Tutto è gioia

Leonardo Bazzaro, Tutto è gioia
Autore: 
Bazzaro, Leonardo (1853-1937)
Titolo: 
Tutto è gioia
Altri titoli: 
Meriggio
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1899)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
101 x 161
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: L. Bazzaro
Sul verso reca le etichette della mostra di Milano (1939)
Luogo di conservazione: 
Collezione privata, Milano
Acquisizione: 
Eredità

Provenienza:

  • Miazzina, collezione Luigi Secchi
  • Milano, collezione Francesco Secchi.

Mostre:

  • 1899, Venezia, Palazzo dell’Esposizione, Terza Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, Sala Q - Corporazione dei Pittori e Scultori Italiani, n. 1.
  • 1901, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Esposizione Annuale di Primavera, Sala B, n. 50.
  • 1939, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Leonardo Bazzaro pittore. Mostra postuma, Sala II, n. 21.
  • 2015, Leonardo Bazzaro. La dolce vita en plein air, 23 ottobre - 20 dicembre, Milano, Gallerie Maspes, n. 2.

Bibliografia:

  • Catalogo illustrato. Terza Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, catalogo della mostra (prima edizione), (Venezia, Palazzo dell’Esposizione), Premiato Stabilimento di Carlo Ferrari, Venezia 1899, p. 71.
  • P. De Luca, III Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia, Bari 1899, p. 163.
  • Guida spiegativa dell’Esposizione. Sale P e Q - Corporazioni dei Pittori e scultori italiani, in “Il Gazzettino”, a. XIII, n. 147, 29 maggio 1899, p. 5.
  • S.D. Paoletti, La IIIa Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia 1899 - I. La pittura, in “Natura ed Arte”, fasc. XIX, 1 settembre 1899, Casa Editrice Dott. Francesco Vallardi, Milano, p. 536.
  • Goliardo II, Arte e Artisti. Terza esposizione internazionale d’arte. VIII. Ancora l’Italia. La corporazione dei pittori e scultori, in “Avanti!”, a. III, n. 981, 9 settembre 1899.
  • Catalogo. Esposizione Annuale di Primavera, catalogo della mostra, (Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente), Tip. C. Monti, Milano 1901, p. 13.
  • G. Borelli, Notizie artistiche. L’inaugurazione della Permanente, in “L’Alba”, 1 maggio 1901.
  • A. Risi, Artisti contemporanei: Leonardo Bazzaro, in “Emporium”, vol. XVII, n. 101, maggio 1903, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Editore, Bergamo, p. 339.
  • A. Massara, Profili. Leonardo Bazzaro, in “Verbania”, a. II, nn. 1-2, gennaio-febbraio 1910, p. 5.
  • A.M. Comanducci, I pittori italiani dell’Ottocento. Dizionario critico e documentario, Casa Editrice Artisti d’Italia S.A., Milano 1934, p. 42.
  • Leonardo Bazzaro pittore. Mostra postuma, catalogo della mostra, (Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente), Arti Grafiche E. Gualdoni, Milano 1939, p. 12 (con il titolo Meriggio).
  • G. Piovene, La mostra postuma di Leonardo Bazzaro, in “Corriere della Sera”, 13 febbraio 1939, (con il titolo Meriggio).
  • Le Mostre d’arte a Milano. Leonardo Bazzaro, in “Il Popolo d’Italia”, 23 febbraio 1939, (con il titolo Meriggio).
  • A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni (1800-1900), vol. I, Milano 1945, p. 48.
  • A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, vol. I, Luigi Patuzzi Editore, Milano 1970, p. 224.
  • La Scapigliatura lombarda dalle origini agli epigoni, catalogo della mostra, a cura di U. Calori, R. Gusmini, (Bergamo, Galleria d’Arte Elleni di S. Spirito), Tipografia Crocette, Mozzo 1982, s.p.
  • A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori, Scultori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, vol. I, Milano 1982, p. 287.
  • S. Rebora, Bazzaro, Leonardo, in La pittura in Italia. L’Ottocento, vol. II, a cura di E. Castelnuovo, Electa, Milano 1991, p. 683.
  • S. Rebora, Leonardo Bazzaro, Edizioni dei Soncino, Soncino 1997, pp. 28, 102-103 ill., 116, 124, 136, 156.
  • S. Rebora, Regesto Biografico, in N. Colombo, S. Rebora, Leonardo Bazzaro. Un maestro dell’800 italiano tra la Valle d’Aosta e la laguna veneta, catalogo della mostra, (Aosta, Museo Archeologico Regionale), Editoriale Giorgio Mondadori, Milano 1998, p. 85.
  • S. Rebora, Regesto Biografico, in N. Colombo, S. Rebora, La Chioggia di Leonardo Bazzaro. Materia, senso e poesia del colore, Industrie Grafiche Editoriali Musumeci, Quart 1999, p. 70.
  • E. Chiodini, Leonardo Bazzaro. Una vita per la pittura, in Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, a cura di F.L. Maspes, E. Savoia, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello 2011, p. 31.
  • Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, a cura di F.L. Maspes, E. Savoia, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello 2011, n. 267, pp. 121 ill., 251 ill.
  • Leonardo Bazzaro un protagonista dell’Ottocento lombardo. Cenni biografici, a cura di S. Bosi, in Leonardo Bazzaro e i grandi maestri del naturalismo lombardo (1870-1900), catalogo della mostra, a cura di E. Savoia, (Milano, Galleria Bottegantica), Galleria Bottegantica, Milano 2011, p. 5.
  • Leonardo Bazzaro un protagonista dell’Ottocento lombardo. Cenni biografici, a cura di S. Bosi, in Leonardo Bazzaro. Itinerario pittorico tra la Valle d’Aosta e la laguna veneta (1900-1930), catalogo della mostra, (Milano, Galleria d’Arte Ambrosiana), Galleria d’Arte Ambrosiana, Milano 2011, p. 5.
  • A. Paravicini, Leonardo Bazzaro, Tipografia E. Padoan, Milano s.d., p. 15.

