Veduta del lago Maggiore

Lorenzo Gignous, Veduta del lago Maggiore
Autore: 
Gignous, Lorenzo (1861-1958)
Titolo: 
Veduta del lago Maggiore
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1885 - 1890 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
100 x 190
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: LGignous
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde / Gallerie d’Italia Piazza Scala, Milano, Italia
Acquisizione: 
Proveniente dalla Collezione dell'Istituto Bancario Italiano, 1991
Identificativo: 
AH02030AFC

Provenienza:

  • Collezione Istituto Bancario Italiano, dal 31 dicembre 1988 al 19 dicembre 1991.

Bibliografia:

  • Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 262, illustrazione n. 502.
  • Giuseppe Fusari, Lorenzo Gignous, Veduta del Lago Maggiore, in Luci e colori del vero. Genti e paesi nella pittura veneta e lombarda dalle collezioni Ambroveneta-Banca Intesa e Fondazione Cariplo, catalogo della mostra, Monza, Serrone della Villa Reale, 20 novembre 1998 -  24 gennaio 1999, Electa, Milano, 1998, n. 66, p. 133, illustrato.
  • Sergio Rebora, Lorenzo Gignous, Veduta del Lago Maggiore, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano , 1999, n. 100, pp. 181-182, illustrato.
  • Paola Segramora, Lorenzo Gignous, Veduta del Lago Maggiore, in Fernando Mazzocca, a cura di, Il paesaggio dell’Ottocento a Villa Reale. Le raccolte dei musei lombardi tra Neoclassicismo e Simbolismo, catalogo della mostra, Monza, Serrone della Villa Reale, 20 marzo - 11 luglio 2010, Allemandi, Torino, 2010, n. VII. 3, p. 146, illustrato.
  • Elena Lissoni, in Fernando Mazzocca, a cura di, Da Canova a Boccioni. Le collezioni della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo, Skira, Milano, 2011, n. XI.167, p. 240, illustrato.
  • Giovanna Palamidese e Lucia Molino, a cura di, Il Dialogo Infinito con la Natura. Capolavori d'arte da Induno a De Pisis, da Morandi a Morlotti, catalogo della mostra, Legnano, Palazzo Leone da Perego, 2 dicembre 2017 - 4 marzo 2018, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2017, n. 15, pp. 56-57.
  • Elena Pontiggia e Lucia Molino, a cura di, Armonie verdi. Paesaggi dalla Scapigliatura al "Novecento", catalogo della mostra, Verbania, Museo del Paesaggio, 25 marzo - 30 settembre 2018, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2018, n. 5, pp. 30-31.

Note:

Nel 1884 Lorenzo Gignous aveva ottenuto il Premio Mylius all’Accademia di Belle Arti di Brera per il paesaggio storico, quell’anno con soggetto libero, con una veduta di Sesto Calende (Milano, Accademia di Brera), località sul lago Maggiore dove sbarcarono i reggimenti dei Cacciatori delle Alpi guidati da Garibaldi nel maggio del 1859. A partire da questo successo espositivo, amplificato da una replica dell’opera eseguita per il ministro Riccardo Bianchi, il pittore avvia un repertorio di paesaggi del lago Maggiore e delle località di Pallanza, Miazzina e Sesto Calende, destinato a contraddistinguere in maniera definitiva la sua produzione più nota e popolare, tra i quali Veduta del lago Maggiore presso Sesto Calende (Collezione Banca Intesa). Riferibile alla seconda metà degli anni ottanta dell’Ottocento per le stringenti analogie stilistiche con i paesaggi lacustri di questo periodo, l’opera in mostra ritrae la sponda piemontese del lago Maggiore, ripresa dalla riva dell’isola dei Pescatori. La veduta ampia e spaziata è arricchita da numerosi dettagli che guidano lo spettatore dal primo piano, con le figure dei pescatori e delle loro compagne affaccendate attorno alle loro barche, fino alla costa opposta, dove si distinguono le dimore signorili – la bianca e imponente villa Durazzo e la rossa e caratteristica villa Henfrey-Branca – e, in successione, la città di Baveno dominata dalle cave di marmo, seguita dal Montorfano. Una fitta trama di pennellate abbreviate e filamenti di diversa corposità suggerisce la consistenza del prato in primo piano, mentre il cielo e la distesa delle acque sono resi con una condotta pittorica più fluida e trasparente, attraverso la quale il pittore restituisce l’atmosfera vibrante del lago. Una puntuale corrispondenza nel soggetto e nel taglio compositivo tra quest’opera e Il lago Maggiore e Baveno dall’isola dei Pescatori di Eugenio Gignous, zio di Lorenzo ed esponente di punta del Naturalismo lombardo, rivela la stretta dipendenza tematica e stilistica del giovane allievo verso il proprio modello di riferimento. I frequenti soggiorni nel Verbano, ospite a Stresa, dove Eugenio si era trasferito con la famiglia dal 1887, favorirono la definizione del repertorio tematico di Lorenzo sui luoghi e sui modelli pittorici già affrontati dallo zio, replicati in innumerevoli versioni fino alla maturità, come attesta Case e montagne, anch’esso nella Collezione d’arte di Fondazione Cariplo.

(fonte: Elena Lissoni - http://www.artgate-cariplo.it/it/opere-in-mostra/in-esposizione/in-esposizione.html)


La struttura compositiva del dipinto risulta estremamente simile a quella di una nota tela di Eugenio Gignous, zio di Lorenzo, Il lago Maggiore e Baveno dall'Isola dei Pescatori, anch'essa di ampie dimensioni e raffigurante lo stesso soggetto. Del prototipo segnalato, non datato ma riferibile alla prima metà degli anni Ottanta, l'opera in questione ripropone infatti il taglio panoramico accentuatamente orizzontale e la scelta d'inserire in primo piano la sponda dalla quale è ripresa la scena. Inoltre anche nel nostro dipinto, come in quello di Eugenio Gignous, le rive dell'isola sono animate dalle "macchiette" dei pescatori e delle loro compagne affaccendati intorno alle barche rientrate, episodio che l'artista descrive appena confondendo le figurine con l'ambiente circostante per non fare di questo elemento "pittoresco" il perno della composizione. Veduta del Lago Maggiore si distingue tuttavia per una marcata attenzione verso i dettagli che ci consentono di riconoscere con precisione il luogo raffigurato. Sulla sponda piemontese del lago si riescono infatti a distinguere sulla sinistra la sagoma rossa e turrita della celeberrima Villa Maria, nota anche come Villa Branca, e in successione la veduta di Baveno, dominata dalle cave di marmo e seguita dal Montorfano. I dipinti di Lorenzo ed Eugenio sono assimilati anche dalla scelta dello stesso clima atmosferico, obnubilato e contraddistinto dalle tonalità basse e attenuate del verde e del marrone in tutte le loro gradazioni per restituire la fisionomia del paesaggio lacustre, contrapponendole la "sinfonia" madreperlacea di un cielo che si riflette nelle acque. Lorenzo Gignous realizza numerosi altri paesaggi sulle rive del Verbano, come Veduta di Pallanza ora in collezione privata e soprattutto Sesto Calende, appartenente alle collezioni dell'Accademia di Brera, con la quale il giovane artista nel 1884 consegue il premio Mylius per il paesaggio storico. Attraverso il confronto con questo dipinto anche Veduta del Lago Maggiore può essere datato alla metà degli anni Ottanta.

(fonte: Sergio Rebora - http://www.edixxon.com/fondcariplo/arte_800/02_opere/1100.html)