Un palco al Théâtre des Italiens

Eva Gonzalès, Un palco al Théâtre des Italiens | Une loge aux Italiens
Autore: 
Gonzalès, Eva (1849-1883)
Titolo: 
Un palco al Théâtre des Italiens
Altri titoli: 
Une loge aux Italiens
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1874 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
97,7 x 130
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: Eva Gonzalès
Luogo di conservazione: 
Musée d’Orsay, Paris, France
Acquisizione: 
Trasferito dal Musée du Louvre, 1986
Identificativo: 
RF 2643

Provenienza:

  • Vendita Eva Gonzalès, Paris, Hôtel Drouot, 20 febbraio 1885, n. 47.
  • Collezione Guérard, Henri, marito dell'artista.
  • Collezione Guérard, Jean, figlio dell'artista, ? - 1927.
  • Dono di Jean Guérard au Musée du Louvre, 1927.
  • Musée du Louvre, 1927-1955
  • Musée de Nice, 1955-1957.
  • Musée du Louvre, Jeu de Paume, 1957-1986

Mostre:

  • Salon de la Société des artistes français, Palais des Champs Elysées, Paris, 1879.
  • Eva Gonzales, Paris, 1885.
  • Exposition Universelle - Exposition centennale rétrospective de l'Art français de 1800 à 1889, Galeries nationales du Grand Palais, Paris, 1900.
  • Eva Gonzales, Galerie Bernheim-Jeune, Paris, 1914.
  • Impressionistinnen : Morisot, Cassatt, Gonzalès, Bracquemond, Schirn Kunsthalle Frankfurt, 2008.
  • Women Impressionists. Berthe Morisot, Mary Cassatt, Eva Gonzalès, Marie Bracquemond, California Palace of the Legion of Honor, San Francisco, 2008.
  • Manet et le Paris moderne, Mitsubishi Ichigokan Museum, Tokyo, 2010.
  • Rêve et réalité, Seoul Art center, Seoul, 2011.
  • Rêve et réalité, National Museum of Singapore, Singapore, 2011.
  • Musée d'Orsay. Capolavori, Complesso del Vittoriano, Rom, 2014.
  • Faces of Impressionism. Portraits from the Musée d'Orsay, Kimbell Art Museum, Fort Worth,2014.
  • Scènes de la vie impressionniste, Musée des Beaux-Arts, Rouen, 2016.
  • Manet e la Parigi moderna, Palazzo Reale, Milano, 2017..

Bibliografia:

  • Bazin, Germain ; Adhémar, Hélène ; Sérullaz, Maurice, Catalogue des peintures, pastels, sculptures impressionnistes, Réunion des musées nationaux, Paris, 1958.
  • Adhémar, Hélène ; Dayez-Distel, Anne, Musée du Jeu de Paume - Catalogue rédigé, Editions des musées nationaux, Paris, 1977.
  • Compin, Isabelle ; Roquebert, Anne, Catalogue sommaire illustré des peintures du Musée du Louvre et du Musée d'Orsay, Réunion des musées nationaux, Paris, 1986.
  • Compin, Isabelle [coordination] ; Lacambre, Geneviève [coordination] ; Roquebert, Anne, Musée d'Orsay. Catalogue sommaire illustré des peintures, Réunion des musées nationaux, Paris, 1990.

Commento:

Il tema della sala di spettacolo e più in particolare del palco, luogo deputato ai contatti mondani, è stato spesso affrontato dagli impressionisti. In quest'ambito, l'opera più celebre è senza dubbio Il palco (Londra, Courtauld Institute Galleries) che Renoir invia alla prima mostra impressionista del 1874. Il quadro di Eva Gonzalès risale allo stesso periodo. A quanto pare, la prima versione dell'opera sarebbe stata inizialmente rifiutata al Salon del 1874. In seguito, dopo vari rimaneggiamenti, il dipinto fu esposto al Salon del 1879 ricevendo, peraltro, grandi consensi.

La giovane pittrice si proclama allieva di Manet il quale le dà consigli d'amico. Questa filiazione è facilmente riconoscibile sia per la scelta di un soggetto "moderno", sia per le contrapposizioni evidenti che fanno risaltare su uno sfondo cupo la luminosità delle carni e delle stoffe chiare. Il mazzo di fiori appoggiato sul bordo del palco è quasi una citazione del maestro e ricorda quello offerto a Olympia. Gli studiosi si sono chiesti se, per caso, Manet non abbia in qualche modo contribuito all'elaborazione del quadro dato che esiste una versione a pastello, realizzata proprio dal padre dell'Impressionismo, rimasta allo stato di schizzo. La singolare imperturbabilità dei personaggi raffigurati, ovvero il marito dell'artista, Henri Guérard, e sua sorella, Jeanne Gonzalès – richiama alla mente anche la decisione di Manet di non fornire mai allo spettatore un'interpretazione esplicita di un soggetto, evitando in questo modo di cadere nell'aneddoto e nel facile sentimentalismo.

(fonte: Musée d'Orsay)