Breitner, George Hendrik

 George Hendrik Breitner (foto di W. Witsen)
Cognome: 
Breitner
Nome: 
George Hendrik
Luogo di nascita: 
Rotterdam
Data di nascita: 
1857
Luogo di morte: 
Amsterdam
Data di morte: 
1923
Nazionalità: 
Olandese
Biografia: 

George Hendrik BreitnerGeorge Hendrik Breitner, praticò precocemente e con facilità il disegno e l’acquerello (1872 ca.: Amsterdam, Gabinetto delle stampe), prediligendo la rappresentazione di cavalli e scene militari (cavalieri e artiglieri), e cosí continuò all’Aja, dove si recò per seguire (1876-79) i corsi dell’accademia (il Trombettiere degli ussari gialli, 1886 ca.: Utrecht, Museo Van Baaren). Entrò in contatto con i pittori della scuola dell’Aja, lavorando nel 1880 con W. Maris e collaborando al Panorama di Scheveningen di Hendrik Mesdag. Sin da quest’epoca, cercò di essere il portavoce della realtà del suo tempo, incoraggiato in questo intento dalle sue letture (Zola, Flaubert, Manette Salomon dei Goncourt); nel 1882-83 incontrò Van Gogh e venne forse da lui influenzato nella scelta di taluni temi realisti e sociali (scene contadine ispirate a Millet eseguite nella Drenthe nel 1883 e 1885). Un soggiorno a Parigi (maggio-novembre 1884), dove frequentò lo studio di Cormon, non sembra lo influenzasse granché. Piú che le opere degli impressionisti, conobbe quelle di Courbet, Millet, Corot, e dovette interessarsi di Manet. Come Van Gogh nello stesso periodo, restò legato alla pittura olandese del XVII sec.; copiò Jan Steen e Rembrandt (la Lezione di anatomia, 1885: Amsterdam, sm). Il meglio della sua opera si colloca tra il 1885 e il 1900 ca. Stabilitosi ad Amsterdam nel 1886, Breitner scelse la vita di questa città come soggetto preferito (scene di vita quotidiana, paesaggi familiari, gente del popolo: Due donne, 1890 ca., acquerello: Otterlo, Kröller-Müller). Jan Velh, George Hendrik Breitner [1891]Capofila degli impressionisti olandesi (Verster, I. Israels, S. Bisshop-Robertson), utilizzò molto la fotografia, per necessità documentaria e per effetti d’impaginazione e di contrasto. La tecnica audace di Breitner, piú vicina a Hals che agli impressionisti, cui lo apparentano soprattutto il modernismo e l’interesse per il Giappone, è tutta suggestione espressiva, e procede a larghi tocchi rapidi o a colpi di spatola (Serata ad Amsterdam: conservato ad Anversa; Passeggiata sul ponte con tre signore, 1897 ca.: Amsterdam, sm). I suoi autoritratti (1882, 1885-86: L’Aja, gm) attestano una visione incisiva nella tradizione realistica olandese, riveduta attraverso l’istantanea fotografica. La sua tavolozza non respinge né i neri né i bruni; e ammette una gamma solo di poco piú alta negli studi, belli e vigorosi, di nudo (Rotterdam, bvb; L’Aja, gm; Amsterdam, sm; Anversa) e di interni (il Kimono rosso, 1893: L’Aja, gm). La sua prima retrospettiva ebbe luogo ad Amsterdam nel 1901. In quel momento Breitner si evolvette verso un lirismo piú oggettivo e tranquillo, forse per influsso della fotografia e stimolato da alcuni viaggi (1900, Norvegia; 1907, Belgio; 1909, Pittsburgh, Stati Uniti). L’artista è ben rappresentato nei musei olandesi, in particolare ad Amsterdam e all’Aja.

(autore: Marcel-André Stalter in Storia dell’arte Einaudi)