Corinth, Lovis

Lovis Corinth, 1913
Cognome: 
Corinth
Nome: 
Lovis
Luogo di nascita: 
Tapiau (Prussia orientale)
Data di nascita: 
1858
Luogo di morte: 
Zandvoort (Olanda)
Data di morte: 
1925
Nazionalità: 
Tedesca
Biografia: 

 

Lovis Corinth.jpgLovis Corinth entrò nel 1876 nell’accademia di pittura di Königsberg e proseguí la sua formazione presso quella di Monaco (1880-1884). Dopo un viaggio in Olanda e ad Anversa (1884), partí per Parigi (1884-1887), ove fu allievo di Bouguereau, all’Académie Julian ed eseguí numerosi studi di nudo (1885). Venne allora attratto da varie correnti, dal realismo del XVII secolo, fiammingo-olandese (Hals) a Courbet, Manet e Bastien- Lepage. Dopo un lungo soggiorno a Monaco (1891-1900) si stabilí a Berlino, ove svolse un ruolo importante nella Secessione, di cui divenne presidente nel 1911. Fino a questo momento, all’incirca, Corinth era restato fedele a un realismo possente e patetico, che talvolta interferisce con la nostalgia classicheggiante della fine dell’Ottocento, ed è impiegato in un’opera assai varia: composizioni religiose (Deposizione dalla croce, 1906: Lipsia, Museum der bildenden Künste) e bibliche (Salomè, 1899: ivi), scene di genere già ai confini dell’espressionismo, tradotte con un tocco e un colore che derivano da una sintesi originale tra Hals e l’impressionismo (tema del Macello, 1892 e 1893: Stoccarda, Staatsgalerie), nudi di robusta sensualità, vicina a quella di un Courbet (1899: Brema, Kunsthalle; 1906: Amburgo, Kunsthalle), ritratti e autoritratti (1901: Winterthur, Kunstmuseum). Una grave malattia nel 1911-1912 fece precipitare l’evolversi della sua visione. La foga e la potenza dell’esecuzione, quasi in una sorta di creazione spontanea, tendono spesso alla distruzione del motivo, in particolare nella serie di paesaggi, sovente costruiti su una dominante di blu e di verdi, che gli vengono ispirati tra il 1918 e il 1925 dalla regione di Walchensee in Baviera (1921: Saarbrücken, Moderne Galerie; Pasqua a Walchensee, 1922: New York, coll. priv.). Ostile all’espressionismo, occasionalmente si dedicò tuttavia alla semplificazione della superficie in zone piatte (Italiana con sedia gialla, 1913: New York, coll. priv.); meno nei suoi decisi autoritratti (1918: Colonia, Wallraf-Richartz-Museum; 1921: Ulm, Museo), che in talune opere tarde come il Cristo rosso (1922: Monaco, Neue Pinakothek), o il ritratto di Bernt Grönvold (1923: Brema, Kunsthalle). Gli ultimi dipinti associano paradossalmente al loro aspetto monumentale una certa dissoluzione della struttura formale a causa della scomposizione del tocco (Susanna e i vecchioni, 1923: Hannover, Landesgalerie; Ecce homo, 1925: Basilea, Kunstmuseum). Con Lieberman e Slevogt, Corinth è il rappresentante piú caratteristico dell’«impressionismo tedesco». Sue opere figurano nei musei svizzeri e tedeschi; il Musée National d'Art Moderne di Parigi ne conserva il Ritratto di Meier-Graefe (1917). L’opera dipinta conta quasi mille esemplari, l’opera incisa ne comprende piú di novecento, soprattutto puntesecche e litografie, realizzate a partire dal 1891. Il tratto rapido, aguzzo, mischiato, fa emergere il soggetto da una ricca orchestrazione di grigi (Susanna al bagno, 1920: puntasecca; la Barca di Dante, 1921-1922, id., da Delacroix; Amanti in un paesaggio, 1923, id.); mentre come litografo Corinth procede mediante velature dinamiche (Morte di Gesú, 1923); si è ispirato al XVI sec. in numerosi cicli litografati (Lutero, Anna Bolena, Götz von Berfichingen).

(fonte: Marcel-André Stalter in Storia dell’arte Einaudi)