ciò avrebbe potuto impedire il sequestro dei suoi beni da parte della Gestapo, i dipinti erano comunque scomparsi dalle casse nel 1947 quando il genero di Redlich tornò e le trovò vuotie nella sede dello spedizioniere. Solo molto più tardi Chiesa a Cassone riemerse in una collezione privata. Sebbene il dipinto sia stato acquistato, in buona fede e con titolo legale, dalla famiglia dell'attuale proprietario, quest'ultimo è addivenuto ad un volontario accordo con l'erede di Amalie Redlich e Mathilde Jorisch per mettere questo magnifico dipinto all'asta.


Executed in 1913, the magnificent Kirche in Cassone is one of the finest examples of Klimt's landscape paintings. Combining the lush greenery with the houses sloping down towards the surface of the lake, it unites the natural and architectural elements into a harmonious composition, their interlocking forms creating a dynamic, shimmering surface. The artist's innovative technique is coupled with his passion for patterns and decoration, as well as with his fascination with his beautiful surroundings, making this a true masterpiece of Klimt's art.

Depicting the village of Cassone on Lake Garda in Italy, this landscape was painted during Klimt's visit to the region in 1913. Klimt stayed on Lake Garda with Emilie Flöge and her family from the end of July until mid-September, and executed three oil paintings during this time. They took a lodging on the little peninsula near the town of Malcesine, from which the artist painted this view of Cassone, situated several kilometers to the south. They also took boat trips to Porto di Tremosine, on the opposite shore, from which Klimt painted a view of Malcesine and Italienische Gartenlandschaft now in the collection of Kunsthaus, Zug. As Malcesine am Gardasee has been destroyed, Kirche in Cassone is the only remaining painting by Klimt depicting Lake Garda and its architecture.

Writing about the present work, Alfred Weidinger observed: 'The church was painted from a position near the Villa Gruber in Dosso di Ferri on the Val di Sogno Peninsula in Malcesine. As on Lake Attersee, Klimt also used an optical aid, probably a telescope with a 10 power magnification, for this work. [...] The perspective in Klimt's pictures of houses is created by the orthogonal structural system, on the one hand, and the surface-oriented painting technique, which preserves the spatial relationships within a single silhouette without considering any changes, on the other. This makes it possible for the artist to form a connection between everything which is united by an outline on the same plane. The octagonal building of the church, which was constructed in the seventeenth century and dominates Cassone, appears as a large, scarcely sectionalized, surface. The cypresses, sometimes ingeniously placed in front of clarifying house corners, are used as a supporting stylistic element. In addition, the strongly accented areas of light and shadow divert the attention from the organization of the surface' (A. Weidinger (ed.), op. cit., 2007, p. 298).

In contrast to his more meticulously planned figure compositions, for which he generally executed large groups of pencil studies, there are scarcely any preparatory studies for the landscapes. As such they bear witness to Klimt's direct response to the natural world, and are his most private, intimate paintings. Klimt builds up his vision of the town through a bold mosaic of tessellated colours, the cool blue and green tones punctuated by the bright yellow and red of the roofs. As in many of his later works, here Klimt used geometric shapes and a vertiginous perspective, similar to Schiele's townscapes of Krumau. The effect is one of a flattening-out of the townscape, creating a richly textured surface that nevertheless retains great depth in its subtle and delicate modulation of colour. The houses appear to be stacked on top of each other, rising in a dramatic perspective, their flat geometric shapes reflecting the radical new aesthetic of the Wiener Werkstätte. In this surface patterning, Klimt's Kirche in Cassone is perhaps inspired by the folk tapestry and stained glass window techniques in which German and Austrian artists took a keen interest in the first decades of the twentieth century.

