In vedetta

De Nittis, In vedetta.png
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884)
Titolo: 
In vedetta
Altri titoli: 
Giovane donna con cappellino
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (primi anni 1880)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
92 x 61
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: De Nittis
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione A. Sommaruga, Parigi.
  • Collezione P. Stramezzi, Crema.
  • Galleria d'Arte Martina, Torino.
  • Vendita, Sotheby's, Milano, asta MI0293 - 19th Century Paintings and Sculpture, 18 giugno 2008, lotto 53, invenduto.
  • Vendita, Sotheby's, Milano, asta Old Master Paintings, XIX Century Paintings, Furniture, Ceramics and Works of Art and Books, 9 giugno 2009, lotto 109, invenduto.

Commento:

Esposto in occasione della prima mostra retrospettiva dedicata a Giuseppe De Nittis nel corso dell'undicesima edizione della Biennale di Venezia nel 1914, In vedetta, oltre a fermare come in un'istantanea fotografica la spontaneità del sorriso della giovane donna che sembra essersi voltata per caso in direzione del pittore, documenta una delle peculiarità linguistiche che hanno qualificato la pittura dell'artista di Barletta a partire dagli inizi degli anni ottanta: quella del "non finito". Dotato di un talento istintivo e supportato dall'intelligenza vivace della moglie Léontine, quando nel 1872 De Nittis si stabilisce a Parigi, intuisce prontamente le esigenze del pubblico parigino e sarà la capacità di calarsi nella realtà della vita della capitale e, soprattutto, di restituirne il fascino e lo sfavillio nelle proprie tele, a farlo diventare in poco più di un biennio il celebrato artista della vita urbana e mondana. Apprezzato da critica e pubblico per la freschezza delle sue vedute, sempre vivacizzate dallo spettacolo quotidiano della popolazione - si ricordino Che freddo!, esposto al Salon nel 1874, una raffigurazione del Bois de Boulogne in una gelida mattina d'inverno, o Place des Pyramides, del 1875, riacquistato dall'artista dal mercante Goupil per farne dono al museo del Luxembourg - il De Nittis sul finire degli anni settanta sposta la propria attenzione sulla figura femminile, che da semplice presenza "decorativa" diviene Donna. E se, come ricorda Piceni, De Nittis "della donna studiò spesso più il vestito che l'anima" (cfr. Piceni, De Nittis, Milano 1955, pag. 145), nello scorcio dei primi anni ottanta, periodo al quale è riferibile In vedetta, il pittore muta il proprio atteggiamento e lo fa anche adottando un nuovo registro linguistico. De Nittis sembra perdere progressivamente l'interesse per l'ambiente cittadino, per il momento mondano, per l'abito alla moda, che risolve con veloci pennellate appena sporcate con colori molto diluiti, e si focalizza invece, in una sorta di gioco dialettico tra finito e non finito, solo sul volto condotto attraverso pennellate più costruttive e materiche che ci restituiscono la psicologia e la vitalità dei suoi soggetti. In vedetta, dunque, se nel titolo sembra ricondurre solo al dipinto di una giovane che assiste ad una corsa di cavalli, diventa invece ritratto psicologico è riflesso di tutte le nuove potenzialità espressive della pittura del suo autore.

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby's, Milano, 9 giugno 2009)

Mostre:

  • Venezia, XI Biennale, 1914, pag. 127, n. 64.

Bibliografia:

  • E. Piceni, De Nittis, Milano 1955, pag. 185.
  • M. Pittaluga, E. Piceni, De Nittis, Milano 1963, n. 490.
  • P. Dini, G. L. Marini, De Nittis, Torino 1990, catalogato nel vol. I, pag. 409, n. 782 e illustrato nel vol. II, n. 782 in bianco e nero.