Veduta del lago di Nemi con la città di Genzano sullo sfondo

Jean Achille, Benouville, Veduta del lago di Nemi con la città di Genzano sullo sfondo | Vue du lac de Nemi avec la ville de Genzano, en arrière-plan
Autore: 
Benouville, Jean Achille (1815-1891)
Titolo: 
Veduta del lago di Nemi con la città di Genzano sullo sfondo
Altri titoli: 
Vue du lac de Nemi avec la ville de Genzano, en arrière-plan
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1845)
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Acquerello e gouache e pietra nera, su uno schizzo a penna e inchiostro marrone su carta
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
37 x 56,3
Luogo di conservazione: 
Fondation Custodia / Collection Frits Lugt, Paris, France
Acquisizione: 
Acquisto da Nicolaas Teewisse, 2010
Identificativo: 
2010-T.6

Commento:

Questo superbamente preservato, grande foglio mostra una sezione pittoresca della riva del lago di Nemi, nei Colli Albani, una trentina di chilometri a sud-est di Roma. Sin dai tempi antichi il paesaggio spettacolare intorno al lago di Nemi aveva esercitato una grande attrazione sui patrizi romani che qui avevano costruito le loro ville alla ricerca di tranquillità e svago. Sullo sfondo si può scorgere il profilo della città di Genzano, arroccata come un nido d'aquila su una catena montuosa.
Nei secoli XVIII e XIX il lago, che è di origine vulcanica, diviene una delle mete preferite degli artisti che risiedono a Roma. Pittori come John Robert Cozens, Jakob Philipp Hackert e William Turner hanno immortalato il Lago di Nemi con vedute panoramiche del lago e delle sue ripide, scoscese sponde. Così che il punto di vista scelto da Benouville risulta insolito: sulla riva del lago, di cui l'artista ci dà un dettagliato e meravigliosamente approfondito primo piano del fogliame delicato di un leccio, un tronco d'albero caduto, cespugli e massi. La quiete maestosa del vasto paesaggio è impressionante. Con finezza e vivacità l'artista ha catturato il gioco mutevole della luce sulla superficie immobile dell'acqua. La tecnica dell'acquerello di Benouville, che evoca transizioni incredibilmente morbide e il chiaroscuro più raffinato, è un esempio di vera maestria, la freschezza della sua osservazione della natura gli conferisce una bellezza senza tempo. L'artista uscito dalla scuola di Léon Cogniet e François Picot, nel 1838 intraprende quello che doveva essere il primo di diversi viaggi in Italia. Un soggiorno di alcuni mesi a Roma nel 1843, durante il quale Benouville collabora strettamente con Corot, si dimostra un'esperienza molto formativa. Da allora in poi il paesaggio italiano, immerso nel suo speciale bagliore mediterraneo, diventa il tema centrale della sua arte. Di particolare importanza in questo senso sono le tempere e gli acquerelli di Benouville, apparse regolarmente dal 1844 in poi. La loro vivacità, la leggerezza del tocco e l'uso fluido del colore li collocano stilisticamente da qualche parte tra Pierre Henry de Valenciennes e Corot.

(fonte: Catalogo 2010 della Nicolaas Teeuwisse OHG)

Provenienza:

  • Vendita, Jean-Achille Benouville, Paris (Hôtel Drouot), 16 gennaio 1901, n. 209, 217 o 233 (mancanza di precisione nel catalogo della vendita).
  • Nicolaas Teuwisse, mercante d'arte, Berlin (cat. X, 2010, n. 15, illustrato).