Marina con pescatori

De Tivoli, Marina con pescatori.png
Autore: 
De Tivoli, Serafino (1825-1892)
Titolo: 
Marina con pescatori
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1858
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
29 x 42
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: S. De Tivoli 1858
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione Mario Galli, Milano.
  • Collezione privata, Novara.
  • Collezione privata, Milano.
  • Vendita, Finarte, Venezia, asta Dipinti del XIX Secolo, 4 aprile 2009, lotto 28, invenduto.

Bibliografia:

  • D. Durbè (a cura di), I Macchiaioli, catalogo della mostra, Tokio, 1979, n. 42, p. 31

Note:

Nel 1855 Serafino de Tivoli si reca a Parigi insieme all'amico Altamura per visitare la “Terza Esposizione Internazionale” e gli studi di Décamps, Troyon e di Rosa Bonheur. L'Esposizione parigina fu un avvenimento di straordinaria importanza, che rivelò per la prima volta, con sufficiente completezza, quale fosse il panorama artistico europeo contemporaneo, ma più dei sorprendenti dipinti di Courbet, raccolti nel celebre Pavillon du Realisme, furono le opere dei paesaggisti di Barbizon che attrassero maggiormente gli artisti italiani. Il dipinto, che si pone dal punto di vista cronologico dopo questa prima importante esperienza del pittore nella capitale francese, è caratterizzato da uno studio della luce e del colore, che, attraverso i toni e la materia stessa, che si va facendo qua e là più densa, tende a distinguere le varie superfici, nel contrappuntistico gioco della luce e dell'ombra. In questa accentuazione del chiaroscuro pittorico, attraverso il quale il pittore recupera la necessaria solidità e il rilievo plastico di una visione delle cose più prossima al reale, si abbandona il disegno e la costruzione dell'immagine pittorica viene realizzata per macchie di colore. Il dipinto offre uno degli esempi più suggestivi degli studi del pittore realizzati in questi anni; la luce dorata quasi ritaglia le figure attraverso un gioco di pennellate che tolgono e immettono materia, senza indugiare troppo nei particolari, efficacemente resi da veloci tocchi di colore, come le due figurine in primo piano, o la barca tirata in secca. Nonostante la pittura en plein air, è proprio sotto la spinta del vero che nell'artista comunque riaffiorano le emozioni più remote, col ricordo di luoghi cari al suo cuore, che, fondendosi con le suggestioni visive del presente, danno vita ad un'istantanea definizione poetica.

(fonte: Catalogo della vendita Finarte, Venezia)