Another important source of influence visible in the present work is the art of the Cubists active in Paris at the time. Discussing Klimt's painting executed during his trip in Italy, Stephan Koja commented: 'The paintings Church in Cassone and Malcesine on Lake Garda undoubtedly show Klimt's reaction to Cubism which he had experienced during his trip to Paris in 1909, and, in particular, to the works of Egon Schiele. The two artists definitely discussed the new phenomenon of Cubism, particularly as Schiele had had the opportunity of seeing Cubist paintings in the Goltz Gallery in Munich in 1912 and, in addition, had called one of his city paintings "Cubist City" on a postcard he wrote at that time. Both artists translated this new style into a form of flatness. No longer was three-dimensionality of interest, but subdivision into regular geometric shapes. Klimt constructed his Lake Garda paintings out of individual layers rather than from blocks. Even though the houses are depicted more spatially than usual in these paintings, they are still always subordinate to an overall flat concept' (S. Koja in Gustav Klimt. Landscapes (exhibition catalogue), op. cit., p. 116).

In adopting the square format for his canvases, and almost abandoning the horizon line, Klimt challenged the traditional notion of landscape painting with a foreground and a background. Instead, he transformed the canvas into a decorative plane, building a mosaic-like composition out of small brushstrokes of brilliant colour, giving the painting a jewel-like quality. The lack of sky and the continuousness of the pattern give the work an autonomous character, and despite the outdoor setting, the scene has a closed, self-contained feel. Klimt's great achievement was to create landscapes of an ethereal, meditative quality, with the aim of capturing the state of mind or evoking a mood, and allowing his works to attain the quality of an object of meditation as well as of a subjective view of nature.

Discussing the artist's development of the square format, Johannes Dobai wrote: 'Klimt had been using this shape of picture, suggesting as it does a sense of quiet, since 1898... preferring it for his figurative compositions and for his Symbolist paintings and portraits too. He did not, however, use it nearly as consistently in these works as he did in his landscapes, which, from then on, were invariably to be square in format. All his landscapes have something in common, which seems to be symbolised by their shape, regardless of any stylistic variation, all the landscapes are made fundamentally comprehensible as objects of meditation by means of this simple device' (J. Dobai, Gustav Klimt Landscapes, London, 1988, p. 11). It is interesting to note that Claude Monet started using the square canvas for his depictions of waterlilies around the same time. Like Monet, Klimt used this format to negate the traditional notions of perspective and horizon line; it allowed him to treat the entire canvas as a continuous flat surface, and to use the houses and trees as a device to create a rhythmic pattern across the composition. In abandoning the horizon line and blurring the distinction between figure and background, both artists introduced a radically new approach to painting.

Kirche in Cassone once formed part of one of the greatest early collections of Klimt's work, that of the Austro-Hungarian iron magnate and collector Viktor Zuckerkandl (1851-1927) and his wife Paula. Viktor Zuckerkandl and his siblings were among the greatest patrons of the arts in turn of the century Vienna, and the couple acquired several extremely important paintings, including the present work, directly from the artist. They were members of the circle of intellectuals, writers and collectors that included luminaries such as Ferdinand and Adele Bloch-Bauer, August and Serena Lederer and Gustav Mahler. Viktor was also a patron of the Secessionist architect Josef Hoffmann, whom he commissioned to design the Wiener Werkstatt architectural masterpiece, the Sanatorium Purkersdorf, which Viktor founded and ran on the outskirts of Vienna. Paula Zuckerkandl was painted by Klimt in 1912, in a monumental oil that was probably destroyed during the Second World War.

When the Zuckerkandls died childless in 1927, part of their extraordinary collection was sold and the remainder passed onto Viktor's family. Kirche in Cassone entered the collection of his sister Amalie Redlich, who, together with her daughter Mathilde, was deported to Lodz in 1941 and never heard of again. After the Anschluss in 1938 she had made arrangements for her paintings to be stored by a shipping company. She paid the company's foreman a hefty bribe of 2,000 Reichsmarks to ensure the safe-keeping of the crates, but while that may have prevented her property from being seized by the Gestapo, the paintings had nonetheless disappeared from the crates by 1947 when Redlich's son-in-law returned and found them empty at the shipper's premises. Only much later did Kirche in Cassone resurface in a private collection. Though the painting was acquired by the family of the present owner in good faith and with legal title, they have voluntarily agreed with the Zuckerkandl heir to offer this magnificent painting at auction.

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby's citata sopra)