Acqua zurfegna a Santa Lucia

Vincenzo Caprile, Acqua zurfegna a Santa Lucia
Autore: 
Caprile, Vincenzo (1856-1936)
Titolo: 
Acqua zurfegna a Santa Lucia
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1884
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
176 x 130
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: V. Caprile 1884 / Napoli
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Acquisto alla Esposizione Nazionale di Torino, 1884
Identificativo: 
Codice ICCD 12 00491531

Notizie storico-critiche:

Formatosi presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli con Gabriele Smargiassi e Domenico Morelli, Caprile inizia giovanissimo a partecipare alle mostre delle Promotrici della sua città e alle grandi esposizioni nazionali, ottenendo la prima vera affermazione nel 1880 a Torino, alla IV Esposizione nazionale di Belle Arti, con la tela La dote di Rita, caratterizzata da un gusto narrativo affine a quello del veneziano Favretto e del primo Michetti. Negli anni Ottanta sono accolte con uguale favore le opere presentate alle grandi esposizioni internazionali, divenendo uno stimato esponente della pittura veristica, specializzato in soggetti tipicamente partenopei - scene di genere con soggetti in costume, ritratti di giovani donne, marine, paesaggi e vedute della città di Napoli - realizzati con una grande freschezza di tratto. L'Acqua zurfegna a Santa Lucia fu acquistata dallo Stato per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna all'Esposizione di Torino del 1884 (n. catalogo 441) dove riscosse un immediato successo, testimoniato dal susseguirsi della sua presenza alle esposizioni italiane e internazionali: fu esposta a Londra nel 1888, a Berlino nel 1891, alla Biennale di Venezia del 1903.Il dipinto raffigura la vendita dell'acqua allo zolfo da parte di uno scugnizzo nel rione di Santa Lucia, storico quartiere popolare di Napoli. In primo piano è rappresentato il giovane portatore d'acqua, vestito solo di un cencio intorno alla vita, il cui corpo illuminato emerge dal fondo scuro, lasciando trasparire, con un attento studio dal vero, i dettagli anatomici del corpo mal nutrito, in netto contrasto con la natura morta dei grandi orci in terracotta sul fondo. L'immagine indubbiamente richiama le illustrazioni dei mestieri e dei popolani nelle strade della città partenopea incise nel volume di Francesco de Bourcard, Usi e costumi di Napoli e dintorni, pubblicato nel 1857-1858, ma riesce tuttavia a liberarsi dalla tradizione folcloristica grazie alla monumentalità della rappresentazione e alla severità dell'impianto costruttivo.

Bibliografia:

  • Esposizione Generale Italiana, Torino 1884, n. 441.
  • The italian exhibition, London 1888, n. 13.
  • Berlin International kunst -ausstellung, 1891, n. 2819.
  • V Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia. Catalogo illustrato, Venezia 1903, n.53.
  • A. Colasanti, La Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma 1923, pp. 44-45.
  • U. Fleres, La Galleria Nazionale d'Arte Moderna in Roma, Roma 1932, p.21.
  • A. Schettini, La pittura napoletana dell'Ottocento, Napoli 1967, II, pp. 281-297.
  • Picone Petrusa M.A., Caprile Vincenzo, in La Pittura in Italia. L'Ottocento, a cura di E. Castelnuovo, 2° ed., Milano 1991, II, pp. 737-738.
  • E. di Majo, in Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Le collezioni. Il XIX secolo, Electa, Milano, 2006, p. 249.

(fonte: Catalogo Generale dei Beni Culturali)