Venezia dai giardini pubblici

Costa, Venezia dai giardini pubblici.jpg
Autore: 
Costa, Giovanni (Nino) (1826-1903)
Titolo: 
Venezia dai giardini pubblici
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1895 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
25 x 59
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: G. Costa
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Identificativo: 
3818

Note storico-critiche:

La storia di questo dipinto può essere ricostruita a partire da una lettera di Costa indirizzata a George Howard datata "September, 9, 1876", nella quale egli scrive "Ho dipinto una Venezia dai Giardini pubblici, ma è tra le nebbie argentine della mattina". Nella stessa lettera afferma che gli è stato impossibile dipingere le architetture dei palazzi veneziani, perché "gli antichi che hanno fabbricato questa incantevole città se la sono anche benissimo dipinta, e tra gli altri sopra tutti, Carpaccio e Gentile Bellini". Dalle parole del pittore sembra emergere il singolare punto di vista di questo paesaggio, in cui le magnifiche architetture rappresentano solo un romantico sfondo, oltre la vasta distesa d'acqua del canale, per quelli che sembrano essere i protagonisti del dipinto: le barche e le occupazioni dei marinai e dei cucitori di reti da pesca. I motivi, del resto, sono già noti nella sua produzione, come in "Dormono di giorno per lavorare di notte", e rappresentano alcuni tra i più significativi del pittore. Il riferimento ai grandi pittori della tradizione veneziana, inoltre, pone l'accento su un altro aspetto importante della produzione di Costa, sempre legata ai soggiorni veneziani che, come noto dalle memorie dell'artista, furono frequenti a partire dal 1848 quando vi si recò una prima volta a Venezia, per unirsi ai primi tentativi di moti anti austriaci. Già negli anni Cinquanta infatti Costa aveva manifestato interesse per la pittura veneta del Quattrocento e del primo Cinquecento, interesse che condivideva con l'amico Frederic Leighton insieme al quale si recava spesso in Laguna; lì un tal Simonetti aveva mostrato loro i segreti della tecnica della pittura veneta attraverso opere di Bassano, Giorgione, Schiavone, Tiziano. Tali lezioni confluirono nella messa a punto, sempre insieme a Leighton, di una particolare tecnica pittorica fondata sul mezzo tono grigio, che rielaborava i procedimenti della tradizione veneta. Ad ogni modo, in quel soggiorno veneziano del 1876 Costa lavora con Edith Murch, futura moglie di Matthew Ridley Corbet e dipinge numerose vedute della citta, fra le quali probabilmente un dipinto esposto nel 1882 alla Fine Art Society di Londra con il titolo "Morning at Venice". Una veduta di Venezia vicina al presente dipinto, ma da una diversa angolazione, di proprietà del reverendo Stopford W. Brooke, invece, ha partecipato alla mostra commemorativa del 1927 in Campidoglio.

(fonte: catalogo.beniculturali.it)