Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori [1842-1845 circa]

Francesco Hayez, Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori [1842-1845 circa]
Autore: 
Hayez, Francesco (1791-1882)
Titolo: 
Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1842 - 1845 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
95,3 x 125,1
Luogo di conservazione: 
Collezione privata
Acquisizione: 
Acquisto, 18 novembre 2004

Provenienza:

  • Conte Rudolph von Lutzow (commissionato direttamente all’artista).
  • Vendita anonima, Dorotheum, Vienna, 1919/1920.
  • Franz Kromer, Vienna (acquistato nella vendita di cui sopra) e poi ai suoi eredi.
  • Vendita, Christie’s, London, asta 6961 - 19th Century European art Including Spanish pictures, 18 novembre 2004, lotto 46, venduto per £106,050.

Bibliografia:

  • C. Cantu, Album: Esposizione di Belle Arti in Milano, 1845, pp. 19-26.
  • F. Hayez, Le mie memorie, a cura di G. Carotti, 1890, p. 277.
  • S. Coradeschi, L'opera completa di Francesco Hayez, Milano, 1971, p. 95, n. 152c.
  • F. Mazzocca, Francesco Hayez: Catalogo ragionato, Milano, 1994, p. 293, n. 280 (illustrato da una incisione di Gandini).

Note storico-critiche:

La scoperta di questo dipinto inedito è un'aggiunta importante all'opera di Francesco Hayez. Il dipinto era conosciuto attraverso fonti letterarie e testuali e da un'incisione di Domenico Gandini (disegnata da Carlo Picozzi), che fu inclusa in una popolare pubblicazione illustrata intitolata Album, Esposizione di Belle Arti a Milano. Sappiamo dagli archivi dell'artista che questo dipinto fu commissionato dal conte Rudolph von Lutzow, primo internunzio a Costantinopoli e poi ambasciatore dell'impero austriaco a Roma (1827-1848), dove rappresentava suo nonno, il Cancelliere imperiale principe Matternich. Lo zio del conte von Lutzow era anche un raffinato collezionista di importanti opere italiane del diciannovesimo secolo e possedeva un dipinto di Hayez intitolato La morte di Giselda (1844).

Questo capolavoro rappresenta la terza e più riuscita versione del tema ispirato alla storia di Venezia. Hayez ha utulizzato il soggetto per la prima volta nel 1832 per un quadro più piccolo dipinto per Antonio Patrizio. La seconda versione più grande fu dipinta nel 1835 per la contessa Clara Maffei e una quarta versione, la cui attuale collocazione è ignota [1], fu dipinta intorno al 1845 per un mercante di Vienna.

Quando la prima versione apparve alla mostra di Brera a Milano nel 1832, il volantino illustrato della mostra indicava che il soggetto era ispirato al romanzo francese Foscarini ou le patricien de Venise. La scena ritrae Valenza Gradenigo, una nobildonna veneziana, che viene condotta davanti agli Inquisitori di Stato, tra cui suo padre, per aver tentato di salvare l'uomo che amava. L'uomo era Antonio Foscarini, il senatore veneziano, giustiziato nel 1662 per tradimento. La sua storia fu pubblicata come opera eponima nel 1827 e, sebbene non fosse la fonte diretta del dipinto, potrebbe averlo ispirato, così come un'altra opera di Hayez, Foscarini che ricusa di sposare Valenza Gradenigo il giorno delle nozze perché la trova bionda di capelli (esposta a Brera nel 1833).

Hayez ha modificato leggermente la composizione delle versioni precedenti in due modi. In primo luogo, ha aggiunto due personaggi alla scena: un giovane, che è quasi nascosto nell'estrema sinistra; e uno scriba, seduto alla sua scrivania, che è caratterizzato da un certo realismo. In secondo luogo, ha migliorato l'articolazione delle loro posizioni. Il padre, per esempio, è spostato al centro della scena, separato dagli altri due Inquisitori, con i quali inizialmente formava un solo gruppo, mentre la sfortunata eroina rimane collocata sulla destra, ma questa volta sorretta da un giovan paggio invece di un vecchio come nelle versioni precedenti. In questo dipinto, l'artista ha dato maggiore pathos all'intera scena, grazie alla più sofisticata messa in scena e all'intensità emotiva dei personaggi. L'insieme trasmette un'atmosfera carica di suspense e suggestione e la tecnica è degna di nota per le raffinate pose teatrali delle figure e le tonalità irridescenti dei materiali. L'artista isola la protagonista, donandole un particolare aspetto traslucido e luminoso che armonizza i toni pallidi del vestito con il pallore delle sue braccia.

(fonte: Catalogo della vendita Christie's citata sopra)

[1] L'opera, riapparsa sul mercato antiquario, scoperta da un abile e fortunato collezionista, e, passo decisivo, attribuita ad Hayez, è stata esposta, insieme alle altre tre versioni nelle sale della Galleria d'Arte Moderna di Milano dal 14 novembre 2018 al 17 febbraio 2019 nella mostra Hayez. Un capolavoro ritrovato.