Fantin-Latour, Henri

Fantin-Latour, Henri.jpg
Cognome: 
Fantin-Latour
Nome: 
Henri
Luogo di nascita: 
Grenoble
Data di nascita: 
1836
Luogo di morte: 
Bure (Orne)
Data di morte: 
1904
Nazionalità: 
Francese
Biografia: 

Henri Fantin-Latour (Grenoble 1836 - Buré [Orne] 1904), ricevette i primi insegnamenti dal padre, che aveva goduto un tempo a Grenoble di una certa fama di ritrattista. Giunse a Parigi bambino con la famiglia, nel 1851 entrò nello studio di Lecoq de Boisbaudran, ma fu al Louvre che scoprí i suoi veri maestri: Tiziano, Veronese, Van Dyck e Watteau. L’amicizia con Whistler lo condusse in Inghilterra, ove la sua fama si consolidò rapidamente; vi soggiornò quattro volte tra il 1859 e il 1881, entrando in contatto con i preraffaelliti, e divenendo amico di Rossetti. Il suo primo invio al Salon nel 1859 venne respinto (Autoritratto: Grenoble, Musée des Beax-Arts). Ebbe miglior fortuna nel 1861, ma, dopo un secondo scacco nel 1863, partecipò al Salon des refusés. Dal 1864 comparve sempre al Salon. Si rivelò inizialmente con ritratti, sia individuali (Edouard Manet, 1867: Chicago, Art Institute; Madame Fantin-Latour, 1877: Grenoble, Musée des Beax-Arts), sia doppi (Le due sorelle, 1859, conservato ad Anversa; Monsieur et madame Edwards, 1875: Washington, National Gallery; La lettura, 1877: Lione, Musée des Beax-Arts), sia collettivi, che restano i piú celebri e che ricordano, nel modo di raggruppare i personaggi, quelli olandesi del XVII secolo. Sono oggi raccolti al Museo d’Orsay (Omaggio a Delacroix, 1864; L'atelier de Batignolles, 1870; Un angolo di tavolo, 1872; Intorno al pianoforte, 1885) e presentano la veridica immagine di artisti e scrittori. La sua arte trovò però altre forme d’espressione, la natura morta e la composizione poetica. Le nature morte attestano, come i ritratti, una sensibilità realistica. Egli s’impegna a renderle con una pennellata minuziosa, avvolgendo la forma dei fiori, dei frutti e degli oggetti in una luce chiara e sottile. La Natura morta del fidanzamento (1869: Grenoble, Musée des Beax-Arts) è fra queste opere senza dubbio la piú emozionante. All’opposto, nelle sue composizioni creò un mondo irreale e fatato popolato di ninfe vestite di veli, che prolungava Prud’hon mescolandovi un influsso preraffaellita. La maggior parte di tali opere fu suscitata dalla sua passione per la musica. Trasse temi da Schumann, Wagner, Berlioz e volle celebrare quest’ultimo nell’allegoria L'anniversario (1876: Grenoble, Musée des Beax-Arts). La passione per l’opera lirica ispirò le sue importanti serie di litografie, dedicate soprattutto a Berlioz e a Wagner. Fu strettamente legato agli impressionisti, che incontrava al caffè Guerbois e che ammirava, ma si dissociò dal loro movimento per la sua maniera tradizionale di dipingere, il riserbo, la ricerca psicologica nei ritratti, il disegno preciso nelle nature morte, il gusto dei neri e dei grigi, le armonie di colori scuri.

(fonte: Hélène Toussaint in Storia dell'Arte Einaudi)