Busto di donna dai capelli rossi vista di profilo

Zandomeneghi, Busto di donna dai capelli rossi vista di profilo.jpg
Autore: 
Zandomeneghi, Federico (1841-1917)
Titolo: 
Busto di donna dai capelli rossi vista di profilo
Altri titoli: 
Buste de femme rousse vue de profil
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1913
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
46 x 38
Annotazioni: 
Firma e data in alto a destra: FZandomeneghi 1913
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Durand-Ruel, Parigi (fot. n. 7679).
  • Collezione privata, Milano.
  • Luigi Bordoli, Milano.
  • Edmondo Sacerdoti, Milano.
  • Collezione privata.
  • Vendita, Bloomsbury Auctions, Roma, asta 75 - Arte del XIX secolo, 23 maggio 2012, lotto 113, invenduto.

Bibliografia:

  • 1967, E. Piceni, Zandomeneghi. Catalogo ragionato dell'opera, Busto Arsizio, n. 595.
  • 1991, R. Capitani - M.G. Piceni, a cura di: E. Piceni, Zandomeneghi. Catalogo generale dell'opera, Busto Arsizio, n. 595.
  • 2006, Fondazione Enrico Piceni, scritti di C.Testi - M.G. Piceni- E. Piceni, consulenza di R. Capitani, Federico Zandomeneghi/catalogo generale/nuova edizione aggiornata e ampliata, Milano, p. 373, n. 814 (illustrato).

Commento:

"E Federico Zandomeneghi fu proprio un impressionista veneto e toscano che visse a Parigi: fu come se in lui si fossero dati convegno alcuni fatidici momenti della storia della pittura, per rivivere insieme le loro esperienze. Ma 'Zandò', 'Nappacane', 'Ghigo' era uno di quegli esseri, così rari, fieramente antiretorici e antieroici, esseri che hanno e sanno di avere una statura umana e che riescono a ricondurre l'eroismo stesso entro l'alveo delle più umili vicende quotidiane"...
"[...] sembra giusto e opportuno chiedersi, in termini espliciti quanto Zandomeneghi dovette all'Impressionismo e in quale misura, per contro, egli contribuì ad arricchire le esperienze di quel movimento che aperse le vie all'arte moderna nel senso più proprio dell'espressione. Indiscutibilmente, il pittore veneziano nutrì viva simpatia e attrazione per la pittura di Degas: nell'ambito dell'Impressionismo - inteso in senso lato - Degas era forse il più 'classico', il meno incline alle lusinghe degli effetti estemporanei, il più parco nel compiacersi della fugacità dei giochi di luce, il più restio ad affidarsi alle seduzioni del plein air".
"[...] Se la donna di Renoir trionfa in un meriggio assolato, quella di Zandomeneghi si raccoglie un pò malinconica e tuttavia maliziosamente nel suo boudoir".

(Tratto da: Federico Zandomeneghi, catalogo generale, nuova edizione aggiornata e ampliata, Milano, 2006, pp. 40 e 28.)