Valenza Gradenigo al cospetto dell'inquisitore suo padre

Francesco Hayez, Valenza Gradenigo al cospetto dell'inquisitore suo padre
Francesco Hayez, Valenza Gradenigo al cospetto dell'inquisitore suo padre
Autore: 
Hayez, Francesco (1791-1882)
Titolo: 
Valenza Gradenigo al cospetto dell'inquisitore suo padre
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1832
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
40 x 59
Luogo di conservazione: 
Museo Villa Carlotta, Tremezzo (Como), Italia
Acquisizione: 
Deposito dell'Accademia di Belle Arti di Brera, 1966
Inventario n.: 
1980, 182 | 03 00663578 (Catalogo Generale Beni Culturali)

Provenienza:

  • Donazione di Stefano Stampa all'Accademia di Belle Arti di Brera, 1900.

Notizie storico-critiche:

Il dipinto, esposto a Brera nel 1832 insieme alla prima versione del "Due Foscari", è il primo delle molte versioni che Hayez realizzerà negli anni successivi. Il soggetto della tela, ripreso probabilmente dal romanzo francese "Foscarini ou le patricien de Venise", per le valenze passionali legate alla mitologia romantica dei versanti più oscuri della storia veneziana godette infatti di molta fortuna. Nel 1835, venne eseguita la seconda versione, oggi persa, per l'amico e consulente Andrea Maffei destinata in dono alla moglie e documentata in un'acquatinta pubblicata su "Le Glorie" quello stesso anno, in un'incisione di G. Guzzi su "Le Gemme" del 1846 e, ancora, riprodotta in una miniatura da Pietro Bagatti Valsecchi forse esposta a Brera nel 1850, ed oggi conservata alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Un'altra versione, databile 1836, venne riprodotta per l'ambasciatore austriaco il conte Rodolfo di Lutzow, mentre l'ultima versione, non rintracciata, è menzionata in un elenco manoscritto di Hayez come eseguita per un commericiante viennese. Nel 1833, il maestro realizzerà un altro episodio per la mostra di Brera, il "Foscarini che ricusa di sposare Valenza Gradenigo il giorno delle nozze perchè la trova bionda di capelli.". Per le dimensioni ridotte della tavola, Hayez giocò più sulla definizione dei particolari che sull'impianto compositivo, ridotto ad uno schema teatrale molto semplice.

(fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it)