Venezia

Emma Ciardi, Venezia
Autore: 
Ciardi, Emma (1879-1933)
Titolo: 
Venezia
Altri titoli: 
Rio di San Giovanni e Paolo
Rio di San Giovanni e Paolo a Venezia
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1925
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
37 x 49,5
Annotazioni: 
Firmato in basso a destra: Emma Ciardi
Sul verso, sulla tavola, al centro a inchiostro: Emma Ciardi / Venezia/ 1925; etichetta cartacea a stampa “THE FINE ART SOCIETY, LTD./ 148, NEW BOND STREET, LONDON, W. L.” con iscrizione a penna: “Rio di San Giovanni e Paolo/ Emma Ciardi/ [N.] 6/ 1928”
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde / Ca de Sass, Milano, Italia
Inventario n.: 
AI01482AFC

Provenienza:

  • Londra, The Fine Art Society (1928).
  • Finarte, asta 510, Milano, 4 giugno 1985.

Mostre:

  • 1928, Londra, (catalogo non reperito).

 

Bibliografia:

  • Dipinti del XIX secolo e dipinti dal XV al XVIII secolo, Asta 510, Finarte, Milano, 1985, n. 30, p. 11, ill. (Rio di San Giovanni e Paolo).
  • Paola Zatti, Emma Ciardi, Rio di San Giovanni e Paolo a Venezia, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. Il Novecento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 2000, n. 72, pp. 101-102, ill. p. 102.
  • Esposizioni e aste, in Myriam Zerbi, Emma Ciardi 1879-1933. La vita e le opere, catalogo della mostra, Stra, Museo nazionale di Villa Pisani, 22 febbraio - 23 maggio 2009, Umberto Allemandi, Torino, 2009, p. 199.

Note:

Il dipinto, acquistato nel 1985, reca sul verso l’etichetta cartacea della Fine Art Society, galleria londinese che nel 1928 commissiona a Emma Ciardi cinquantuno opere da esporre quello stesso anno in una mostra personale, seguita da una seconda nel 1933. La data 1928 riportata sull’etichetta permette di identificare l’opera in Collezione con una di quelle esposte in tale circostanza, probabilmente Venezia Campo Santi Giovanni e Paolo (rispettivamente ai numeri 5 e 39 del catalogo). L’esposizione sancisce il successo della pittrice nel mercato anglosassone, dove si afferma sin dai primi anni Dieci del Novecento quando le Leicester Galleries di Londra ospitano due sue personali (1910 e 1913). Le vedute veneziane, soggetto derivato dalla lezione del padre Guglielmo e dall’esempio del fratello Beppe, le scene in costume settecentesco, gli scorci di giardini di ville italiane, condotti con una pittura rapida e sensibile agli effetti luministici, attirano l’interesse di pubblico e critica, facendole guadagnare anche il favore del collezionista londinese Sir Edmund Davis che alla personale del 1928 acquista Diaphanous day (1924), destinandolo alle raccolte della Tate Gallery.
Esempio della sua tarda pittura di paesaggio, l’opera in Collezione raffigura una veduta del Rio dei Mendicanti, nei pressi di Campo Santi Giovanni e Paolo: il canale, animato da alcune imbarcazioni, è rischiarato da un limpido sole che accende di riflessi dorati i caseggiati sulla riva destra, lasciando in penombra il fianco dell’ex Ospizio di San Lazzaro dei Mendicanti (oggi parte dell’Ospedale Civile) di cui è visibile, a sinistra, la facciata della chiesa annessa. Il dipinto riprende nell’iconografia un luogo topico del vedutismo veneziano settecentesco e, più precisamente, sembra rifarsi a un’opera del Canaletto, Veduta di Venezia: Rio dei Mendicanti (1724-1726 circa, Venezia, Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano), di certo nota alla Ciardi.

(fonte: Laura Casone in www.artgate-cariplo.it)