Note:

Sposatosi nel 1894 con Corona Douglas Scotti della Scala di San Giorgio, Leonardo Bazzaro decide con la moglie di edificare una piccola residenza all’Alpino, sulla strada che da Gignese conduce al Mottarone. Luogo di villeggiatura della borghesia sarà questo lo scenario di un filone di opere completamente nuovo e dedicato alla mondanità.
Tutto è gioia aderisce pienamente alla nuova sensibilità europea del dipinto intimista raffigurante dinamiche quotidiane ma al contempo non si allontana dalla resa verista del paesaggio che ha consacrato Leonardo Bazzaro tra i capiscuola del Naturalismo, facendo sì «che nella tela prevalga il senso atmosferico d’insieme di un’ariosa visione estiva, a discapito di quelle implicazioni simboliche alle quali, forse, Bazzaro si era ripromesso di alludere»(1). Al paesaggio viene dedicato ampio spazio e la distesa azzurra del lago rivendica un senso di immensità che si ritrova anche in opere come Civettuole (1905)(2), dove le dame non sono semplicemente immerse nella natura, ma è la natura stessa a dettarne il gioioso stato d’animo. Tutto è gioia si pone come punto di partenza di tutta l’esperienza successiva di Bazzaro, racchiudendo alcuni degli elementi caratteristici di numerose opere del pittore come bambini intenti al gioco, dame a passeggio, donne sedute in una solitudine contemplativa e maestosi paesaggi bagnati dalla luce.
Leonardo Bazzaro, Studio per Tutto è gioia, 1899 tecnica mista su carta, cm. 27 x 32, Milano, collezione privataDel dipinto si conosce un piccolo studio preparatorio a tecnica mista (1899)(3), inedito fino alla pubblicazione sul Catalogo ragionato del pittore, in cui l’artista focalizza l’attenzione sulla resa delle figure. Nella tela in oggetto le stesse, meglio definite nelle proporzioni e negli atteggiamenti, sono mirabilmente inglobate nel paesaggio, quello stesso paesaggio rarefatto dove «il pittore si lascia prendere la mano dall’immensità del senso panico della natura delineando un paesaggio impressionista, dai tratti evanescenti e madreperlacei, che attenua ogni possibile intento evocativo della scena»(4). Di dimensioni ridotte rispetto al dipinto ad olio, lo studio non comprende né la figura della ragazza che salta alla corda, figura che appare invece nella parte destra del dipinto, né la presenza di una seconda panchina sulla quale era inizialmente prevista la figura di un ragazzo seduto, figura rimasta tuttavia ad uno stadio grafico e successivamente cancellata da un intervento di pulitura.
Opera di grandi dimensioni, Tutto è gioia viene presentata lo stesso anno della sua esecuzione alla III Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, dove riscuote commenti positivi dalla critica che lo riconosce come «un quadro veramente gioioso di vita, di luce, d’ambiente, di bellezza infantile»(5) e una «scena tutta gaiezza e movimento, dipinta con grandi pregi di tecnica»(6). Il dipinto viene presentato al pubblico per l’ultima volta nel 1939 in occasione della postuma organizzata dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, concesso in prestito insieme ad un nucleo di altre sette opere(7) dall’architetto Francesco Secchi(8), esecutore testamentario(9) di Leonardo Bazzaro e componente del comitato organizzatore della mostra(10).


1 S. Rebora, Leonardo Bazzaro, Edizioni dei Soncino, Soncino 1997, p. 102.
2 Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, a cura di F.L. Maspes, E. Savoia, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello 2011, n. 320, pp. 137 ill., 265 ill.
3 ivi, n. 268, p. 251 ill.
4 Rebora, cit., p. 28. 5 P. De Luca, III Esposizione Internazionale d’Arte a Venezia, Bari 1899, p. 163.
6 Guida spiegativa dell’Esposizione. Sale P e Q - Corporazioni dei Pittori e scultori italiani, in “Il Gazzettino”, a. XIII, n. 147, 29 maggio 1899, p. 5.
7 Le opere prestate sono Paesaggio, Ritratto di Secchi Luigino, Porto di Chioggia, Ultime nevi sul Mottarone, Mottarone, Ritratto di un vecchio, Bozzetto (ultima opera di L. Bazzaro).
8 Francesco Secchi eredita le opere di Leonardo Bazzaro dal padre scultore Luigi Secchi, amico intimo dell’artista.
9 Si veda la documentazione conservata presso l’archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, Fondo SBAEP, Sezione MAA, 1939, Mostra Postuma delle opere del pittore “Leonardo Bazzaro”, Corrispondenza.
10 Si veda Fondo SBAEP, Sezione MAA, 1939, Mostra Postuma delle opere del pittore “Leonardo Bazzaro”, Regolamento.

(fonte: E.O. (Elena Orsenigo) in Catalogo della mostra Leonardo Bazzaro. La dolce vita en plein air)